martedì, 23 maggio 2006

Killer application
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


Sono molto preoccupato per Erika, la psicokiller che ha fatta fuori mezza famiglia sei anni orsono. Sono preoccupato da quando, nei giorni scorsi, l'ho vista alla televisione e in tutte le gallery fotografiche possibili e immaginabili dei quotidiani online: mi preoccupa che questa sanguinaria assassina senza scuse possa fare la fine di un mago do nascimento qualsiasi. Perciò, lo ammetto, non sono affatto preoccupato per lei: sono preoccupato - e tantissimo - per tutti noi e per quelli che verranno. Sono preoccupato perché - devo ammettere anche questo - io stesso non ho resistito a sfogliare tutte quelle gallery fotografiche sopracitate e, solo costrigendomi a uno sforzo volenterosissimo, a fatica sono riuscito a disincagliare gli occhi dalle immagini televisive proposteci. Sono preoccupatissimo perché ho trovato Erika nient'altro che una bella ragazza, addirittura sessualmente appetibile e con due occhi interessanti. Per un attimo mi sono lasciato andare, ho sospirato versi di Yates e ho pensato alla tipica storia d'amore con la spietata killer. Sono preoccupato, perché se l'ho notato io che ha un bel culo e tette d'interesse nazionale, allora lo avrà notato pure qualcun altro. Naturalmente mi riferisco ai vampiri dello spettacolo, della televisione del futuro; mi riferisco ai maurizi costanzo e alle isole de famosi che verranno. E' scontatissimo dire: Erika sarà un sicuro personaggio pubblico venturo. E' scontato: ex brigatisti tengono corsi alle università e mafiosi pregiudicati mantengono salde le redini del potere; piduisti acclarati dirigono trasmissioni televisive, senza contare gli incapaci e gli sconosciuti che si accomodano ogni giorno nei nostri salotti.

Un po' meno scontato è dire che la mia preoccupazione nasce tutta dall'aver notato Erika - in quel gruppetto di ragazze carcerate intente nel gioco della pallavolo - ben prima che il cronista o la didascalia mi spiegassero chi fosse. Era lei la più truccata, la più disinvolta, la più ricercata dalle compagne, la meglio vestita, la più acconciata, quella con il taglio di capelli più ricercato, quella con i bicipiti più scolpiti e i jeans più curati; era lei quella con le scarpe più alla moda e il modo di fare più consapevole. In altre parole: Erika era preparatissima alla sua prima uscita pubblica. Stare vicino a lei - lo sapevano benissimo le sue compagnucce di cella - garantisce sicura visibilità. Non a caso, intorno alla sua figura ho notato questo incrollabile nugolo di fanciulline zebrate, distinguibili dalle masse di carne che ogni giorno aspirano a leccare i Costantini, solo per la mancanza di videofonini in mano.

Non so se abbia già un agente, ma fossi in lei, me lo procurerei immantinente. «Lei è in arresto per duplice omicidio. Ha diritto a un agente dello spettacolo: se non può permetterselo gliene sarà dato uno d'ufficio». Oggi il numero segnaletico, domani il numero per il televoto. Io ci metto la firma: dopo il bimbo rapito, la bimba killer. Amen.