sabato, 11 febbraio 2006
Quando ce l'aveva duro
Categoria:ipse dixit, scritto da andy capp
Dopo il viaggio nel tempo in cui abbiamo scoperto un inedito Michele Santoro che faceva la corte a Silvio Berlusconi, ecco il premier alle prese con un altro suo grande amico. E' appena caduto il primo governo Berlusconi e Umberto Bossi, segretario della Lega Nord, si rivolge in questa maniera a un giornalista che gli chiedeva un commento sulla assemblea dei gruppi parlamentari del vecchio Polo della Libertà.
"Bisognerebbe far scattare la legge per il ricostituito Partito Fascista. Questi sono quella cosa lì. E si può dimostrare facilmente. Al loro interno non hanno nessun meccanismo elettivo. Questo partito è messo in piedi da una banda di dieci persone che lo controllano nascosti dietro paraventi. Non rispettano le regole della Costituzione, chiamano golpista il presidente della Repubblica, svuotano di potere il Parlamento e vogliono fare un esecutivo senza nessun controllo superiore. Inoltre usano le televisioni, che sono strumenti politici messi insieme da Berlusconi quando era nella P2, secondo il progetto Gelli: dove il Paese dal punto di vista politico doveva essere costituito da uno schieramento destra contro sinistra dopo la rottura del meccanismo consociativo che faceva da ammortizzatore. Hanno usato le televisioni come un randello per fare e disfare. Si tratta di una banda antidemocratica su cui è bene che ci sia qualche magistrato che indaghi se viene commesso il reato di ricostituzione del Partito Fascista". (Ansa 19 gennaio 1995). Però, il lumbard ci andava giù in maniera abbastanza pesante.
Ma i veleni e le invettive non si fermavano a questo. ''Berlusconi dice che non si alleerebbe mai piu' con me? Mai dire mai in politica''. Così, ospite delle news di Funari su Retequattro, rispondeva al leader di Forza Italia. ''Sono contento - ha detto ancora Bossi - di essere considerato inaffidabile da chi è venuto in politica solo per difendere i suoi interessi. Siamo davanti ad un Berlusconi che è quasi disposto ad una guerra civile per salvare le sue tv". Bossi ha anche ribattuto a Berlusconi quando afferma che a suo giudizio il leader del Carroccio è all'1,8% (oddio, i sondaggi, ndn): "Noto che Berlusconi insiste con la sua tecnica pericolosa sull'uso strumentale dei sondaggi. Berlusconi dice questo solo per creare quel tipo di aspettativa e quelle convinzioni nella gente''. Alla domanda come giudica i giornalisti italiani, Bossi commentava: "In linea di massima non sono molto coraggiosi, non mi pare di vedere una serie di giornalisti disposti a giocarsi tutto in nome della verità. I giornalisti si trovano in mezzo tra il padrone politico e la necessità di dare notizie vicine alla verità". (Ansa 2 febbraio 1995).
Cosa è cambiato a distanza di undici anni? Solo il fatto che Bossi governa da cinque anni l'Italia insieme a Berlusconi. Però, insomma, l'analisi politica fatta dal senatùr poteva anche starci...





