lunedì, 27 febbraio 2006
Quello che sta succedendo
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana
Quello che sta succedendo qui è molto bello, secondo me. Il blog e tutto quanto. Noantri. Quello che si dice qui dentro e come lo si dice: non parlo di successo, di visite o di "ascolti". Parlo di qualità dell'audience: ogni tanto mi sento il conduttore di una buona trasmissione di La7 o di RaiSatExtra, che ne so, certo quello che sta succedendo qui non è un Grande Fratello. Perciò mi piace. Mi piace questo intento morale che si è prefissato il blog: questa missione di "sveglia delle menti", come si è detto. Mi piacciono tutti i dibattiti che si accendono nei commenti (commenti finalmente funzionali, commenti che finalmente non servono solo come serbatoio di accessi per chi lascia un saluto-con-link). Mi piace la gente che passa da qui. Se mi ci metto un attimo, mi vengono alla mente un sacco di voi. Non è bellissima questa cosa?
Quello che sta succedendo qui sta succedendo anche grazie a Desnos e ai suoi interventi che sono come pietre preziose, Diamonds, Cyrano e Gianluca che mi fanno sempre riflettere. Anche grazie a 003, a Scollegato, a Dust, a Marco che non ha un blog ma non perde mai occasione per dirmi che mi legge dall'inizio e che ha visto migliorarmi e io non so neanche che volto abbia, cosa faccia nella vita, che tipo di scarpe indossi o che giornale compri. Aluccia, Ataru, Lizzen, Ransie, Trentamarlboro, Pennyroyaltea, tra amici di lunga data e amici diventati tali qui dentro; quello che sta succedendo qui sta succedendo anche grazie a Gigimassi con cui non si è sempre d'accordo ma viva il dibattito quando è costruttivo e centrato; a Insolitacommedia, a LicenziamentoDelPoeta che è arrivato qui da poco, ma che io leggevo da molto e che riconosco come un maestro di pensiero e di cultura, pure se spesso non mi trovo d'accordo con ciò che dice. Quello che sta succedendo qui è frutto anche dei consigli di Placidasignora e di Babsijones che pure se non ha mai commentato mi ha scritto un paio di quelle mail che uno è destinato a conservarsi. Per non parlare di Johnny Durelli, Magda (anche lei senza blog), Fulvia Leopardi, Kazumi (che è un po' che non vedo ma i cui commenti erano stati illuminanti). Non mi dimentico di absolutelyfiction, con cui s'è litigato di brutto e poi si è ritrovato un punto d'incontro (e un aperitivo virtuale), di Alberto de l'Indignato, amico e compagno di pensiero e progetti, di Marcus. Tutti me li ricordo, non c'è bisogno che vada a consultare vecchi commenti, per non parlare dei nuovi arrivati (ce n'è uno diverso ogni giorno): quando scrivo qualcosa, so già chi verrà a discutere e come la penserà. Mi dico: mica avrò deluso tizio? Mica avrò fatto incazzare caio? Perché quello che sta succedendo qui è bello, francamente non me l'aspettavo e - soprattutto - ci tengo. Tutto senza trucchi: senza libri, senza marchette, senza giornalisti, senza amici famosi, senza comizi tenuti in qualche manifestazione.
Per me il blog, questo blog non è un semplice passatempo. Ci spendo su parecchie ore al giorno, viene prima di un sacco di cose. Per me è un lavoro senza guadagno: se mi succede una cosa la percepisco in termini di blog. Mi viene voglia di cavarne fuori la riflessione a tutti i costi per tornare qui e scriverla e vedere cosa ne pensate voi. Faccio delle vere e proprie "riunioni" con Pat, per decidere di cosa parlare, di cosa discutere, cosa può essere all'ordine del giorno e come proporlo (a proposito, questo l'avete visto? www.noantri.net. Tra un po' ci sarà qualche novità). Sto lì interi minuti con il mento dentro il pugno chiuso della mano a fissare la pagina del blog e capire cosa può essere fatto meglio: leggo i vecchi post per cercare il refuso. Questo luogo, per me, è sacro. E' la mia casa fuori casa e guai a chi me la tocca.
Era un settembre del 2004 quando, al compleanno di Antonio, proposi a Fabio e Fede questa idea del blog collettivo. Loro mi diedero carta bianca e il giorno dopo era nato Noantri. Non è il compleanno del blog, oggi, non c'è nessuna ricorrenza. Mi sentivo dentro questo fatto e volevo dire semplicemente qualcosa a proposito di quello che sta succedendo qui.

[Questa foto, di pessima qualità, è stata scattata la sera del compleanno di Antonio nel settembre del 2004. Ci eravamo appena detti del blog. Si intravede nell'ombra il Vicerè (Federico), Fabio, io e in piedi il nostro amico Matteo, sempre più uguale a Valentino Rossi. La foto e il post, tutti e due, li voglio dedicare a Fabio]





