lunedì, 23 gennaio 2006

Assorbire
Categoria:filosofia, scritto da stefano havana


Cosa ci portiamo di veramente nostro, dietro? Camminando, facendo cose. Uno va dal barbiere, prende la macchina, si comporta in un certo modo; magari gli capita di sedersi da qualche parte, ordinare da bere, rivolgere un sorriso a una che passa e che pare particolarmente bella. Quante, delle cose che facciamo, è farina del nostro sacco? Cos'è nostro? Cosa è definibile nostro? Non è forse vero che tutto ci è stato insegnato, tramandato da qualcun altro? Che merito ha la bella ragazza che sa camminare sui tacchi da dio? Che tipo di qualità nasconde uno che sa scalare alla grande dalla quarta alla terza così morbidamente, dopo che l'ha visto fare per anni al padre? E Carver ha meriti? O sono tutti di Cechov? Ci sarebbe Cassano senza Baggio? Prima l'uovo? Prima la gallina? Cosa conta? La nostra capacità di imparare o la bravura degli altri ad insegnare? Hai gli occhi di tua madre, hai i bei capelli di tuo padre, hai quella camminata magnifica di tuo nonno che era pompiere, porti dentro di te il coraggio di tua nonna, crocerossina durante la prima guerra mondiale, scrivi come Baricco, scrivi come Calvino, hai il realismo di Hemingway e il surrealismo realista di Barthelme. C'è già stato qualcun altro che è stato come te, forse addirittura meglio. Hai imparato a baciare col bacio del tuo primo amore, qualcuno ti ha detto che quando si stringe la mano di un altro, lo si deve fare con grande forza, altrimenti si ha il cosidetto effetto sogliola. Da allora non l'hai più dimenticato. Credi in Dio oppure in Allah, perché qualcuno ti ha convinto nel parlartene: o, se ti sei fatta un'idea tua, è stato certamente grazie a qualcosa che hai letto, o sentito dire in giro. E' da quando hai letto Kafka che hai capito qualcosa sull'efficienza di una scrittura priva di orpelli: hai deciso che il rosso è il colore preferito dei tuoi vestiti da quando qualcuno ti ha detto che ci stavi particolarmente bene. Sfogli il giornale dall'ultima pagina alla prima, perché per anni hai visto tua madre farlo nel sole accogliente e caldo della prima mattina. Sai preparare ottimi mojito, perché te l'hanno insegnato a fare a Cuba e da quel momento in poi dici a tutti che il vero mojito ha un aspetto pessimo, torbido: la menta deve galleggiare come il fango in uno stagno.

Facciamo nostre delle cose di cui non abbiamo merito.
E' la capacità di assorbire, la discriminante che distingue gli uomini eccellenti dai mediocri?