venerdì, 18 agosto 2006

La pace pugnalata alle spalle
Categoria:attualità, scritto da andy capp


MonterotondoPoteva farsi gli affari suoi. La prima frase che è riecheggiata tra la folla silente ferma davanti al Duomo di Monterotondo non è stata incoraggiante. Che la morte di questo ragazzo, il suo appello al deporre definitivamente le armi sia caduto nel vuoto? Il pericolo in effetti era questo. E chissà quante persone hanno pensato la stessa cosa appena appresa la notizia della morte di Angelo Frammartino: "Giovane volontario italiano accoltellato a Gerusalemme. Ignoto il motivo dell'aggressione". Niente di male, sia chiaro, a pensarla così. Ingenuo e tremendamente sano egoismo a cui ci ha portato la crudeltà del nostro tempo.

Avrebbe potuto farsi i cazzi suoi Angelo. Scegliere un'altra vacanza, un altro tipo di impegno per questa estate. E magari avrebbe potuto crepare in moto o in macchina. Ancora meglio dopo la discoteca, imboccando la Salaria o il Raccordo Anulare contromano. Le morti, in fondo sono tutte uguali - ci raccontano - Ma non sempre è così. Avrebbe potuto fare proprio come quel ragazzo di 15 anni, che in attesa della bara proprio non riusciva a capire il motivo di quella morte e si chiedeva ad alta voce del perché di quella scelta. Starsene a casa propria e condurre la vita di tutti i giorni. Cosa c'è da vergognarsi? E' stato un Ferragosto di dolore per la piccola comunità laziale di Monterotondo, riunita attorno ai familiari del ragazzo ucciso in quel modo così barbaro che ai nostri occhi fa apparire quelle terre ancora più lontane. Ai funerali c'erano i politici, le autorità palestinesi, c'erano gli amici, la mamma e il papà, c'era chi lo conosceva appena, c'erano i vicini, i vecchi compagni di scuola o chi non lo conosceva affatto.

"I Palestinesi si vergognano". Il vescovo emerito di Gerusalemme, monsignor Hilarion Capucci, ha usato parole dure contro l'assassino: "Il popolo palestinese si vergogna del comportamento di questo schifoso squilibrato palestinese. Oggi la pace è solo un miraggio, una parola vuota. C'è solo odio e violenza. Preghiamo perché il sangue di Angelo sia un tributo per la resurrezione della terra di Palestina, che ora non è santa, ma maledetta".

Al termine della cerimonia funebre, sul piazzale davanti al Duomo si mescolavano applausi, lacrime, segni della croce e pugni chiusi. Bandiere Rosse, fiori e colori della Pace. Qualcuno ha urlato Hasta la victoria, qualcun altro si è voltato sorpreso. I più gridavano bravo! Di scettici non se ne vedeva più uno.