mercoledì, 08 giugno 2005

Pavlov
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana


Io ho un fischio. Voi ce l'avete un fischio? Io ho un fischio: è il fischio che si inventò mio padre quando io ero un bambino. Lo usava per chiamarmi o attirare la mia attenzione o solo per salutarmi, a sera, quando rientrava a casa dal lavoro (oggi a casa dal lavoro non ci rientra più e un po' di cose sono cambiate). Poi il fischio di papà l'ha imparato anche mamma e in breve tutti in casa mi chiamavano così, neanche fossi un cane: a me piaceva, perché era una cosa strana che capivo solo io. Funzionava - mi ricordo - anche in vacanza: in spiaggia riecheggiava questo fischio se mi allontanavo troppo o se era ora di uscire dall'acqua. Non c'è mai stato nulla di severo in questo fischio, non ha mai portato cattive notizie, né occhiate fosche. E' sempre stato il mio fischio. L'altro giorno ho dimenticato le chiavi della macchina a casa; allora sono arrivato giù, ho mosso il primo passo fuori dall'ascensore e dalla tromba delle scale è arrivato il mio fischio: mia madre con le chiavi della macchina nel pugno. Mi sono sbattuto la mano sulla fronte e sono ritornato di sopra. Mamma mi ha fatto penzolare il mazzo di chiavi davanti al naso con una mano su un fianco e il viso leggermente inclinato, perché io passano gli anni ma sono sempre il solito che si dimentica le cose e non sta mai attento quando attraversa la strada. Sono rientrato in ascensore un'altra volta palpandomi tutte le tasche per accertarmi di non aver dimenticato altro e che bello - ho pensato - il mio fischio funziona sempre. No, anzi: funziona ancora. Alcune cose, invece, non vanno più: i cartoni animati che mi facevano impazzire, adesso mi fanno schifo (ma la pallavolista Mimì mi dava la nausea anche da piccolo). Riesco a dormire anche se non mi copro fino al naso col lenzuolo. In spiaggia non sgranocchio più la sabbia. Eppure quando sento quel fischio lì, scatto subito sull'attenti ché di sicuro ho fatto qualcosa di sbagliato. Certe volte mi pare un'ingiustizia che i bambini debbano mettere su anni. Eppure ce l'avrà da qualche parte un senso, questo fatto di disimparare la giovinezza.