lunedì, 26 giugno 2006

La breve storia di una Quercia
Categoria:politica, scritto da andy capp


Al di là di quello che sarà il risultato del Referendum di questa sera e di quella che è stata la formazione del Governo Prodi, è arrivato il momento di fare una riflessione sul futuro prossimo dei Democratici di Sinistra. Quale strategia politica, infatti, sta studiando la segreteria degli eredi del Pci?

Nei fatti Fassino&Co. si trovano di nuovo sotto scacco rispetto alle manovre del presidente D'Alema, capace di passare come il generoso stratega che ha rinunciato a ben due presidenze (ma chi prima ne aveva mai parlato?), ma in grado di incassare, una volta vinte le elezioni, il Ministero a cui ambiva da sempre. Chi però non ha la memoria corta, dovrebbe ricordarsi del disimpegno dello stesso D'Alema durante la campagna elettorale del 2001, quando il risultato delle elezioni sembrava scontato in favore del centrodestra. All'epoca baffetto scelse lo studio, se ne andò negli Stati Uniti e tornò dopo qualche mese per presenziare alla nascita della Fondazione Italianieuropei.

Contemporaneamente il segretario del partito di allora, Walter Veltroni, si candidò alla poltrona di sindaco di Roma. Rimase il solo Fassino, coinvolto prima nella durissima battaglia contro Berlusconi, e qualche mese dopo nell'aspra lotta contro la corrente interna dei Ds che aveva individuato in Sergio Cofferati, segretario uscente della Cgil, il successore di sinistra del compagno Uolter. Come per magia in quell'occasione D'Alema tornò a fare il regista occulto, accompagnando Fassino in tutti i comizi e battezzandolo già prima del Congresso come nuovo segretario. Poi di nuovo una presenza di basso profilo per cinque anni fino alle ultime elezioni da cui, di fatto, è uscito come unico leader dei Ds. Dov'è infatti Fassino? Cosa dice delle nomine e degli incarichi affidati da Prodi? Qual è la linea Ds sull'Afghanistan e sulla politica economica? Possibile che solo lui sia così immerso nel lavoro per la formazione del Partito Democratico da trascurare a tal punto il suo ruolo di segretario?

Dalle dichiarazioni di Rutelli, infatti, sembra che questo nuovo soggetto politico dovrà aspettare ancora molto prima di vedere la luce. L'elemento divertente è che si parte dai problemi successivi alla sua creazione, pur di stopparne la nascita, con dubbi come quello relativo alla collocazione nel Parlamento Europeo. I Democratici di Sinistra hanno dimezzato i voti rispetto agli anni della loro nascita. E con la conseguente crescita di Rifondazione a sinistra e della Margherita a destra, sembrano ridotti al minimo gli spazi di conquista. Come intervenire allora? La scelta di fondare un nuovo partito non sembra la soluzione adatta visto che si andrebbe a creare un vuoto enorme in quell'area di sinistra (ma non socialista) a cui da sempre guardano sindacato e società civile.

Forse ancora non è tardi per il rilancio di un partito che da sempre custodisce i valori più alti del Comunismo italiano: l'Antifascismo, il senso dello Stato e la sua laicità, la dedizione per i diritti dei lavoratori e la difesa della istruzione e della sanità pubblica. Individuare nuove sacche di elettorato non dovrebbe essere difficile. Riallacciare il rapporto con il territorio, con le periferie delle metropoli, con i capuoluoghi di Provincia da sempre fiore all'occhiello delle giunte di sinistra, con le comunità locali nell'ottica di una nuova gestione delle risorse è una strategia politica custodita nel dna della Quercia. Con il fallimento del Referendum è poi ipotizzabile un distaccamento della Lega Nord dal centrodestra con conseguente perdita di seguito da parte di quell'elettorato non militante e spoglio da istinti razzisti e neofascisti. A quel punto sensibilizzare l'area delusa che guardava al Carroccio come una speranza per il futuro del lavoro autonomo e delle autonomie locali deve essere un obbligo morale e politico. Pena la scomparsa prematura di un soggetto politico fondato sulle ceneri del più importante partito comunista d'Occidente e chiamato con il nome di un albero - in teoria - secolare.

Fassino