lunedì, 05 settembre 2005

Noi che scriviamo
Categoria:narrativa, scritto da stefano havana


Noi che scriviamo siamo clown distratti a cui cade sempre il naso rosso. Noi che scriviamo, non lo so, mi piace pensare che siamo un mondo a parte; un mondo fatto di milioni di unità, intendiamoci. Noi che scriviamo cominciamo sempre gli sms con la lettera maiuscola. Noi che scriviamo detestiamo le kappa. Noi che scriviamo nasciamo senza saperlo che diventeremo scrittori. Noi che scriviamo ci vergognamo a rispondere che scriviamo a chi ci domanda. Noi che scriviamo - diciamoci la verità - forse non lo diventeremo mai, scrittori. Noi che scriviamo abbiamo, almeno una volta, scritto una storia d'amore e una di fantascienza. Noi che scriviamo, abbiamo sogni di vetro che nessuno deve toccare. Noi che scriviamo: abbiamo cassetti pieni e Romanzi Perfetti che se ne stanno nascosti solo perché nessuno li capisce. Noi che scriviamo siamo sempre i nuovi Joyce e i nuovi Italo Calvino. Noi che scriviamo non ce n'è mai uno che non sia un genio incompreso. Noi che scriviamo siamo ridicole illusioni piene di magie.

Noi che scriviamo: io ci credo davvero che siamo migliori degli altri. Migliori di voi che non scrivete, per esempio. Noi che scriviamo siamo sicuri di essere gli unici a scrivere nel raggio di mille chilometri e invece dietro le finestre socchiuse ci sono un sacco di teste chinate che stanno scrivendo. Noi che scriviamo abbiamo tutti i libri sottolineati e non nutriamo dubbi circa il fatto che ci innamoriamo meglio degli altri e soffriamo di più. Noi che scriviamo incliniamo sempre la testa davanti a un film in cui il protagonista stia leggendo qualcosa, perché vogliamo assolutamente carpirne titolo o autore. Noi che scriviamo riscriveremmo per intero la sceneggiatura di Amici miei, scegliendo come incipit la sparatoria in macchina e non la scena nel giornale e arrivando - con i flashback - a spiegare come fossero i protagonisti arrivati a quel punto. Noi che scriviamo ci piace guardare Il Padrino con il libro di Puzo in mano. Noi che scriviamo abbiamo sempre un autore celebre che non abbiamo mai letto ma che fingiamo di conoscere bene. Noi che scriviamo facciamo sempre un po' gli ubriaconi e i figli dei fiori, anche se ci piacciono spesso e volentieri le stesse cose di voi che non scrivete. Noi che scriviamo diciamo a tutti che Il Signore degli Anelli è un capolavoro ma che in certe sue parti si dilunga troppo e che forse uno tra Pipino e Merry si poteva eliminare. Noi che scriviamo, oddio, David Lynch non lo capiremo mai e per questo ci piace senza farci domande. Noi che scriviamo ci addormentiamo mille notti con un libro chiuso a V rovesciata sulla pancia e ci svegliamo a notte fonda avendo perso il segno. Noi che scriviamo abbiamo almeno una targa di un Premio Letterario sfigatissimo appeso sopra il letto. Noi che scriviamo capiamo prima degli altri che i sogni muoiono prima dei sognatori.

Noi che scriviamo stringiamo così spesso i pugni davanti ai maurizi costanzi show e gli scrittori da salotto che ce l'hanno fatta. Noi che scriviamo conosciamo almeno un altro talento letterario che - come noi che scriviamo - meriterebbe più di Piperno e di Faletti. Noi che scriviamo lo odiamo, Faletti. Noi che scriviamo sappiamo che si scrive i pneumatici e non gli pneumatici, ma spesso siamo troppo timidi per correggere qualcuno. Noi che scriviamo non lo diresti mai che siamo timidi. Noi che scriviamo ce l'abbiamo con la Mondadori. Noi che scriviamo abbiamo quasi sicuramente un blog e abbiamo almeno una volta pianto con la testa appoggiata allo specchio del bagno chiuso da tre mandate di chiave. Noi che scriviamo non dormiamo mai e abbiamo certe occhiaie. Noi che scriviamo siamo di sinistra. Noi che scriviamo non ci pensiamo mai ai soldi e alla ricchezza. Noi che scriviamo siamo un falò di luoghi comuni che ardono in una notte senza tramonto. Noi che scriviamo ci sembra che l'abbiamo scritto noi, il tramonto. Noi che scriviamo non diciamo niente di nuovo, solo che lo diciamo meglio. Noi che scriviamo, vaffanculo, diamo sempre la colpa agli altri. Noi che scriviamo non suoneremmo mai il clacson al semaforo, pure se ne abbiamo tremendamente voglia. Noi che scriviamo storciamo il naso davanti a Manzoni. Noi che scriviamo al Liceo prendevamo sempre quattro ai temi. Noi che scriviamo impieghiamo un anno a deciderci e, tipicamente, alla fine qualcuno che non scrive ci precede. Noi che scriviamo non andavamo mai alle gite scolastiche. Noi che scriviamo facciamo i maledetti, ma a scuola avevamo sempre nove in condotta. Noi che scriviamo, una cosa è certa, non vorremmo mai essere diversamente da così. Noi che scriviamo ce lo siamo domandati almeno una volta nella vita dov'è che vadano le papere quando il lago è ghiacciato.