mercoledì, 26 ottobre 2005
Roma ha chiamato
Categoria:dissenso, scritto da fabio ohio
E vabbene... avete vinto Voi. Siano accolte le richieste del Granduca. Si ricomincia a postare da oltreoceano. Sono le ore 23.56 del 25 Ottobre 2005, fuso di New York. Ho scelto questa giornata perche' quanto successo oggi a Roma, a mio avviso, merita non solo un commento ma, soprattutto, una discussione. Apro io con qualche spunto di riflessione, sicuro di aver preceduto Pat solo grazie al fuso orario (questa e' materia sua).
Innanzitutto dovete sapere che io mi trovo in America perche' contrario ai principi cardine del sistema universitario italiano: amo definirmi un dissidente, un rifugiato politico, se vogliamo. Qualcuno mi ha accusato di aver "abbandonato il mio paese", di "essere scappato" dalle difficolta' oggettive di un sistema palesemente in rovina.
Chi mi conosce bene sa benissimo che, quando sono partito, l'ho fatto con lo spirito di affrancarmi dal sistema, costruire qualcosa e quindi tornare con la possibilita' di cambiare concretamente le cose. Non credo che si possa rovesciare un sistema di cui si fa parte.
Stando in America ho maturato progressivamente una consapevolezza sempre maggiore: cio' che rinnegavo di un sistema universitario “sbagliato” non e' altro che il riflesso di un sistema piu' grande, il sistema Italia. Che funziona nello stesso, identico, modo.
Vi dico: ogni volta che mi collego a qualche testata italiana e trovo, costantemente, le facce di quei cinque teatranti di A) Berlusconi, B) Prodi, C) Follini, D) Fazio E) Rutelli (cito in ordine di frequenza di apparizione) che perseverano nell'opera di distruzione quotidiana del nostro Paese, scusate, ma io mi sento piu' che a posto con la mia coscienza. E, soprattutto, mi compiaccio per il fatto che, ogni giorno, la fine di questo sistema e' sempre piu' vicina. Perche' e' un sistema che si sta autodistruggendo. Quando sento alcuni miei amici "sorridere" dei problemi dell'Italia, quasi fosse una commedia inscenata dai suddetti commedianti per far divertire la gente... quando sento dire "Ma in fondo intorno a me va tutto bene"... voi non avete idea di cosa significhi vedere il proprio Paese crollare pezzo dopo pezzo, a distanza di 6000 km, senza che la gente si renda conto di quello che sta accadendo.
Qui in America ho trovato (quasi) tutto quello che cercavo: indipendenza, dignita', liberta', opportunita', etc... ma senza scadere nel banale, cio' che piu' importa, e' che ho avuto la possibilita' di verificare sul campo quanto il sistema Italia sia malato. Ad esempio, ho imparato che il lavoro e' un diritto anche a 25 anni di eta' (e non a 40 se va bene), che se uno si impegna e lavora viene ricompensato dal sistema stesso e non penalizzato, che la stabilita' e la coesione politica non sono un optional ma una condizione necessaria per il benessere dello Stato (per favore, non cominciate a rispondermi con frasi del tipo Bush assassino, Condoleeza troia e cazzi vari....non me ne frega un cazzo degli USA ne' dei vari partiti, voglio parlare dell'Italia) e tante altre cose che saranno trattate in futuro su questo blog.
Io (e non solo io, date un'occhiata alla stampa internazionale) sono convinto che il sistema Italia sia ormai giunto ad un capolinea. Genova e' stata solo un'avvisaglia. La gente e' incazzata, ma non ancora abbastanza. Forse perche' sufficientemente distratta dai vari Costantino o, magari, dalle tragedie amorose di Al Bano. E sapete quando questa gente si svegliera'? Quando in Italia non ci saranno piu' i soldi neanche per comprarla una televisione.
Ma perche' dobbiamo arrivare a questo? Perche' dobbiamo fare la fine dell'Argentina (cosa che, miracolosamente, ancora non e' successa solo grazie al tanto odiato euro che ci stiamo pagando noi)? Quanto accaduto oggi a Roma, a mio avviso, e' un buon segno. Indipendentemente dalle motivazioni particolari (tipo i professori che temono di non poter fare piu' quello che cazzo gli pare) vabbene cosi'. Intanto qualcosa si muove. Soprattutto, i giovani si muovono. Quando questo SOGNO diventera' realta' tornero' anch'io in Italia a combattere per un nuovo sistema. Intanto rimango qui a vivermi la mia liberta' , che sfrutto ogni giorno per costruire qualcosa. Un qualcosa che riportero' in Italia. Io mi sono mosso venendo qui in America, muovetevi tutti come potete, ma muovetevi!
P.S. Mi spiegate perche' in questo blog "libero" la parola "America" viene automaticamente cancellata dal sistema (e poi dite che non ho ragione). Chi ha messo questo filtro, quelli di splinder o qualche malato di Noantri??





