mercoledì, 05 luglio 2006
Una dedica mondiale
Categoria:quotidianismi, scritto da andy capp
Un tricolore innalzato su una stampella che sventolava da un finestrino, un tipo in mutande in mezzo alla strada con una torcia accesa in mano, un pazzo che aveva montato la batteria all'angolo di un marciapiede e suonava come una rockstar e un altro folle che guidava sul Lungotevere una macchinetta di quelle che si usano per recuperare le palline sui campi da golf. Ecco le cose più strane che si sono viste in giro per Roma dopo la vittoria della Nazionale. Eppure quella di ieri per il calcio è stata una giornata storica, non solo per la finale del mondiale raggiunta. C'è stata, infatti, la durissima richiesta del pm per le squadre implicate nel Calciogate, ma ieri sera tutti sembravano averlo dimenticato. Roba che se venissero confermate quelle pene perderebbero di credibilità almeno gli ultimi quindici anni del campionato.
Ammetto tuttavia che l'entusiasmo azzurro mi ha contagiato. Pur avendo dichiarato di non tifare per la Nazionale italiana in maniera viscerale, ma solo per i giocatori della Roma (e per quelli che stimo come Del Piero), mi ha fatto piacere che si sia avverata una previsione che avevamo fatto nel pomeriggio con Stefano: ora anche la nostra generazione ha la sua Italia-Germania. Ancora una volta mi sono inchinato al gioco del calcio. Trovatemi qualcos'altro che regali simili emozioni.
Poi ci sono altre considerazioni che credo sia giusto fare. Sono felice che l'Italia abbia in un certo senso vendicato i fratelli argentini sbattuti fuori dalla mano negra della Fifa e sono altrettanto felice che Fabio Capello, con le sue dimissioni dalla panchina della Juve nel momento più difficile della storia di questo glorioso club, si sia confermato per quello che è. E se proprio devo trovare qualcuno a cui dedicare la vittoria...






