domenica, 20 novembre 2005
Giovani con la X maiuscola
Categoria:letteratura, attualità , scritto da stefano havana
Riflessione della domenica #1
Se sei nato nel 1990 o giù di lì, sicuramente non sei tra queste pagine, non sei mio amico, non metti mai la freccia quando giri e non hai mai avuto coscienza dell'uso del ch. Se sei nato nel 1990 o giù di lì – se insomma adesso hai circa 15 anni – sei l'orgoglioso specchio di quest'umanità televisiva: hai modelli imitativi ben precisi e non a caso il tuo sogno è quello di fare la modella o il grande attore. Non hanno coscienza politica. Sono infinitamente più arroganti di quelli nati solo dieci anni prima; vanno peggio a scuola (il che sarebbe l'unico punto a loro favore, se non fosse che il tempo che risparmiano lo impiegano sulle panchine a parlare di macchine) e assomigliano tutti a qualcun altro. Le ragazze sono more con la frangetta e quell'orribile, terrificante striscia bianca sulle unghie; se invece sono bionde, hanno i capelli mossi striati di nero e nella migliore delle ipotesi l'hanno data via già da quattro anni. I ragazzi si muovono come quelli di Mtv, parlano esattamente come i decerebrati delle radio e si eccitano solo davanti a femmine che assomiglino a quelle della televisione. I quindicenni di oggi sono uno stuolo di sub-umani intellettualmente asessuati: la sanno lunghissima in fatto di sms e se letame come Dj Francesco ha successo, lo deve esclusivamente alle suonerie e agli ipod di queste scimmie. Scimmie sono: non avranno un lavoro stabile prima dei quarant'anni e se riusciranno a sfuggire alla tentazione del suicidio, diventeranno imprenditori di se stessi, preti o pedofili. Sono i giovanissimi d'oggi la prova definitiva e assoluta che qualunque direzione abbia preso la nostra civiltà, si tratta di quella sbagliata.
Riflessione della domenica #2
Abbiamo parlato spesso di successi narrativi discutibili. Ecco, c'è un'altra frangia di neo-scrittori che a mio parere dovrebbe essere trattata chimicamente con delle secchiate di ruggine: sto parlando dei baby-autori, questi fantomatici firmatari di best-seller ancora lungi dal compiere i 19 anni. Lo dico subito a scanso di equivoci: la mia è soprattutto invidia. Ma non solo: ho letto qualcuno di loro e a parte due o tre – ad esempio Ivano Bariani che vi invito a provare (e che di anni, però, ne ha 24) – gli altri sono quello che effettivamente sembrano alla prima lettura della biografia sul frontespizio di copertina: pischelli arricchiti a cui è stata data una possibilità. La riflessione mi è giunta dopo aver sfogliato in libreria una decina di pagine dell'ultimo capolavoro assoluto di Margherita F. (blogger, tra l'altro). Al di là della nausea datami da questa cazzo di moda del cognome puntato (ehy, deejay di mtv, grazie ancora!), il lavoro di Margherita F. – non certo per colpa sua – è tra il vomitevole e l'adulatorio, tra il manierista e l'artefatto, tra il non leggibile e il non necessario. Ripeto, la colpa non è della simpatica Margherita F. (a proposito, in bocca al lupo per l'ultimo anno di Liceo): il punto è che a mio modesto parere per fare letteratura bisogna prima aver vissuto. Nessun 18enne - nessuno - può avere niente di interessante da dire, tantomeno da scrivere. E' razzismo? E' nazismo (vi imploro, non parlatemi di Mozart e allora?, di Bunker e allora?, del ragazzino del sesto senso e allora? Qui stiamo parlando di Margherita F., M-a-r-g-h-e-r-i-t-a-e-f-f-e)? Oddio, no che non è razzismo, no che non è nazismo: la giovinezza è un male curabile. Due o tre pasticche di vita per una trentina d'anni e si guarisce (morte a parte, ma la morte è effetto collaterale ampiamente indicato). Sono convinto che Margherita F. (che tra l'altro scrive bene, sicuramente molto meglio di quanto non facessi io alla sua età) tra due lustri si maledirà, si prenderà a selciate per quel cognome puntato, per le baggianate che ha voluto raccontarci, per le solide secchiate di vomito adolescenziale contenute tra quelle pagine pubblicate da Einaudi Stile Libero (quelli di Kerouac, quelli di Fante): diventerà grande, piangerà davanti a uno specchio e potrà dire democraticamente la sua (speriamo che abbia voglia di insultare anche lei questi editori arraffa soldi e ammazza-arte). Fino ad allora lei – e quelli della sua età – semplicemente dovrebbero pensare - che ne so - a Cioè, ai Carefree, agli ormoni, ai blog appunto.





