venerdì, 19 maggio 2006

I'm forever blowing bubbles
Categoria:sport, scritto da andy capp


Un sentito ringraziamento è d'obbligo per i lettori che hanno sopportato il nostro sfogo calcistico. Come avrete capito, non si è trattato di un capriccio, bensì della difesa a oltranza di una delle nostre più grandi passioni, che una banda di mafiosi non riuscirà certo a portarci via. Con il post di oggi, dedicato a una trasferta in terra londinese, chiudiamo la settimana calcistica di noantri. Anche se per il week end troverete una sorpresa goliardica. Perché il calcio è anche quello.

Luca ed io non eravamo mai stati a Londra e l'occasione era di quelle imperdibili: proprio in quel fine settimana iniziava la stagione calcistica 2004-2005. A differenza delle città italiane, Londra può contare su più di dieci squadre di calcio tra Premier Ship e categorie inferiori. Così calendario alla mano, organizziamo una tre giorni indimenticabile tutta football, Guinness e fish and chips. Premessa doverosa: un biglietto di una partita in Inghilterra costa molto rispetto ai prezzi italiani, così iniziamo un martellante lavoro ai fianchi degli addetti stampa per ottenere gli accrediti. Il risultato è straordinario. Siamo a Londra per le 13 di sabato e, saltato il primo match delle 15 tra Tottenham e Middlesbrough (non avremmo mai fatto in tempo), ci dirigiamo verso la zona sud, direzione The Den. La partita tra Millwall e Leicester è di First Division, ma la squadra dei leoni è tra le più gloriose di Londra (per non parlare della sua firm, tra le più violente di tutta la Gran Bretagna). L'atmosfera è di quelle anni Settanta, non so se avete mai visto il documentario The Football Factory oppure letto Hoolifan - Trent'anni di botte di Martin King e Martin Knight. Se siete appassionati di terrace culture, trovateli. La sensazione che ho provato di fronte alle tribune di quella struttura spartana dopo aver passato gli archi della ferrovia non la dimenticherò facilmente. Cazzo, eravamo a Londra, in uno degli stadi storici della City a vedere il Millwall. La squadra di casa vince 2-0 e se chiudo gli occhi nella mia testa ancora rimbomba il possente "No one like us we don't care, we are Millwall, super Millwall, we are Millwall from the DEN".FerroviaEntrata

 

 

 

 

 

millwall-leicester

pat al the den

E' sera e stremati decidiamo di andare in centro per mangiare qualcosa. Una volta a Piccadilly entriamo in un pub e ordiniamo Guinness e fish and chips. Avevamo però una missione: vedere tutti i gol della giornata. Sapevamo infatti che oltre al campionato, iniziava anche un nuovo programma calcistico stile 90° minuto sulla BBC. Il proprietario del locale ci accontenta e in pochi secondi si sparge la voce che eravamo italiani appassionati di calcio. Si avvicinano tre ciccioni puzzolenti di birra che ci chiedono da dove venivamo. Alla parola Roma iniziano ad urlarci a dieci centimetri dalla faccia: "P-a-u-l-o-d-i-c-a-n-i-o, p-a-u-l-o-d-i-c-a-n-i-o", sulla note del Rigoletto. Certo l'approccio non è dei migliori, noi siamo della Roma e quei tre ciccioni sono dei fottuti tifosi del Tottenham (le nostre simpatie londinesi sono per il West Ham, per il Millwall e un po' per l'Arsenal). Ancora oggi mi chiedo perché abbiano urlato proprio quel nome (tra l'altro Di Canio ha giocato negli Hammers). Al nostro convincente "Lazio Shit!, We are Ultrà Roma", ci rispondono con un sorriso e un urlo: "F-r-a-n-c-e-s-c-u-o-t-o-u-t-t-i". Andava già meglio. Finiamo di bere e pensiamo al giorno successivo, quello di West Ham-Wigan Athletic e Chelsea-Manchester United. La prima partita si gioca alle 14, la seconda alle 16, ma c'è un problema: per la sfida di Stamford abbiamo solo un accredito. E' giusto che vada Luca. Prendiamo il trenino da King Kross per raggiungere la fermata Upton Park nel cuore dell'Est End. E' stato bellissimo mischiarsi con i tifosi degli Hammers, tutti composti, silenziosi, tatuati e con la maglia della squadra. Ricordo una vecchietta che indossava un ciondolo d'oro con i martelli incrociati davvero notevole. Percorso Grenn Street abbiamo i brividi quando arriviamo davanti al Queens, lo storico pub dove l'Intercity Firm del mitico Cass Pennant organizzava il comitato d'accoglienza per le tifoserie rivali. Entriamo e stavolta l'impatto emotivo è devastante. Lo stadio è ancora vuoto ma va via via riempendosi. L'atmosfera è tesa perché la tifoseria è ancora scossa dalla retrocessione in First Division, ma sarà per i colori dello maglie e per la tradizione della working class che gli Hammers ci sono entrati davvero nel cuore. Meraviglioso poi l'inno "I'm forever blowing bubbles...". Alla fine del primo tempo Luca esce per raggiungere Stamford Bridge. Io invece resto ad Upton Park fino al termine.

 hammersHammersGradinatapat a upton park

 

 

 

 

 

Il West Ham perde 3-1 così decido di non rimanere in sala stampa e riprendo il trenino, direzione Fulham Road. Scendo alla fermata giusta e raggiungo lo stadio. Impossibilitato ad entrare faccio un respiro profondo e mi dirigo verso The Shed Pub, il punto di ritrovo degli Headhunters del Chelsea. Riesco ad entrare con qualche difficoltà, ma alla fine mi confondo tra i Blues. Fanno un chiasso infernale. Uno dei capi è un ciccione, rasato con orecchini e denti rotti che indossa la maglia rossa dell'Inghilterra, un paio di jeans e gli anfibi. Tatuaggi sugli avambracci, come da tradizione, e voce rotta: "C'mon Chelsea! C'mon Chelsea!". Mi trovavo solo in mezzo ai veri hoolingans! Per fortuna il Chelsea vince 1-0, esco e aspetto Luca. Dopo un paio di ore i Blues sono ancora fuori lo stadio a scambiare qualche opinione con la MP in attesa di quelli del Manchester United. Nella loro prima linea riconosco qualche faccia. E per fortuna che in Inghilterra non esistevano più gli incidenti tra tifosi. Stremati torniamo in albergo. Il giorno successivo dovevamo rientrare ma decidiamo di sfruttare la mattina. Cosa fare? E' facile, Highbury è di strada. Così prendiamo la tube e siamo lì in pochi minuti. Peccato non essere riusciti a entrare. Non posso ancora credere che dalla prossima stagione l'Arsenal non ci giocherà più. Trafalgar Square, Tower Bridge? Al diavolo, non so nemmeno cosa siano.

 bluesluca a stanford bridge

pat sotto the shedchelsea-man utdhigbury