Adesso ci sono Marco e Luca che corrono senza cartella (le hanno lasciate vicino ai motorini, che tanto sono semivuote: all'ultimo giorno di scuola che libri vuoi portare?). Corrono fino all'incrocio, si acquattano, diventano piatti. Due ramarri. Fanno capolino solo con un lembo di naso (c'è un orecchino su quello di Luca), ma Giorgio li colpisce lo stesso (il suo polso nasconde l'abilità consumata del Lanciatore di prima fila. Tintinnano dei braccialetti). Allora la tensione si spezza e loro scappano via fradici ridendo. Le scarpe slacciate: correranno così, urlando parolacce, finché Marco non scoprirà Teresa all'Università (vestita tutta di viola) e allora amerà talmente tanto e così forte da diventare vecchio; anche Luca correrà così, con i jeans strappati al ginocchio e le All Stars senza lacci (per non farle scappare via deve sempre arricciare le dita dei piedi). Correrà perfino lui che ha una pancia così e tutti alle medie lo chiamavano Panzerotto. Ma correrà, finché sua moglie non avrà una pancia superiore alla sua e a quella pancia decideranno di dare nome Lorenzo. Giorgio, intanto, se la ride con le mani sulle ginocchia. Poi con il polso destro si asciuga una goccia di sudore sul sopracciglio: lui è uno di quelli che mandano in avanscoperta (le ragazze vanno in tilt a guardarlo). E' il kamikaze della Squadriglia Gavettoni III B, non ha più nulla da perdere e tutto fradicio com'è non c'è altro da fare per salvarlo; molto meglio usarlo come carne da macello. A lui va benissimo così: sotto
la Chiesa, all'ombra, Cristina lo guarda con il mento affondato nei pugni e di nascosto fa pensieri strani. Giorgio e Cristina si guarderanno per tutta l'estate senza sapere come si fa e lei non taglierà più i suoi capelli neri perché una sera, al cinema, Giorgio le si avvicinerà da dietro - durante l'intervallo del film - e le rivelerà quanto sono belli così lunghi (poi il buio ripiomberà in sala ed entrambi penseranno a mille cose mangiandosi le unghie). Sotto
la Chiesa Cristina porta anelli alle dita, solo i due pollici ne sono liberati; scarpe larghe ai piedi con la linguetta rovesciata e una spilla con la statua della libertà che le penzola dai jeans. Sogna un tatuaggio (ma la madre staziona con le mani sui fianchi e la guarda strana, quando lei prova soltanto ad avanzare l'idea), un tatuaggio a forma di fata (con le ali e una collana rossa), mentre i suoi occhi verdi ammiccano nel sole di giugno e un residuo di rimmel le annerisce la pelle umida. Va tutto benissimo così: Mimì (anche lei è tutta bagnata e il reggiseno nero si intravede attraverso la magliettina bianca. Mimì ne ha stesi di ragazzi e all'inizio dell'anno uno le ha premuto la bocca così forte sulla sua che i denti si sono scontrati), Mimì sussurra qualcosa all'orecchio di Cristina che si volta ridendo piena di quell'atteggiamento bellissimo che hanno i giovani quando sono al centro di tutto e sanno di essere osservati (gli occhi celesti di Giorgio lei li avverte perfino tra i capelli, pure quando è girata di spalle li immagina lì puntati sul sedere e poi lungo la schiena e infine sul collo e, pure se non è successo niente, lei si sente tutta baciata quando Giorgio la guarda così). E' bellissima Cristina mentre si riavvia due ciocche dietro le orecchie. E' bellissima perché lo fa senza pensarci. Giorgio addormentandosi, più tardi, ripenserà a quel gesto e capirà quella cosa strana che si chiama Amore. Giorgio: è tra i più felici lì in mezzo, tra quelle pozze d'acqua che i grandi guardano torvi. Davvero, lui la scuola non l'ha mai potuta sopportare: cammina bagnato, i calzini fanno un rumore strano nelle scarpe come se pestasse rane gonfie ad ogni passo e camminerà così, sicuro e orgoglioso, finché risponderà di sì a qualcosa a cui avrebbe dovuto dire no e le cose finiranno male e Cristina taglierà i capelli, scoprendosi affascinante il doppio – pure a quell'età.
Lorenzo: lui diventerà grande e amerà la matematica: troverà la foto della III B di suo padre in un cassetto e non lo riconoscerà. Servirà l'aiuto della madre con l'indice puntato, perché Luca - Panzerotto - dopo la nascita del figlio ha pescato il coraggio di iscriversi in palestra e adesso corre i 100 metri in sedici secondi. Adesso a Luca - davvero, lui ci pensa a questa cosa ogni tanto - non lo bagnerebbe più nessuno.