sabato, 09 settembre 2006
La solitudine di Burgnich
Categoria:sport, scritto da stefano havana
Per me oggi comincia l'anno calcistico 2006-2007. Venerdì c'è stato un anticipo di serie B, ha già giocato la Nazionale Italiana, ma è con oggi pomeriggio - con tutte le partite cadette, compresa la Juventus - che si comincia a fare sul serio. Porterò con me alcuni ricordi, durante questi nove mesi circa di passione e di lavoro, di progetti e di speranze (sono tifoso della Lazio e quindi CREDO - senza ombra di dubbio alcuno - che la Lazio vincerà lo scudetto).
- la sofferenza di sangue provata dal sottoscritto durante i 30 giorni di mondiale, con quella cosa intifabile che indossava i colori del MIO paese e che VOI avete colpevolmente sostenuto. Quella coppa alzata al cielo di Berlino, tra le lerce mani di uno degli sportivi più vergognosi di sempre, ha significato la morte del calcio, la bonificazione di una sentenza e l'elogio massimo del vatuttobenismo del Bel Paese. E adesso NESSUNO, a parte i pochi eletti che hanno deciso di DISSENTIRE, possono protestare per il Milan in Champions League o per la Juventus QUASI in serie A. Nessuno.
- la retorica devastante che ha caratterizzato i media italiani in occasione di due tragici eventi: la quasi morte di Pessotto e la morte di Giacinto Facchetti. Le immagini al rallenty dei due, prima e dopo QUALSIASI avvenimento sportivo (dal curling al torneo mondiale di palla avvelenata), hanno segnato la fine culturale dell'informazione di massa italiana e l'insulto ultimo a due elementi del calcio italiano che per vent'anni nessuno si è INCULATO nemmeno per sbaglio e che improvvisamente hanno trovato il loro quarto d'ora di fama. Sfortunato Pessotto che è tornato alla vita: a lui sono destinati un'altra cinquantina d'anni di assoluto ANONIMATO. Quanto al presidente dell'Inter: la maglia numero 3 è stata ritirata (hanno aspettato che incrociasse le braccia sul petto, bravi). Il mio personale pensiero va a Burgnich: un uomo rimasto disperatamente solo, il cui nome per quasi mezzo secolo è stato sollevato ad alta voce solo come vagone minuscolo di un treno più lungo: Albertosi-Sarti-Burgnich-Facchetti. Buon viaggio a lui, nella gelida transiberiana della Dimenticanza.
- La Juventus in serie B e Moggi affogato nella merda. Una delle primissime esplosioni da "giustizia è fatta" della mia esistenza (almeno fino alla maledetta edulcorazione). Anche in questo caso per sempre porterò nel cuore la maledizione a chi ha bonificato una sentenza che avrebbe dovuto portare la Signora al marciapiede vita natural durante. Quindi l'onta vada ai tifosi italiani che hanno dimenticato tutto per un mese di totale menomazione mentale, a Guido Rossi e alla Fretta che - com'è stato già detto da molti - anche questa volta ha fatto dei gatti orribilmente ciechi. Personalmente spero che i bianconeri sprofondino il più possibile in basso; l'augurio è di non vedere mai più le Vergogne nel calcio che conta secula seculorum. Amen (neanche il rispetto ai tifosi deve andare: quello striscione giustificazionista installato al Delle Alpi che inneggiava all'importanza del VINCERE, disinteressandosi del COME - con la chiosa, "Giù le mani dalla Triade" -, per quanto mi riguarda è sufficiente per far precipitare i supporters bianconeri, TUTTI, nel girone dei dannati per sempre).
Adesso è tempo delle scommesse da bar tra amici (gli stessi con cui ci si scanna perché di credo opposto al proprio, compreso quello nei confronti di QUESTA Nazionale appena trapassata):
- già ci siamo giocata una cena su questo: a Natale la Lazio sarà almeno un punto sopra la Roma
- personalmente mi gioco tutto sul Milan campione d'Italia e sull'ennesimo fallimento dell'Inter (motivato dall'acquisto di Ibrahimovic e dalla cessione di Pizarro all'unica pretendente reale al titolo che è la Roma. Ancora un sentito clapclap alla strana coppia BrancaOriali)
Infine la secchiata di vomito del weekend la voglio riversare sul fairplay. Basta col fairplay, generatore di meschinità come il caso Materazzi-Zidane nella finale (dove ha clamorosamente ragione Materazzi, c'è da dirlo): il fairplay deve uscire dal calcio come le farmacie, il doping amministrativo, i Moggi e i Gattuso. Il fairplay genera mostri di intoccabilità come Totti, il quale ormai PER LEGGE deve poter segnare - anzi ENTRARE direttamente nella porta nemica palla al piede - senza essere MAI toccato da nessuno, giammai qualcuno che indossi una maglia avversaria. Fuori il fairplay dal calcio, sport vero fatto di spinte, sputi, parolacce e insulti a mammeta.
Tutto questo tornando finalmente con i piedi per terra, terminata la spiralina ipnotica negli occhi da febbre mondiale, e ribadendo con forza l'unica verità in grado di farci riammirare la realtà dei fatti senza luccicchii da coppadelmondo: Grosso era, è e resterà una fantomatica PIPPA.
Buon campionato!





