lunedì, 12 settembre 2005

Ancora sulla Tv - Storia di Melissa: velina predestinata tra Lele Mora e Forza Italia
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


Continuiamo ad usare la scusa della televisione per parlare anche di altro. Prendiamo le Veline appena nominate (designate? Elette? Sorteggiate?), per esempio: una è brasiliana (l'unico fenomeno sudamericano a non giocare nel Real Madrid o nell'Inter), l'altra è sarda. Si chiama Melissa Satta e - sempre perché noi non abbiamo ragione a gridare che ci stanno addormentando le menti - è la fidanzata di Daniele Interrante e la più grande amica di Costantino Vitagliano. Daniele Interrante e Melissa Satta, oltre all'oliatissimo muscle-man tatuato, hanno in comune anche un'altra cosa: Lele Mora.

Incredibile (inverosimile?) la carriera della giovanissima (e stra-topa, questo va ammesso) Melissa. Nata nel 1986, all'età di 16 anni figura già in numerosissime trasmissioni televisive. Nel 2003 è finalista a "Miss Muretto", nel 2005 è la co-conduttrice di "Mio fratello è Pakistano" del grande Teo Mammuccari. Nel frattempo finisce fidanzata con il fenomeno mediatico dell'anno, viene fotografata con i calciatori Coco e Borriello e le viene assegnata una love-story con Bobo Vieri (con cui, vabbé, ho avuto un flirt pure io). Forse qualche influenza - nell'ambito di questa ascesa - l'ha avuta il padre, architetto di fama e grande amico e collaboratore del Principe Aga Khan. Dal 1986, fino al 2003 è stato responsabile della pianificazione urbanistica della Costa Smeralda; attualmente risulta assessore tecnico all'urbanistica del comune della Maddalena. E' stato consigliere regionale di Forza Italia, adesso figura schierato con il centro-sinistra. Neanche a dirlo la villa di famiglia è adiacente a quella di Lele Mora in Costa Smeralda.

Non solo: Melissa appartiene (o meglio: è appartenuta) alla scuderia di Maurizio Ciaccio, vale a dire la Venus Dea: alla Venus Dea appartengono, o sono appartenute, tutte le sarde conosciute della televisione (Canalis a parte): l'ex velina e miss mondo Giorgia Palmas, l'ex letterina Francesca Lodo - oltre a una serie infinita di presenzialiste della televisione nostrana. La cosa che mi sconvolge è che tutte queste ragazze, una volta ottenuto il successo assoluto grazie al lavoro della Venus Dea, sono state risucchiate dall'agenzia di Lele Mora senza che la stessa Venus Dea battesse ciglio. Anzi: «E tu che ci guadagni?» ha domandato qualche tempo fa l'Unione Sarda a Ciaccio: «A livello economico niente, però la mia agenzia ha stabilito un buon rapporto di collaborazione con Mediaset», è stata la risposta. Anche qui - ammesso che sia vero - sembrerebbe esserci una strana disparità con le entrate di Mora che, a quanto dice lui stesso, ammontano a svariati milioni di euro l'anno (svariati vuol dire diverse decine).

Ma facciamo un ulteriore passo avanti.
Stanno per (ri)cominciare due reality show destinati al grande successo: la terza edizione de L'Isola dei Famosi e la seconda edizione de La Talpa. Al primo, trasmesso da Rai Due, l'agenzia di Lele Mora "fornisce" l'onnipresente (e noi che ce lo continuiamo a prendere con il sorriso) Daniele Interrante e la bella Elena Santarelli, l'anno scorso spalla di Varriale a Stadio Sprint e ancora prima valletta di Amadeus all'Eredità. Poi c'è Enzo Paolo Turchi: questo signore è il marito di Carmen Russo che partecipò al medesimo programma lo scorso anno. Volete provare ad indovinare chi è l'agente di Carmen Russo? Gli altri concorrenti saranno le carneadi Sandy Marton, Cristina Quaranta, Maria Giovanna Elmi, Arianna David, Fulco Ruffo Di Calabria, Albano Carrisi, Romina Carrisi, Lory Del Santo e Manuel Casella: approfitto per dire che metà di questo cast, insieme a Jerry Calà, sarà protagonista di un film sullo stile dei vecchi Rimini Rimini, intitolato Costa Smeralda. Il produttore? La LM production: la Lele Mora production.

Bene.
Poi c'è
La Talpa. Vi partecipano Diego Conte, tronista di Uomini e Donne e cliente di Lele Mora. Alessia Mancini (ex velina, ex tutto), di Lele Mora, oltre a Gianni Sperti - frontman di Uomini e donne. Gli altri concorrenti sono Alessandro Grieco, Roberto Ciufoli, Sylvie Lubamba, Ludmilla Radchenko, Jonis Bascir, Paolo Cané, Beatrice Bocci, Demetra Hampton, Denny Mendez, Paolo Vallesi e Francesca Rettondini: a voi scoprire - se vi va - chi di costoro appartiene alla scuderia del nostro amico. Un'ultima curiosità: avete presente il cantante Pago? L'autore del tormentone estivo, colonna sonora dello spot Citroen "Parlo di te"? Fisicamente è identico a Costantino. Provate a dire chi si vocifera ci sia dietro?

Niente di male o di marcio in tutto questo (o quasi). La nostra posizione, tuttavia, resta la medesima: quella di destare la ragione da questo orribile sonno. Abbiamo nominato decine e decine di nomi di persone che da qui alla prossima estate ci tormenteranno volenti o nolenti tutti i giorni (il telecomando, amici miei, è solo una chimera. Non è vero che possiamo cambiare canale se tutti i canali offrono questo. E non è vero che possiamo spegnere la tv se per le strade, nei cinema e sui giornali ci sono i medesimi prodotti). Tra questi nomi non ce n'è uno che susciti interesse. Non ce n'è uno che abbia fatto qualcosa per essere proposto in tal modo. Non è divertente, è inutile che lo pensiate. Non è intrattenimento leggero. Non è vero che è solo televisione. Questo fatto che è solo televisione è un atto terroristico: una pesona come Maurizio Scelli, commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, grazie alle trasmissioni di Bruno Vespa e al suo ultimo libro ("Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi") è riuscito a far passare l'informazione che Enzo Baldoni altri non era che uno sprovveduto andato a Baghdad a scrivere articoli antiamericani; è riuscito a far credere alla gente che - sempre nell'affaire Baldoni e sempre grazie a quel vergognoso megafono di RaiUno e di Bruno Vespa - l'autista ucciso Ghareeb fosse implicato nel rapimento e nell'omicidio, mentre era vero l'esatto contrario. Stiamo attenti a quello che vogliono farci credere: la dobbiamo smettere di guardare dove ci dicono di guardare. Alla nausea lo ripeteremo: la ribellione è la nostra unica salvezza. Ribelliamoci, scriviamone, parliamone male, facciamoci sentire, dissentiamo: il disinteresse non è sufficiente.