mercoledì, 24 maggio 2006
C.S.I. è una cagata pazzesca
Categoria:televisione, scritto da stefano havana
- Il nero con gli occhi azzurri che si occupa di saliva e campioni di sangue (Warrick) è chiaramente omosessuale (e in più porta le lenti a contatto colorate).
- Ogni puntata su tre c'è sepre un morto che pare ammazzato e che invece è morto per cause naturali (l'altra sera un tizio, per cambiare cd al caricatore dell'auto, è scivolato sul bagnato, ha sbattuto la testa sul portabagagli aperto, è cascato nel bagagliaio, il movimento ha fatto scattare il freno a mano del veicolo, il quale veicolo è poi scivolato in un torrente, causando la contestuale ermetica chiusura del bagagliaio con la morte del poverino per annegamento. Questo, ovviamente, si è capito dopo aver interrogato a casaccio CHIUNQUE).
- Il primo interrogato non è MAI l'assassino, potete firmare col sangue.
- Il primo sospettato non è MAI l'assassino, potete scommetterci la cravatta.
- C.S.I. Miami è ingiustificabile come produzione. E' IDENTICO a C.S.I. solo che c'è un tizio che si chiama Horatio al posto di un tizio che si chiama Grissom. I due tizi non sono approfonditi per niente e, narrativamente, hanno più o meno lo spessore di un'alice. Perciò, qui lo dico e qui lo nego: se fanno un altro C.S.I faccio una pazzia, a meno che non lo chiamino C.S.I. San Giorgio a Cremano e ci mettano Lello Arena come protagonista principale.
- Il sospettato numero uno fa sempre molta resistenza per levarsi la camicia. Ma poi alla fine quelli arrivano con un mandato e allora se la leva: e, generalmente, sotto la camicia ha un segno o qualcosa che lo condanna definitivamente come colpevole. Solo che si era capito tutto già dopo il primo MINUTO di telefilm.
- Se c'è un gruppo di amici in qualche locale e due su tre vengono uccisi, l'assassino è SEMPRE l'amico superstite.
- Se c'è uno che è chiaramente colpevole, state certi che non sarà il colpevole.
- Tutti i personaggi sono intercambiabili. Nel senso che non hanno alcun interesse narrativo: Grissom potrebbe essere la detective bionda e viceversa: non cambierebbe nulla ai fini del telefilm. Non dicono mai una sola parola al di fuori del caso e devono essere tutti eunuchi o comunque dediti all'eremitaggio estremo: non trombano, non si baciano, non si riproducono, non bevono neanche un drink. E quando qualcuno di loro si guarda con fare lascivo e tutto lascia presagire a una bella scena di sesso, sempre - giuro, sempre - squilla un telefonino o arriva una notizia scottante e fondamentale per la risoluzione del caso (caso che lo spettatore, nel frattempo, aveva risolto da solo con un anticipo di 23 minuti netti).
- Se c'è di mezzo un rapimento, state certi che non si tratta di rapimento.
- I protagonisti NON parlano fra loro. Mai. Parlano da soli e si annuiscono a vicenda.
- Il dialoghista andrebbe FUCILATO. L'altra sera uno ha detto all'altro: «Ehi, sei un pivello». E quello ha risposto: «Sei simpatico. Hai mai pensato di fare cabaret. Mi sembri portato». E l'altro: «Grazie, lo prendo come un complimento». E allora il secondo tizio: «Prego». Dopo di che c'è stata una sparatoria e qualcuno ha rotto una bottiglia di whiskey.
- Grissom è un BOLLITO. Ogni volta che lo inquadrano sembra abbia passato un guaio devastante e l'unica cosa della sua sfera personale che gli sia mai uscita dalla bocca è stata: «Quando mio padre è morto io avevo nove anni. Si è steso e non si è più alzato: nessuno ha mai voluto spiegarmi perché». A quel punto, la bionda Catherine (l'unica leggermente dedita alla copula) ha annuito come se da quella frase noi avessimo dovuto capire tutti i motivi che l'hanno spinto a fare quel mestiere. Da qui, ancora una volta, l'idea ricorrente della FUCILAZIONE immediata del dialoghista.
Chiarito questo, si metta agli atti che - se posso - non me ne perdo una puntata.





