mercoledì, 24 agosto 2005
Nuovi innesti e post-it
Categoria:filosofia, quotidianismi, scritto da stefano havana
E' incredibile come tutte le cose restino al proprio posto e altre nuove riescano a mescolarsi senza disturbare. Capita di fare mille scoperte, un milione di giri, eppure tutte le cose se ne stanno lì, non si spostano mica. Puoi agitare la testa fino a farti lacrimare gli occhi, ubriacarti, piangere, urlare, ridere con una mano stretta sul cuore, sudare, correre, ascoltare musica pompata da far accelerare il sangue: tutte le cose restano lì, nella mente, nei ricordi, tra le abitudini meccaniche di una vita. E' quasi dieci giorni che il Viaggio è finito ed è altrettanto che ho ripreso la vita di sempre: è sorprendente come ogni oscillazione, precedente a questi ultimi ventuno giorni, si sia spenta e ora - all'occorrenza - riesca a riprendere senza alcuna spinta.
Le password utili al lavoro, i tempi e le modalità per scrivere un buon pezzo, i sistemi per arrivare puntuali in redazione, ogni stradina buona per parcheggiare la macchina, i mezzucci per abbreviare il percorso, le posizioni preferite al posto di guida, la casa percorsa a memoria mentre la luce è spenta, il saluto al portiere in guardiola uscendo e rientrando, l'occhiata alla cassetta della posta mentre arriva l'ascensore, la tapparella abbassata dopo cena, le cose nei cassetti, la posizione delle penne sulla scrivania, i numeri di telefono degli amici. Non dico che non mi piaccia: anzi. Ho sempre creduto che in questo mondo tanto immenso, tutti siamo ciechi. Ciechi davanti a certe inspiegabilità della vita, a certi meccanismi assurdi del vivere insieme; perciò riconoscere la mia stessa vita nell'Immensità Generale non è male. Mi faccio precedere dalle mani protese e trovo gli spigoli e i pericoli esattamente dove li avevo lasciati prima di partire. E ancora di più mi piace notare come determinati cambiamenti, dovuti a questi ultimi Viaggi importanti che mi sono capitati, riescano ad incastonarsi con delicatezza nel mio Vivere: alcune scelte musicali, qualche sigaretta, un modo diverso di bere certi alcolici, il fatto che non mi giro più - e dico mai più - a guardare dentro un concessionario di automobili, perché - di fatto - non me ne frega più niente e giammai spenderei dei soldi per uno di quegli stupidi oggetti con le ruote; anche alcuni cambiamenti negli orari, nel modo di pranzare e di fare colazione, un certo atteggiamento nei confronti degli altri, la scelta delle letture, dei film e di come spendere il tempo libero. Il definitivo abbandono dell'orologio e la voglia di frantumare dalla finestra il cellulare.
Le recenti Cose che ho visto e assorbito stanno diventando Me. Come molti libri e certi autori, come diversi insegnamenti e alcune persone nel corso dei miei 25 anni, la roba che mangio: sono sempre più convinto che Viaggiare sia la più grande ricchezza dell'inquieto uomo moderno. Certe conseguenze, poi, sono del tutto imprevedibili: stamattina osservavo un intonso blocchetto giallo di Post-it e mi è venuto da spanciarmi dalle risate.





