sabato, 29 aprile 2006
Il leone s'è addormentato
Categoria:musica, scritto da stefano havana
C'era una volta l'uomo che poteva essere il più ricco del mondo e che invece nacque e morì povero in canna. Pazzesca e affascinante questa storia di Solomon Linda, jazzista sudafricano, inventore di quello che è ad oggi riconosciuto come il motivo più cantato e riprodotto della storia della musica: "The lion sleeps tonight". Capito, no? La canzoncina de Il Re Leone e di un miliardo e trentatre spot pubblicitari, film, cartoni animati, feste in maschera, musical, capodanni e riunioni delle medie. Dice che, solo per i diritti d'autore, il geniale inventore di questo tormentone avrebbe dovuto percepire - ad oggi - circa una cinquantina di milioni di dollari. Dice pure che esistono più o meno duecento versioni della stessa canzoncina, riarrangiata, riorchestrata, tradotta e riproposta: la cantano i bambini e gli attori famosi. Insieme a "Jingle Bells" e "Tanti aguri a te" è quasi sicuro che c'è qualcuno in questo esatto momento che la sta intonando per una ragione qualsiasi: sembra che dagli anni 60' in avanti - cioè da quando il gruppo dei Tokens comincia a portare il pezzo in giro per il mondo, reinterpretandolo nella maniera definitiva - "The lion sleeps tonight" abbia raggranellato qualcosa come TRE SECOLI di programmazione radiofonica totale, SOLO negli Stati Uniti. Questo significa che per una manciata di decine di anni, la gente di tutta l'America si è messa seduta nelle proprie cucine o sui propri divani a tamburellare le dita sulle note di Solomon Linda fino ad unire, uno dopo l'altro, tanti secondi, minuti ed ore quanti ce ne vogliono per fare trecento anni di vita degli uomini.
E' incredibile o non è incredibile? Il fatto è che nel 1939, in Africa, il diritto d'autore neanche esiste. Perciò Linda ottiene UNA sterlina quale compenso per la realizzazione del brano. Dieci anni dopo il disco (a 78 giri) ha venduto oltre 100.000 copie in Sudafrica, roba che Ramazzotti e la Pausini se la prendono nel culo pure 60 anni dopo. In quello stesso periodo (siamo a ridosso degli anni '50) il signor Alan Lomax, padre della World Music, salva alcune copie del disco che una casa discografica africana aveva mandato in giro al fine di un'insperata distribuzione. Comincia così il lungo viaggio della celeberrima canzone il cui titolo originale è "Mbube". Nel 1950 i Weavers pubblicano "Wimoweh", un'elaborazione di "Mbube" che balza al sesto posto delle charts americane. Risultato in vendite: quattro milioni di copie in 18 mesi. A Linda, ancora in vita, non arrivano che briciole: circa mille dollari. Per il secondo versamento di denaro dovrà aspettare DODICI anni. Nel frattempo il brano conosce una permanenza record nelle classifiche americane: 178 settimane consecutive grazie al successo del Kingston Trio. Nel 1961 i Tokens pubblicano "The Lion sleeps tonight", ennesima rielaborazione di "Wimoweh" (quindi copia della copia di "Mbube"). E così via, in un vortice progressivo di mancanze e maltolto. Il brano inventato e performato da Solomon arriverà, dopo la morte in povertà dell'autore nel 1962, a scalare le classifiche di tutto il mondo, sconfinando in Europa ed entrando nelle scalette dei concerti di artisti famosi come Brian Eno, gli U2 e i Rem.
Oggi la famiglia di Solomon è riuscita legalmente ad ottenere un minimo riconoscimento per l'arte dell'autore. Non è molto e non è tutto, ma almeno la storia ha avuto una fine onorevole e il leone può finalmente dormire in pace.






