lunedì, 19 giugno 2006

C'era una volta un re
Categoria:politica, scritto da andy capp


La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica, con la maggioranza assoluta dei rispettivi componenti hanno approvato; nessuna richiesta di referendum costituzionale e' stata presentata:

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA promulga la seguente legge costituzionale:

Art. 1.

1. I commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione esauriscono i loro effetti a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. La presente legge costituzionale, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi' 23 ottobre 2002

CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Visto, il Guardasigilli: Castelli

In un batter di ciglio ha perso di significato, o forse ne ha acquistato, una delle leggi più discusse approvate dal Governo Berlusconi. Vittorio Emanuele di Savoia è finito in carcere con accuse piuttosto gravi. E dopo le ancor più gravi dichiarazioni rilasciate ("Sono il nuovo Enzo Tortora"), è necessario prendere una posizione netta. Il personaggio in questione è uno dei peggiori prodotti di quanto resta delle famiglie reali nel mondo. Un passato chiacchierato, fatto di un omicidio per cui non ha mai pagato (condannato a sei mesi per porto abusivo d'arma), un'iscrizione alla P2, e traffici più o meno leciti è il suo real curriculum, più da buffone di corte che da principe. Dal carcere di Potenza dove è rinchiuso, Vittorio Emanuele si è confidato, dicendo tante cose, tra cui una molto profonda: "Non ho la cintura ai pantaloni, le misure di sicurezza non le consentono... Ma questa privazione della cintura era anche usata per umiliare i prigionieri, nei lager e nei gulag o prima di fucilarli". Che tutto insieme gli sia venuta la passione per la storia viste le numerose figuracce fatte in diretta televisiva?

Vittorio Emanuele di Savoia

Il reato più grave di cui si è macchiato il tontolone, come l'ha definito qualcuno in famiglia, è quello morale. Fatta la solita premessa benpensante che in Italia esistono tre gradi di giudizio prima di ritenere colpevole qualcuno, vanno analizzati i fatti, cioè le intercettazioni. Che lo inchiodano e fanno venire il voltastomaco. Favori personali, raccomandazioni, tangenti, gioco d'azzardo, puttane e battutacce che definire da osteria sarebbe un'offesa per tutti quelli che hanno l'abitudine di farsi un bicchiere in allegria.

Interessanti le prese di posizione dei simpatizzanti e dei vari movimenti monarchici presenti sul territorio. Se tutto tace nell'Unione monarchica italiana, lo stupore regna sovrano tra gli iscritti al Movimento monarchico, che esprime totale solidarietà: "Credo - ha detto il segretario nazionale Alberto Claut - che se tutto finirà nel solito teatrino mediatico, l'unico rimedio sia quello di ridare dignità a Vittorio Emanuele quale prossimo V Re d'Italia". Insomma, condannato o incoronato. Una curiosità: il comunicato era intitolato "Tutti con Vittorio Emanuele di Savoia". Fare ironia è un gioco piuttosto semplice.

La sua biografia (da leggere - già trattata in tempi non sospetti) si è dunque arricchita di un nuovo capitolo. Pensare poi che nemmeno troppo tempo fa Vittorio Emanuele se ne stava nella sua favolosa villa in Svizzera e ora è ospite in un monolocale in Italia amplifica il dramma dell'uomo. Cosa non si fa per il proprio regno.