giovedì, 02 febbraio 2006
Le conseguenze
Categoria:filosofia, scritto da stefano havana
E se l'attore di teatro non riuscisse più a risollevarsi? Se al termine dell'ultimo inchino, quello più azzardato e sentito, se ne restasse così? Impossibilitato a ritornare dritto: sorpreso, paralizzato, condannato da un blocco emotivo, da un risucchio gastrico, dal colpo della strega, da un peto forte abbastanza da sollevargli la coda del frac? Se rimanesse così, mi sono chiesto? Se gli spettatori tutti pensassero all'unisono all'ennesimo gioco delle parti, alla consueta pantomima solo un po' più lunga e pacchiana del previsto, mentre invece quello sta passando un dramma? Davvero dico: se l'attore, nel climax del tripudio, al famoso minuto numero dodici dell'applauso più lungo della stagione, scoprisse di non poter più sollevare la fronte dalle tavole di legno del proscenio, cosa ne sarebbe di lui? Cosa gli passerebbe per la testa? Con chi farebbe immediatamente a cambio? Un attore di teatro: non sono tutti vecchi a sufficienza perché un'eventualità simile possa essere plausibile? Quello con i capelli bianchi, l'attore con il portamento più elegante, con le nocche delle mani nodose; l'attore con la voce profonda che gracchia nel diaframma, proprio lui che in quella scena recitata a torso nudo ha mostrato apertamente tutta la piattezza del costato, i peli bianchi, i capezzoli ridotti a due asole di una giacca stanca, le costole come quelle di un quarto di bue appeso a un gancio di una macelleria. Ecco, quello dico, con che coraggio va a piegarsi tanto, ad inchinarsi con una simile plasticità, eppure sorridendo, godendo? Chi glielo dice che non rimarrà così fino al prossimo Godot? Che i colleghi non dovranno aiutarlo con le mani sotto le ascelle e che non dovrà essere riportato in camerino accartocciato su una sedia come una pila di asciugamani? Quell'attore lì, quando non fa l'attore, si piegherebbe allo stesso modo o forse incaricherebbe qualcun altro di raccogliergli la penna precipitata in terra?
A chi di noi è mai capitato, nella vita, di fare qualcosa apparentemente al di là delle nostre capacità? Quanti di noi riescono a non pensare alle conseguenze senza un pubblico che applaude?





