giovedì, 21 settembre 2006

La donna ideale
Categoria:quotidianismi, scritto da stefano havana


A stomaco vuoto il whisky fa effetto. Charles Bukowski ci scriveva cose tipo questa:

il sogno di un uomo
è una puttana con un dente d'oro
e il reggicalze

Io no. Io quando bevo whisky prima delle otto di sera di solito sto a Ponte Milvio e un po' dico cazzate, un po' bacio F., un po' guardo i culi delle altre, un po' propongo viaggi impossibili a questo o a quell'altro amico. Nel giro di due giorni ho portato Fede a Lisbona, mi sono fatto portare dal Granduca a Orvieto e ho deciso di andare a fare un giro nel Sahara da solo. Questo, ripeto, perché a me il whisky a stomaco vuoto fa fare così. Ma Hank era diverso: ad Hank puzzava sempre il fiato e dopo il terzo bicchiere di whiksy continuava:

il sogno di un uomo
è una puttana con un dente d'oro
e il reggicalze,
profumata
con ciglia finte
rimmel
orecchini
mutandine rosa
l'alito che sa di salame
tacchi alti
calze con una piccolissima smagliatura
sul polpaccio sinistro

hankFiguriamoci. Io non ci sono mai stato con una puttana. Almeno non con una di quelle a pagamento, ma se vogliamo andare per il sottile, allora - puf - capirai, di puttane se ne vedono a iosa. Mutandine rosa e denti d'oro: che uomo sono, io, che mi lascio incantare da quei perizoma ricercati? Un uomo qualunque, un uomo così. Uno che non proseguirà mai la sua poesia sulla donna ideale in questa maniera:


un po' grassa,
un po' sbronza,
un po' sciocca e un po' matta
che non racconta barzellette sconce
e ha tre verruche sulla schiena
e finge di apprezzare la musica sinfonica
e che si ferma una settimana
solo una settimana

Io mi perdo in romanticherie pure con così tanto whiski nello stomaco. Perciò non sarò mai Bukowski; perciò sto ancora qui invece di scappare. Comunque a Ponte Milvio - quand'era?, tre o quattro giorni fa, seduto con F., il Granduca e Fede ho scoperto che non conosco i confini geografici delle regioni italiane. Il Granduca mi ha detto: «Oddio, domani lo scriviamo sul blog». No, ecco, faccio da solo: Fede mi ha interrogato e io non ho saputo rispondere. Il Molise confina con? Il Friuli Venezia Giulia con? Qualcosa ho detto, più o meno a caso, ma facendo uno sforzo terribile - tipo parto - con gli occhi semichiusi e le dita intrecciate - roba che neanche in terza liceo con autori greci - titubante come alle elementari, pregando iddio di mandarmela buona. Davvero, non li so i confini geografici: quelli che conosco, li conosco empiricamente. Posti che ho visitato, luoghi che ho attraversato. Umbria? Lazio e Marche, vai ci sto. Ma solo perché di recente ci ho fatto un viaggio e se non altro mi ricordo i segnali stradali.

e lava i piatti e fa da mangiare
e scopa e fa i pompini
e lava il pavimento della cucina
e non mostra le foto dei suoi figli
né parla del marito o ex-marito
di dove è andata a scuola o di dove è nata
o perché l'ultima volta è finita in prigione
o di chi è innamorata

Cerco di giustificarmi, almeno internamente, e mi dico che neanche Bukowski sapeva i confini della sua natìa Germania. Ma poi ci rifletto su: uno nasce in Germania, scopa e beve per una settantina d'anni e riesce a morire in California. Dico, in California. Uno che muore in California si deve per forza intendere anche di confini, se non altro i suoi medesimi per averli così tante volte valicati senza dare resti a nessuno. O no?

si ferma solo una settimana
solo una settimana
e fa quello che deve fare
poi se ne va e non torna più indietro
a prendere l'orecchino dimenticato sul comò.

Perché Hank ha una grande cosa, anche se non vorrei parlarne perché questo non è mica un post su Bukowski. Comunque ha questo, che quando ti senti veramente una merda, tipo una sera con gli amici dove sei l'unico a non conoscere i confini della Lombardia, basta che ti rifai a lui per accettare in pieno tutte le tue mancanze e continuare a sentirti un grandioso essere umano. Bukowski non ha mai negato di essere ciò che era: questo perché era un profondissimo amante della verità dei fatti: «Non cerco mai di migliorarmi o di imparare qualcosa, rimango esattamente come sono. Non sono uno che impara, sono uno che evita. Non ho voglia di imparare, mi sento perfettamente normale nel mio mondo pazzo; non voglio diventare come gli altri», scrisse una volta. Ecco, quando non so qualcosa - o quanndo mi sento particolarmente inferiore per vari motivi - mi dico che c'è al mondo la possibilità di essere grandi uomini pur rimanendo più o meno quello che si è sempre stati, che nel mio caso assomiglia molto a un ometto che non aveva mai voglia di studiare la geografia.

hank1

Quindi io sono quello che sono: e se mi chiedete con cosa confina - per esempio - la Liguria, me ne resterò così, fermo, con il mento piantato nei palmi delle mani, a non saperne felicemente niente.