mercoledì, 08 febbraio 2006
Questa è la faccia di una donna
Categoria:letteratura, scritto da stefano havana
Conoscete (ma penso di sì) la storia dello scrittore americano Jt Leroy? Altrimenti ve la riassumo: Jt Leroy è il prototipo dello Scrittore Preferito Dal Perfetto Blogger (e dunque il prototipo dello scrittore esecrato dal sottoscritto). Incapace ma dannato, vuoto ma tossicodipendente. Autoreferenziale ma con un passato da Jack Lo Squartatore, antipaticissimo ma sieropositivo. Scostante ma ex prostituto, maledetto ma ricchissimo (che si sa come sia difficile fare il maledetto dentro le Porsche). Dunque la personificazione più magnifica del ragazzo di strada, cresciuto nel fango ed esploso nell'America delle mille possibilità. Oh Yeah.
Poi succede che il New York Times porti alla luce una certa storiella. Se ve la siete persa (ma non credo) ve la ridico: Jt Leroy NON ESISTE. Il suo vero nome è Laura Albert, una bella signora ricca che ha scritto questi libri in un lussuoso appartamento di San Fransisco, li ha firmati col nome Jt Leroy e per anni li ha distribuiti grazie a decisivi complici. Dunque per anni la celeberrima (e FALSA) rabbia giovanile di Chi Si E' Fatto Da Solo E Contro Tutti ha imperversato per i nostri salottini bene, infiammando le platee e foggiando gusti e mode letterarie. E la persona fisica di Jt Leroy? Interpretata dalla sorellastra della signora Albert (una bella ragazzA bionda): era lei che nelle occasioni mondane si presentava a rilasciare interviste studiate a tavolino.
Uno può dire: ma è la storia, non colui che la racconta (lo ha scritto Stephen King). Verissimo, e infatti non è di letteratura che voglio parlare qui (non essendoci alcuno scrittore di mezzo, tra l'altro); in più è assolutamente indubbio che il successo, Jt Leroy lo abbia trovato non certo grazie all'abilità letteraria, quanto grazie al proprio background maledetto: è stata la confezione ad incantare la gente. Proprio come accade al supermercato.
Piuttosto voglio parlare del fatto che QUESTA, signori, è la faccia di una donna. Non ci sono cazzi (è il caso di dirlo): questa faccia per anni è passata per la faccia di un UOMO. Avete presente quella cosa con la barba, baffi, mascella tagliata, naso grosso, peli, pisello e un'insistita tendenza alla menzogna e al vittimismo? Ecco: un UOMO. Ma è talmente evidente che si tratti di una donna! Invece il potere e l'insinuazione della televisione, del successo, del fenomeno CULT, il potere delle interviste, delle pailettes e delle luci del palcoscenico, il virus dell'addormentamento delle masse, della colpevole infatuazione delle menti deboli, della mancanza di spirito critico, della indubbia assenza di intelligenza, tutto questo ci ha ipnotizzati, plagiati, deviati e noi siamo stati capaci di guardare l'evidente faccia di una DONNA dicendo: UOMO! Siamo stati capaci, per anni, di leggere libri MEDIOCRI additandoli come Capolavori Adolescenziali Di Un Autore Dalla Vita Disastrata; come la Miss Italia nera, come il cantante lirico non vedente che infesta i nostri palcoscenici, INCAPACE DI CANTARE ma che ogni volta si becca le standing ovation. Come Berlusconi e i suoi teatranti. Come la disonestà degli arbitri che ci hanno AMMAESTRATO a chiamare suddistanza psicologica. Come Striscia la Notizia che ci ha AMMAESTRATO a pensare che i problemi del Premier siano le scarpe rialzate, i congiuntivi sbagliati, le corna, le gaffe. QUESTA è la faccia di una donna, dio santo.
Ripetete il catechismo con me, avanti: QUESTA è la faccia di una donna. QUESTA è la faccia di una donna. QUESTA è la faccia di una donna. QUESTA è la faccia di una donna e io non ci cascherò mai più. Terrò gli occhi aperti, non mi limiterò a cambiare canale. Comincerò a pensare con la mia testa. QUESTA è la faccia di una donna. Non riderò più alle battute dei potenti. Perché QUESTA è la faccia di una donna, ma il culo è il nostro. Maledizione.






