lunedì, 09 gennaio 2006
Definitely in my opinion
Categoria:viaggi, scritto da stefano havana
Stare a New York è abbastanza incredibile SEMPRE. Ma è la prima volta che ci cammini sopra e ti viene in mente che sei in un posto in cui incontrare Al Pacino è semplicemente possibile, che capisci di avere voglia immediatamente di un hot dog. C'è da dire che l'hot dog non l'abbiamo mangiato (Davide, cazzo, non abbiamo mangiato un hot dog!); in compenso abbiamo capito che la parola-tormentone per i newyorchesi è definitely che più o meno abbiamo deciso di tradurre con "a palla" oppure "di brutto".
Cose comprate tra tutti e due (in ordine sparso e del tutto casuale):
- più di cinque paia di jeans
- più di cinque paia di scarpe
- circa tre giacche
- più o meno una decina di magliette
- almeno un maglione di cachemire
- presumibilmente un numero di cinte compreso tra cinque e nove
- senz'altro sei pupazzi di vario tipo
- almeno un oggetto molto cool
- comprensibilmente un numero di cd vicino al sette
- numero quattro action figures
- oggetti sparsi e numerosi la cui identità non posso rivelare perché in qualità di regali c'è una spessa possibilità che non siano ancora stati consegnati e la loro epifania su queste pagine potrebbe rovinarne l'insita sorpresa
- una valigia
- cinquanta miniposter di film celebri
- uno Slime verde che balla
Ore di fila fatte:
- tre complessive per la Liberty Island
- quasi una per l'Empire State Building, poi abbandonato per impossibilità manifesta di arrivare alle casse indenni (ci siamo tornati in un secondo momento cavandocela con circa diciassette accettabili minuti complessivi)
- almeno due all'aeroporto JFK (che come organizzazione ricorda più o meno il migliore aeroporto del BURUNDI)
- 40 minuti scarsi al Moma (museo che Davide ha inquadrato con un condivisibile "eccezionale")
- 2 minuti esatti al Metropolitan (museo che Davide ha inquadrato con un inesorabile: "du' cojoni")
- un'ora circa alla cassa del Burger King il giorno 31 dicembre sera
Roba più bella vista in assoluto:
- L'NBA store
- Il Disney Store
- La gallery di Diane Arbus al MOMA
- Il Financial District
- Soho e Greenwich Village
- Times Square (ebbene sì: Times Square è semplicemente una figata pazzesca)
- Battery Park
- La vista di Manhattan dal Ponte di Brooklyn
Roba pessima:
- L'aeroporto JFK
- I docks presso il Lincoln Tunnel
Posti definitivi:
- Il ristorante fusion "Asie de Cuba" sulla Madison Avenue
- Il ristorante di sushi sulla 1st avenue: "Sapporo East"
- Il ristorante cubano "Azucar" appena a sud di Central Park
- "Rise to riches": pudding di riso da far girare la testa in un ambiente fantastico (a Spring Street)
- Gli insalatari a Bryant Park
Premio della critica:
- La catena di pizza "Sbarro"
- La catena di pizza "Famiglia"
- Il sushi "in scatola" comprato in un centro commerciale indescrivibile
- Gli avvocado messicani
Rimpianti:
- Harlem
- Il blue note jazz club
- Queens
- The Scores
- Serena (questa è roba mia)
Miglior aperitivo:
- Tutto considerato il premio va forse a "Teany" a Rivington Street. Locale di Moby specializzato in the. Noi ci siamo specializzati in mojito con lo champagne in luogo del rum (tre a testa) e un piatto di proporzioni abominevoli dei più buoni sandwiches mai saggiati in vita (tutto per la modica cifra di una Finanzaria)
- Lacrimevole per la commozione anche l'aperitivo del "W": lì ricordiamo il mojito (questa volta tradizionale) semplicemente più buono bevuto dal Malecòn della Havana
Premio come miglior tocco drammatico:
- 31 dicembre a Central Park: nevicata con i controcoglioni e scenari da commedia americana decadente
Spesa più alta pagata per una cena:
- Tra i sessanta e i settanta dollari a persona (con piena soddisfazione)
Parola chiave:
- Disastro
Un po' di foto della vacanza sono qui (finora ho inserito quelle relative ai primi tre giorni di vacanza e mica tutte, ci mancherebbe). La verità è che sono in pieno jet-lag (oggi ho cercato su Internet e ho scoperto che si tratta di una vera e propria sindrome. Insomma sono malato) e non riesco a parlare di altro. Non ho argomenti, non ho un'opinione, non so cosa sia successo negli ultimi quindici giorni in italia, non ho ancora acceso la televisione, in compenso ho già bevuto un negroni, due rum e mezza birra. La cosa veramente incredibile è che non ho ancora nemmeno visitato, letto o scrutato un blog (a parte questo). Il pensiero di tornare in palestra mi dà il voltastomaco, ma ho fissato una data onesta per mercoledì. A parte questo, i'm back.





