mercoledì, 07 giugno 2006
Una questione di ipsilon
Categoria:cinema, scritto da stefano havana
Non posso fare a meno di pensare a Marylin Monroe: non solo perché - ogni volta che scrivo il suo nome - non so mai dove vada la ipsilon. Non posso fare a meno di pensarci perché non posso fare a meno di scuotere la testa quando penso che OGGI Marilyn Monroe avrebbe 80 anni, se fosse viva. Ve l'immaginate voi Marylin Monroe vecchia?
Dài. Ci sono cose, in natura, che semplicemente non possono succedere: Marilyn Monroe che diventa vecchia è una. Ricordo nitidamente la prima volta che vidi un film con Marilyn. A qualcuno piace caldo: ci vogliono più di trenta minuti prima che lei compaia sullo schermo e prima di quel momento topico è tutta un'attesa, tutto un guardarsi intorno - ecco l'ho vista! Fino a che - pop - quella viene fuori e uno si innamora: non è che ci si può far niente. Si può passare l'esistenza a fare quel cenno con la mano davanti alle bionde, a pronunciare la propria verità empirica - a me le bionde fanno un baffo - e poi restare così, davanti alla scena della stazione di A qualcuno piace caldo, e innamorarsi di Marilyn Monroe. A ottant'anni, una bionda così è diventata necessariamente canuta e le caviglie sottili sono come zamponi di capodanno: è piena di pregiudizi una persona a quell'età e per quanti sforzi faccia non riuscirà mai più a ritrovare il coraggio di organizzare una festa alcolica illegale dentro la cuccetta di un treno. Billy Wilder dovrebbe farla comparire subito nel suo film, altrimenti l'emozione dell'attesa le farebbe tremolare troppo le ginocchia e lei - anzianissima - precipiterebbe a terra in un accorrere forsennato di assistenti in scarpe da ginnastica.

Voglio dire - ed è scontato - che la vecchiaia è una catastrofe. Per via della pelle, delle rughe, della gambe che si ingrossano, certo. Ma anche perché - l'abbiamo detta spesso, anche questa cosa - uno smette di meravigliarsi. Non ci si fida più di niente e sono convinto che Marilyn Monroe, da vecchia, avrebbe trovato un posto molto razionale per la sua ipsilon, anzi forse l'avrebbe tolta definitivamente dopo una lunga trafila agli uffici dell'anagrafe: e nulla mi leva dalla testa che Marilin Monroe - da vecchia -avrebbe capito istantaneamente che le sue amiche Josephine e Daphne erano in realtà Jack Lemmon e Tony Curtis travestiti malamente. Il film sarebbe finito subito e quei due parrucconi musicisti trucidati come ultimi testimoni viventi del massacro di San Valentino.

Ecco, chi la vorrebbe una Marilyn Monroe zoppiccante e senza autoreggenti? Che ce ne facciamo, oggi, di Sophia Loren, per dire (a parte quando c'è da premiare qualcuno o da vendere un prosciutto, allora è infallibile). Per non parlare di Ozzy Osbourne. Insomma non è che voglia dire che sono contento che Marilyn Monroe sia morta e tutto quanto: c'è scritto in un libro di Daniel Pennac che invecchiare è la maniera migliore che ho trovato per non morire giovane. Ecco, forse esistono certi personaggi che non hanno iscritta negli occhi l'età veramente adulta. Sono destinati a combinare guai, a suicidarsi, a drogarsi in un angolo. Mi viene in mente Bukowski:
I belli si trovano all'angolo di una stanza
accartocciati tra ragni e siringhe, nel silenzio,
e non sapremo mai perchè se ne sono andati,
erano tanto
belli.
non ce la fanno
i belli muoiono giovani
e lasciano i brutti alla loro brutta vita.
amabili e vivaci: vita e suicidio e morte
mentre i vecchi giocano a dama sotto il sole
nel parco.
Mi viene in mente lui, un altro che non ho mai imparato a scrivere correttamente; mi viene in mente che, alla fine, la vita e tutto quanto non è altro che una questione di ipsilon.





