lunedì, 27 giugno 2005
Voglio pensarla così
Categoria:filosofia, scritto da stefano havana
This is the end… cantavano i Doors e certe volte cantano tuttora negli stereo delle macchine o nelle cuffiette dei passanti (pure se sono trascorsi tanti anni e i prezzi sono aumentati). Ascolto questa canzone, ripenso a Marlon Brando (...l'orrore...) e mi viene in mente che quando le cose finiscono, a riempire la mente della gente arrivano sempre i ricordi del giorno in cui erano cominciate.
Il giorno in cui ci si conosce, per esempio: io ci penso spesso e ogni volta mi convinco che il giorno in cui si conosce qualcuno di importante (oppure si dà vita a qualcosa di grosso), tutto è predestinato perché accada proprio quello, quello e basta. Il giorno in cui ci si conosce è sempre un giorno bellissimo (generalmente c'è il sole, oppure è una serata fresca o se piove, significa che la pioggia ci sta veramente bene): secondo me ci sono schiere impossibili di persone - di cui non ci rendiamo conto - perse per le strade che camminano con gli occhi sollevati perché dentro di loro stanno ripensando a quel giorno, il giorno in cui ci si conosce (magari un mercoledì). La Fine Delle Cose – io l'ho sempre detto – è una fortuna che ci sia: l'eternità, come ogni condimento eccessivo, rende disgustosa la portata più prelibata (troppo uovo e non riesco più a mangiare neanche la carbonara). Quello che dovremmo fare - quello che dovrei fare io, almeno - è godere di più delle cose mentre accadono. Mi piacerebbe, da oggi in poi, carpire meglio i momenti iniziatici e assaporarli con tutta la lingua e i polpastrelli. Perciò da un paio di giorni mi sento anche io facente parte della schiera di quelle persone: cammino con gli occhi alzati (ma senza patimento) e ripenso a quel giorno generico e ideale in cui ci si conosce (che può anche essere un giorno qualunque in cui, semplicemente, ti sentivi meglio). Secondo me è così che va avanti la vita (o forse vorrei che andasse così): si procede immalinconiti (oppure accecati da qualcosa), non si guarda a dove si mettono i piedi e bum, si finisce per scontrarsi con qualcun altro in uno svolazzare di fogli, appunti o che ne so. Gli occhi tornano ad abbassarsi e quel momento, il momento in cui stavi prendendo coscienza della fine e tutto ti sembrava strano, ecco che diventa l'ennesimo giorno in cui ci si conosce.





