mercoledì, 03 maggio 2006
Lo chiamavano Trinità
Categoria:ritratti romani, scritto da andy capp
Lasciare tutto per andare a vivere in campagna, lontano dai rumori e dallo stress cittadino. Conosco un ragazzo che non ha avuto paura e l'ha fatto davvero. Si chiama Francesco, ha 28 anni, e da due vive proprio come un vecchio cow boy del Far West. Questa è la sua incredibile storia. La Valle dell'Arrone è compresa tra la via Aurelia e la Braccianense e fa parte del Comune di Fiumicino, ma si trova a circa mezz'ora di macchina da Roma. E' tra quei prati che Francesco ha deciso di investire i soldi che aveva messo da parte comprando un pezzo di terra proprio sotto le rovine della vecchia città di Galeria. All'inizio non è stato facile, ma il grande amore per i cavalli e per gli animali lo ha confortato nei momenti più difficili, quando tutto sembrava troppo più grande di lui.
"Mi spaventava un po' l'idea di dovermi costruire tutto da solo - racconta fiero - ma alla fine è stato bello imparare ad usare gli attrezzi. Qui prima c'era solo la mia vecchia roulotte (che ora è racchiusa tra i muri di legno costruiti intorno, ndn) poi piano piano ho fatto tutto il resto: l'impianto elettrico, quello idraulico, le finestre, le porte...". Certo La Tribù (è il nome che ha dato al maneggio) ancora non sembra un vero e proprio ranch, ma non manca niente. Ci sono le stalle, le staccionate, gli animali domestici e quelli da cortile. E poi i cavalli, la sua grande passione. Come si fa a spiegare ai propri genitori che è meglio alzarsi alle cinque per dare da mangiare alle galline e andare a dormire all'imbrunire piuttosto che restare in un ufficio per otto ore? Come si fa a spiegare alla propria donna che è meglio dormire su un'amaca nel silenzio della valle piuttosto che in un loft a Trastevere? La risposta è tutta racchiusa nel suo sorriso.

"Vivo un po' isolato, è vero, ma c'è sempre qualche amico che viene a trovarmi. Solo per mangiare la carne alla brace però, quando c'è da lavorare non si vede nessuno (sorride, ndn). Paura? Non più di tanto. Cosa potrebbero rubarmi? E poi ci sono i cani. Solo una volta mi si è gelato il sangue. Ero in casa quando all'improvviso ho iniziato a sentire degli strani colpi tutti intorno alla baracca. Sono uscito fuori con un coltellaccio ma per fortuna si trattava di un gufo, attirato forse dalla luce che proveniva dall'interno". La paura in questo caso è più che giustificata. Nella zona della città vecchia, infatti, più volte sono state ritrovate tracce di messe nere. E di questi tempi e con tutto quello che si sente meglio restare allerta.

La vita della fattoria è molto dura, il lavoro da portare avanti è tanto e i guadagni non sono immediati. "Dovrò sempre ringraziare i miei genitori - sottolinea - ma con le lezioni e le passeggiate a cavallo tiro avanti. C'è sempre molta gente che ha voglia di imparare e poi la valle in questo punto è davvero bella. Poi faccio anche il servizio di pensione per gli animali". Ogni tanto ad aiutarlo viene Valentina, la sorella, a cui Francesco ha letteralmente trasmesso la sua passione. "A forza di racconti l'ho convinta che questa è vita vera. E forse oggi un po' mi invidia".

Pochi metri dietro la casa c'è un vero ponte etrusco. Da non crederci. "Ottenere i permessi non è stato facile, ma ora posso dire che è davvero tutto in regola. Non potevo certo fermarmi di fronte alla burocrazia". Tira su il braccio per asciugarsi la fronte con la manica della camicia, fa uno strano fischio per richiamare i suoi amici cavalli e mi saluta. E' quasi il tramonto e bisogna iniziare a sistemare gli animali per la notte. "Scusa devo andare altrimenti non faccio in tempo a mettere tutte le galline nelle gabbie e le volpi da queste parti non mancano". Una di quelle l'ho appena conosciuta. Sei in gamba gringo.

Chi fosse interessato a passeggiate o lezioni a cavallo può contattarmi: moblife77@gmail.com





