martedì, 31 maggio 2005

La severa moralità insita nel Maxibon
Categoria:filosofia, scritto da stefano havana


Credo che ci sia una moralità severa nell'ergonomia del Maxibon (ma anche del Magnum Sandwich e di qualunque altro gelato-biscotto configurato come adesso vi andrò a dire). Nei gelati-biscotto - seguitemi - c'è qualcosa che mi rimanda a certe spigolosità della vita e a certi atteggiamenti dell'umanità: il gelato-biscotto – secondo me – è un riassunto magistrale della retorica della vita e delle reti convenzionali a cui l'essere umano si sottopone pur di apparire regolare.

Per dire: a me del gelato-biscotto piace solo la parte – bé – biscotto. Quella che funziona anche da manico, insomma. L'altra – quella superiore – generalmente pralinata o comunque ricoperta di cioccolato a scaglie che si scompone ogni volta macchiando i pantaloni o il divano (ché è difficile che un gelato-biscotto lo si mangi in piedi, pensateci) – quella lì a me non piace. La mangio perché devo: la mangio perché c’è (esiste) ed è tutto un costituirsi d'aspettativa in attesa che arrivi la parte buona. Lo dimostra il numero di morsi necessari: la parte pralinata – quella superiore – la mando giù in tre mandate, con una mano raccolta a coppa per non far cadere i pezzi e, in generale, senza un vero confort o un'autentica goduria. Poi arriva la sezione biscottata e lì sì che godo. E' quello il vero momento che in seguito ricorderò come piacevole dell'Aver Mangiato Un Gelato-biscotto. Il resto è accessorio, come le parti noiose della vita: esse ti conducono a un dato momento e non servono ad altro che a formare un'aspettativa. Le lunghe code nel traffico cercando parcheggio, l'attesa davanti al portone aspettando che lei arrivi e ti posi il primo bacio della sera sulla bocca - ancora profumata di lucidalabbra e lacca per capelli. I secondi immediatamente precedenti al fischio d'inizio, quando tutto intorno è un azzardo di pronostici e critiche alla formazione. Il dramma (o la meraviglia) è che non c'è un modo per sbarazzarsi della parte superiore del gelato-biscotto. Te la devi sorbire. Né puoi (a meno di estreme sofferenze e una scomodità ancora più atroce) mangiarlo al contrario: non solo ti sporcherai stoltamente le mani, ma ti leverai il gusto maggiore subito, costringendoti al sacrificio senza nessuna dolce aspettativa successiva.

Insomma, io credo che non sia un caso che i gelati-biscotto siano fatti così e che i viaggi di ritorno siano sempre meno trafficati dell’andata.