sabato, 25 marzo 2006
Storie de Noantri - Er gobbo der Quarticciolo
Categoria:storie de noantri, scritto da andy capp
In questi giorni di ricorrenze legate alla Resistenza vi proponiamo la storia di un personaggio della vecchia Roma, un borgataro, un mezzo delinquente, che con il suo coraggio contribuì alla liberazione della città dal nazifascismo. E' nel quadrante Sud-Est di Roma che i tedeschi trovarono l'opposizione più diffusa e agguerrita. Quartieri come Quadraro, Torpignattara, Borgata Gordiani, Centocelle opposero forme spontanee di ribellione che misero in grave difficoltà le truppe del Reich. I resistenti erano molto spesso dei giovani che si aggregavano in maniera spontanea, con pochi ideali a volte confusi. Compivano azioni di guerriglia e di controllo del territorio magari con la speranza di guadagnare prima o poi qualcosa da quella difficile situazione. Tra questi c'era Giuseppe Albano, 17 anni, un affascinante ragazzo col piglio del capobanda e con la schiena deforme.
Li romani spesso te danno er nome in base a li difetti der corpo. Pe Giuseppe andò proprio così, pe' tutti era er gobbo der Quarticciolo. Emigrato a Roma co' tutta la famija, finì dietro a le sbarre la prima vorta nel 1942 pe' via de 'n furto. Ma la ggente lo amava perché quer pischello divideva la refurtiva un po' co' tutti. Era er Robbin Hudd de noantri. Poi un giorno finì pe' aruolasse in una specie de brigata e addiritttua finì sul giornale: "Ed ecco su una porta uscire un gobbo armato di moschetto e di un tascapane di bombe. Si piazza in mezzo a un quadrivio e lancia una bomba. Poi, tranquillo, tira un primo colpo di moschetto. I tedeschi rispondono. Il Gobbo tira un'altra bomba e un altro colpo. I tedeschi gli sparano con la mitragliatrice. Ma il gobbo è fatato: nessun colpo lo raggiunge. E continua a tirar bombe e a sparare […]" (Italia Libera – 1944).
Er gobbo era uno che c'aveva er fegato. Quanno er re scappò via ce fu 'na battaglia cruenta e pe' li nazisti divenne 'n incubo perché se distinse assai: se dice che ne uccise armeno 80 co' le mano sua tra imboscate e duelli. Roma resisteva e su li muri comparve la scritta "Americani tenete duro che presto verremo a liberarvi". Er comandante de li tedeschi pe' acciuffallo arivò a organizzà na' retata tra tutti li gobbi de Roma. E ce furono un sacco d'aresti e de deportati. Aldo Poeta, un vecchio der Quadraro, se li ricorda così quei giorni:
"Na bandaccia de nazzifascisti,
sbraitanno e urlanno le linguacce
der paesuccio loro de stregacce.
Più de duemila erano sti tristi.Presero tanta ggente, proprio tanta,
giovani, anziani, li contòrno appena,
furono più de settescentocinquanta.Un nome e 'n piano ciaveva quella iena
Der capo loro, Kappler er maledetto.
Unternehem walfisch, Operazione Balena.
Arivò er giorno che er gobbo era braccato e chiese aiuto a li partigiani. Alla fine, però, venne beccato e portato a via Tasso. Quarche giorno dopo venne liberato e li romani cominciarono a nun fidasse. Quarcuno disse che aveva cantato, quarcuno che nun fiatasse. Le sue imprese future nun erano più viste tanto de bon occhio ed ecco che 'na mattina er corpo der gobbo giaceva in via Fornovo, trafitto da sei colpi.
(altre Storie de Noantri)





