lunedì, 10 ottobre 2005
Si può!
Categoria:giornalismo, dissenso, scritto da stefano havana
Stamattina, davanti alla tazza del latte, l'ho capito subito che sarebbe stata una roba da vomito questa storia di Mamma Valentina che ha vinto l'oro più bello, ma certo non pensavo così tanto. A firma dell'imperatrice della retorica Emanuela Audisio, l'apoteosi del trash e della scontata retorica ha il suo climax sulle pagine de la Repubblica di oggi. Valentina Vezzali, campionessa olimpica ieri, oggi numero uno a Lipsia nella disciplina del fioretto, ha nientemeno lasciato a casa il figlio appena nato pur di tornare alla sua professione (una roba che più o meno succede ogni giorno per milioni di eroiche madri lavoratrici senza la vetrina dei media). Ecco di cosa volevo parlarvi. Del pezzo assurdo della Audisio. Ma scioriniamolo insieme, venite, questa lenta discesa nell'ovvio, piena di cose tipo - sentite qua (le parole dell'articolo sono in corsivo)-: Si può, si può. Essere una mamma italiana, non dare via i propri sogni, e continuare a vincere. Da atleta che da quattro mesi è anche madre. Kill Bill, oh yes. E ammazza pure le altre, che con le lame sei meglio di Uma Thurman.
Insomma, questa grande donna, siore e siori, che addirittura ha l'ardire - come dicevamo - di lasciare il figlio a casa, portarlo dentro al cuore, e non avere paura dell'ultima stoccata. Si può. Non volere, né cercare scuse, né pretendere nuove dolcezze e tagli alla gloria. Non nascondersi dietro la maternità. E certo: perché naturalmente - secondo la Audisio - Valentina Vezzali da Jesi è diversa. Non si è lasciata incatenare dalla parola mamma. E mica è tutto qui, perché Valentina è così. Non si fa cambiare, non butta via le occasioni. Non si abbandona alle debolezza, cura la sua forza, non se ne vergogna. E se ha dei dubbi, allena pure quelli. Poteva smettere, rallentare, frenare, sentirsi appagata. Superman! Altro che donna. Leggete, leggete ancora: si può (sessanta volta l'ha usata questa perifrasi "si può". Ma si può?). Si può. Essere carogna in gara, bestia che non molla la preda, e poi avere voglia di stare sola con tuo figlio e tuo marito. Si può. E basta!
Rullo di tamburi per la chiosa inevitabile dell'ardito pezzo. Cosa può ancora fare la Vezzali, ladies and gentleman de noantri? Ma ovviamente duellare, senza pensare a Pietro. E poi salutare Pietro, da lassù. Mentre ancora una volta hai il mondo il mano. Insieme, com'è certo, al merito di non avere mai smesso di essere (e di pensare) come una grande atleta.
Pezzo nazional-consolatorio come l'italietta nostra, niente da replicare. Come al solito - amici de Noantri - l'importante è dirlo, farlo notare e dissentire.





