lunedì, 12 giugno 2006

Superare a destra
Categoria:società, scritto da stefano havana


Una cosa mi ha fatto riflettere. Mi è successa ieri in macchina e ve la voglio raccontare: un tizio con una Smart mi ha superato a destra barbaramente. Ci siamo sfiorati gli specchietti retrovisori a velocità sostenuta e per poco non mi ha costretto a buttarmi sulla corsia opposta dove altre macchine correvano in senso contrario.

Mi sono molto arrabbiato.
Mi sono molto arrabbiato perché io tengo personalmente a vivere una vita il più civile possibile e non è facile con le tante teste di cazzo che ogni giorno ti sfidano implacabilmente a duello.
Perciò mi arrabbio quando vedo in giro persone che per un nonnulla si comportano come barbari. Superare a destra a velocità sostenuta, facendo scintillare i due sportelli, per me è da barbari.

Allora mi sono messo dietro al tizio con la Smart, ho acceso gli abbaglianti e ho suonato il clacson fino a che non si è scaricato. Lo sapevate? Io da ieri lo so: se suoni tantissimo il clacson, quello si scarica come quelle trombette da stadio con il becco rosso. Poi devi aspettare un po' perché funzioni di nuovo: io gliel'avrò suonato nel culo almeno per 40 secondi consecutivi. Quello ha frenato, io mi ci sono affiancato e abbiamo abbassato i finestrini. Gli ho urlato (senza andare oltre, solo per farmi sentire da una vettura all'altra): «Ma perché dovete superare a destra? Mi dica perché dovete superare a destra?». Così, ripetevo all'infinito questa cosa. Lui non diceva granché: qualche parolaccia, la mano a becco come a dire 'zzo vuoi? Altre cose simili di ordinaria inciviltà. La cosa che mi ha colpito è che il tizio in questione sembrava veramente un tizio a posto: un signore sulla cinquantina, un bel taglio di capelli, elegante, belloccio, distinto. Avrà avuto sicuramente un ottimo lavoro e una bellissima famiglia a casa. Perciò ho cominciato veramente a nutrire un senso di sfiducia sul mondo e sulle cose. Ora crederete che io stia esagerando, ma a un certo punto mi è venuto come un magone: perché le persone devono per forza fare di tutto per finire in malora? Perché bisogna sempre superare a destra per farla franca, per fare prima, per fare meglio di un altro, per essere più furbo? Perché?

Il tizio nella Smart ha accelerato, ma io - pieno di queste considerazioni - mi ci sono messo dietro e gli ho fatto un'altra volta i fari. Quello ha lasciato che io mi riaccostassi e di nuovo la trafila dei finestrini e tutto quanto: «Perché dovete superare a destra?», continuavo a urlare io, usando quella seconda persona plurale come un'arma di qualunquismo. Quando sono profondamente indignato verso una persona tendo a includerla nel Branco di Coglioni, quasi a volerla escludere dal MIO mondo, che invece faccio di tutto per riempire di Persone Esemplari - a costo di escluderne certe anche solo per minimi dettagli. Non volevo insultarlo: io volevo sapere veramente perché certi prendono e superano a destra. Ma quello continuava a blaterare: bugie a cui si ricorre oggigiorno SEMPRE per far valere la propria ragione. Ci si basa su presupposti sbagliati per avvalorare tesi false: è la base del berlusconismo, è la base della società incivile.

Mi ha preso veramente male. Non nutrivo istinti violenti: era un bel signore, adulto. Non mi è mai passato per la testa di azionare il freno a mano, uscire fuori con il bullock e via dicendo. Assolutamente: ero indignato, deluso dalla razza umana, vi rendete conto che cosa può mai succedere? Com'è possibile - mi domandavo - che in un bel pomeriggio di giugno, uno potesse rischiare la mia salute e la propria per superare a destra con tale velocità e tale semplicità? Perché? Mettiti dietro di me e io ti GIURO che mi sposto. Allora l'ho guardato veramente bene negli occhi e ho alzato la mia mano destra: ho avvicinato l'indice al pollice e gli ho detto: «Ci vorrebbe tanto così per essere civili. Tanto così». Gliel'ho ripetuto TRE volte, a voce sostenuta. Non che fosse una frase particolarmente geniale o originale: ma GIURO (questo è il punto) giuro che era esattamente quello che avevo nel cuore. Un tizio in Smart che voleva fare il furbo per arrivare prima a casa pensava di litigare con un altro e invece si è ritrovata un pezzo della mia anima sbattuta in faccia come un polipo. Potete non crederci, ma credo che si sia dimenticato di tenere premuto il piede sull'acceleratore: è rimasto indietro con una faccia così, vorrei avere la capacità di descrivervela. Tutto è cambiato nel giro di un secondo, la sua rabbia, il suo furore, la sua arroganza: si è spento tutto. Non ho idea da quanto tempo quell'uomo non si ritrovasse a parlare con qualcuno che - semplicemente - gli spiattellasse in faccia tutta la verità di un sentimento autentico, ma secondo me erano ANNI. E' rimasto dietro di me a distanza, lo guardavo dallo specchietto. Poi è andato da un'altra parte.

Mi sono sentito subito meglio.
E' stato come aver moralizzato qualcuno.
Forse è tutta una mia costruzione mentale, ma sono convinto che - in qualche modo - oggi in giro per Roma c'è una persona in meno a cui piace superare a destra.