mercoledì, 16 agosto 2006
Pornografia dei sentimenti
Categoria:dissenso, scritto da stefano havana
Questo povero ragazzo, Angelo, morto a Gerusalemme - l'italiano - ha resuscitato un'altra interessante abitudine dei nostri quotidiani senz'anima, vale a dire il tormentone dell'ULTIMA mail, dell'ULTIMO messaggio, dell'ULTIMO articolo. Non è una novità, ci mancherebbe: si è fatto con il caro Baldoni, credo che sia sempre esistito qualcosa di simile, a partire da Dante, per arrivare a Garibaldi e Luigi Tenco.
Sepulveda getterebbe questa melassa nel secchio di vomito della carne da blog, come scrisse qualche tempo fa su Il Manifesto; io catalogo questo malcostume con un termine che uso spessissimo quando parlo di letteratura o di cinema, vale a dire pornografia dei sentimenti. La pornografia dei sentimenti è uno degli strumenti più diabolici se messo in mano a un narratore di bassa qualità. Tipo: "Romanzo Criminale" di Michele Placido. Ecco, quel film (lo script, soprattutto) dovrebbe essere portato nelle università come modello da non seguire MAI: le immagini finali dei bambini che corrono sulla spiaggia al rallentatore, mano nella mano, mentre la telecamera indugia in dissolvenza sul giorno presente, fatto di morti ammazzati e arresti, QUELLA è pornografia dei sentimenti. Tre ore di film e neanche UN approfondimento sui personaggi degno di nota, a parte il romanaccio, ma tutto il tempo per vederli correre da bambini su una bella spiaggia abbrustolita dal sole. Oppure i libri di Susanna Tamaro con l'incidente stradale sotto la pioggia e lo zainetto della povera uccisa riverso sull'asfalto bagnato e le mani tremanti della madre che lo spostano da lì per alti motivi filiali che non vengono approfonditi: pornografia dei sentimenti allo stato puro da un milione di copie in edicola.
L'ultima mail di questo Angelo, che dice che dovremmo tornare ad amare ogni giorno, è pornografia dei sentimenti da quattro soldi. L'ultima mail di Angelo, l'ultimo eterno gesto di questo ragazzo e via dicendo. Roba da fare la fila alle edicole. La colpa non è sua, è chiaro. Poverino, morto così giovane in un posto del genere, invece di passare il proprio tempo ad aggiornare un blog o a fare del sano pod-cast (o del dolce su e giù). Bestie rare sono questi strani tizi che immolano la propria vita per alti scopi: bestie da zoo siamo invece NOI, che godiamo fino alla masturbazione nel leggere le ultime righe vergate, oppure dette, dal morto.
Pornografia dei sentimenti. Davvero, è un abitudine sconsolante. Il film "United 93" racconta dell'aereo ribellatosi ai dirottatori durante gli attentati dell'11 settembre; non è male, ma è farcito di momenti intollerabili in cui i piloti in cabina - che noi sappiamo GIA' dovranno morire - parlano di quanto sono belli i loro figli appena nati, di come hanno in programma di portarli al campeggio a fine mese, eccetera eccetera. E' un trucco, c'è l'inganno: non è onesto. E in letteratura (come nel cinema) l'onestà dell'autore deve venire sopra ogni maledetta cosa: in un film sentimentalmente pornografico DI FATTO come (ad esempio) "Il lago sulla casa del tempo", con Keanu Reeves e Sandra Bullock (ti amo!), una cosa del genere ci sta. La accetti: lo sai e paghi un biglietto per andare a vedere QUELLO. Pornografia dei sentimenti con la ricetta: non sto dicendo che qui si rifiutano i buoni sentimenti (o i buonismi sentimentali); sto dicendo - piuttosto - che certe storie della vita o della finzione non sono fatte per i buoni sentimenti e metterceli per forza diventa una bestialità.
Se uno muore, muore: è una storia di sangue, guerra e terra sporca, quella di Angelo. La sua ultima mail è solo un click sul tasto invia di Outlook o Eudora: non lo sapeva che andava a morire. Diceva Carver (insegnando letteratura in tre parole): «Niente di complicato. Raccontiamola com'è». Capito? Secondo me tutto sta a scrollarsi di dosso questa abitudine di metterci il rallenty nelle cose che succedono.





