mercoledì, 30 novembre 2005

Bloggers di tutto il mondo unitevi
Categoria:blog, attualità, scritto da andy capp


rupertmurdoch"Come molti di voi sono un immigrante digitale. Non sono stato svezzato sul web, né coccolato da un computer. Al contrario, sono cresciuto in un mondo altamente centralizzato, in cui le notizie e le informazioni erano saldamente in mano a poche persone che si arrogavano il diritto di dirci cosa potevamo e dovevamo sapere. [...] Ma la prossima generazione che avrà accesso alle informazioni, tramite i giornali o qualsiasi altra fonte, ha aspettative diverse dalle nostre. E questo include il quando e il come ricevere le notizie, ma anche da chi e dove riceverle". Parole sagge e in un certo senso rivoluzionarie quelle del magnate Rupert Murdoch, presidente di New Corporation, che lo scorso 13 aprile si è rivolto così agli editori dei giornali, invitandoli ad abbracciare in fretta la prossima (ma forse sarebbe meglio dire attuale) rivoluzione digitale.

Secondo una ricerca pubblicata qualche mese fa dalla Carnegie Corporation di New York, dal titolo Abandoning the News, nei prossimi anni il mondo dei mass media sarà influenzato in maniera determinante dai giovani tra i 18 e i 34 anni. Secondo il rapporto, prenderà piede una tendenza in grado di sconvolgere i presupposti stessi del consumo di notizie e il processo di formazione delle decisioni in una società democratica. Il 44% dei giovani americani naviga su Internet almeno una volta al giorno per la ricerca di notizie, solo  il 19% si affida ai giornali. Il web è considerato flessibile e aggiornato, ma leggermente meno affidabile della televisione, nazionale o locale che sia. I giovani, insomma, si informano (e si formano) sempre di più in rete. E un'ulteriore rivoluzione si è avuta con l'avvento dei blog, quelli politici in particolare, a causa del loro rilevante impatto sui tradizionale mezzi di comunicazione.

Hugh Hewitt, noto conduttore radiofonica vicino alla destra statunitense, supera con il suo blog, creato nel 2002, i 150 mila contatti al giorno (un po' quello che sta accadendo in Italia con il fenomeno Beppe Grillo). Glenn Reynolds, professore di legge all'Università del Tennessee, repubblicano, tocca ormai da mesi i 300mila lettori quotidiani. Tre avvocati, John H. Hinderaker e Scott W. Johnson di Minneapolis e Paul Mirengoff di Washington, attraverso il loro blog Powerline, hanno portato avanti una campagna di controinformazione nelle fasi più concitate dell'ultima guerra in Iraq. Durante la corsa alla Casa Bianca del 2004, diversi blog di una certa influenza politica, superavano i 200 mila contati al giorno. Mentre gli ascoltatori dei notiziari radiofonici e televisivi erano calati negli Usa del 59%. Se consideriamo poi che meno della metà degli americani legge i giornali, è facile arrivare alle conclusioni. Secondo un'altra ricerca americana, condotta subito dopo le elezioni presidenziali, è stato dimostrato che i blog di sinistra sono molti di più rispetto a quelli di destra, che tuttavia sono meglio collegati tra loro e addirittura organizzati in network. karlmarx

Numeri che fanno pensare soprattutto se rapportiamo il fenomeno all'Italia, dove da sempre la quantità di quotidiani venduti è tra le più basse d'Europa, e dove la televisione (dal punto di vista dell'informazione politica) non può certo essere considerata libera, o almeno non controllata. E così anche nella blogosfera italiana si moltiplicano i fenomeni di aggregatori che si dichiarano riformisti-liberali. Dopo Tocqueville, di cui abbiamo già avuto modo di parlare, stanno nascendo altre iniziative politiche come quella di Blog4cdl. Insomma, con le elezioni del 2006 alle porte, è determinante per la Casa delle Libertà (sotto nei sondaggi) cercare nuovi consensi attraverso quei canali ancora inesplorati. Bloggers di tutto il mondo unitevi.