mercoledì, 23 agosto 2006

Forza Renato
Categoria:attualità, scritto da stefano havana


E' storia di qualche sera fa: il notissimo locale di Porto Cervo, il "Bilionaire Beach", è stato sottoposto a sequestro dai carabinieri del posto. Il "Bilionaire Beach", nonostante il nome lo ricordi molto, non c'entra un piffero con la robaccia di proprietà di Flavio Briatore. Il "Bilionaire Beach" appartiene piuttosto a un caro signore, vecchia conoscenza di questo blog, vale a dire Lele Mora (a sua volta SOCIO dell'ALTRO Billionaire, quello del manager Renault). "Sito sottoposto a sequestro giudiziario", c'è ora scritto davanti al locale, tra lustrini e marmitte di Ferrari e tacchi a spillo di scarpe Gucci. Il "Bilionaire Beach" non è uno dei locali più famosi di Porto Cervo, ma è quello più frequentato da vipettini, vallettine, veline e calciatorucoli: oggetto del contenzioso legale è stato l'impianto di diffusione della musica. Centinaia di persone hanno protestato per il volume eccessivo: un rapido controllo dei carabinieri ha fatto scattare il blocco. Ma il "Bilionaire Beach", di proprietà del signor Lele Mora, non è nuovo a episodi del genere: già un sequestro era stato disposto per colpa di una vendita di alcolici non propriamente in regola. Il guru dell'inutilità fatta spettacolo si è sempre difeso, additando gli altri e riconducendo le colpe su leggi esageratamente pignole: «Sono arrivato come un pifferaio magico - ha spiegato Mora - e ho attirato in quest'angolo di Costa Smeralda il giro dei vip, questa parentesi non mi fermerà, farò ricorso».

Io tifo visceralmente per Renato Soru e per le sue rigide regole anti-lusso. Ho letto, negli ultimi mesi, interviste piccate di Sabrina Ferilli e Adriana Volpe, di Marta Marzotto e di Simona Ventura e il loro massimo argomentare verteva sulla minaccia di cambiare porto d'attracco per la propria barca. Soru avvisato, mezzo salvato, verrebbe da dire: eppure resto convinto che il turismo che fa bene all'economia della Sardegna possa fare a meno di quell'accozzaglia pseudo-urbana che è Porto Cervo. Il turista NORMALE a Porto Cervo ci passa, ci curiosa come allo zoo, non ci spende UNA LIRA (perché la qualità, rispetto al costo è drammatica) e torna nelle zone veramente belle e accoglienti dell'isola. Per colpa di questa insulsa gentaglia, Porto Cervo sta diventando un fenomeno da baraccone, abitato più che altro dai flash delle macchine fotografiche: trovo che sia un posto che toglie alla Sardegna almeno quanto .

Flavio Briatore ha acquistato una pagina su diversi quotidiani sardi e sulla stampa nazionale: «La tassa sul lusso porterà sviluppo e ricchezza... A Francia, Grecia, Spagna, Croazia… Certo non alla Sardegna. Come non capire che bisogna estendere la stagione estiva e che il lusso non è un reato, ma un investimento anche in termini di immagine e di prestigio, e che ulteriori tasse non aiutano, ma ostacolano il turismo»; questo ha fatto scrivere il boss della Formula Uno, brindando con un flute di champagne e caviale. Cesare Romiti recentemente si è rifiutato di pagare la multa, sostenendo davanti al Corpo Forestale Regionale di Alghero che si trattava di una "sosta tecnica" e non di un vero e proprio attracco. Maledetti furbetti del quartierino, ignoranti e arroganti: gli stiamo facendo dominare il mondo.

Prima dell'arrivo del principe Karim Aga Khan - che costruì, di fatto, Porto Cervo, da quelle parti c'erano colline e pecore. Adesso, a ben vedere, sono rimaste solo le pecore. E i pecoroni che le seguono zelanti con i taccuini per gli autografi e la bava alla bocca.

Forza Renato Soru. C'è bisogno di guerre così, contro gente così.