martedì, 10 ottobre 2006

Aridatece er nanetto
Categoria:politica, scritto da andy capp


andycappSono passati sei mesi esatti dalla vittoria dell'Unione alle ultime elezioni politiche ed è già tempo di bilanci. Punto primo, l'Italia non è stata stravolta, ma questo lo sapevamo già. Forse nell'aria si respira un po' di legalità in più. E questa è una conseguenza naturale e fisiologica del cambio al vertice. Se infatti prima dovevamo assistere ad appelli a non pagare le tasse e addirittura ad aiutarsi con qualche lavoretto per arrivare a fine mese, oggi sembra quasi che ci sia una corsa a mettersi in regola per evitare problemi. Insomma, è finito il tempo dei condoni.

Punto secondo, il malcontento diffuso è rimasto e si percepisce anche in maniera più netta. Proprio perché non c'è stato quello scatto in avanti che si attendeva. E' chiaro - dirà qualcuno - visti i danni fatti da Berlusconi. E' proprio così? Non ne sono sicuro. Qualcosa in più si poteva e si doveva fare, soprattutto per far percepire il cambiamento. E invece i problemi sono rimasti gli stessi - a sinistra - anzi si sono ingigantiti. Partiamo dall'inizio: il programma dell'Unione. Ci avevate capito qualcosa? Io no. E non mi ricordo nemmeno di quante pagine fosse. Ne avevo letto alcuni stralci, in particolare nelle parti relative al mercato del lavoro. Ma questo credo che sia un argomento tabù, almeno fino a quando sor Montezemolo vorrà.

Punto terzo: i famosi cento giorni sono passati. E allora? Allora ve lo dico io quello che non è stato fatto: il conflitto di interesse è sempre lì, proprio come la legge elettorale che ha regalato la vittoria al centrosinistra. Dei co.co.co e i co.co.pro guai a parlarne, mentre i contratti di lavoro di quasi tutte le categorie non sono stati ancora rinnovati. Qualcosa avranno fatto - si chiederà qualcuno. Vabbè, sì. Nel senso che ci si è provato: Bersani aveva presentato proposte interessanti, ma si è ammorbidito alle prime difficoltà (manco ci fosse De Niro su quei taxi). Dall'Iraq alla fine siamo riusciti a venirne fuori, ma per trovare la formula hanno chiamato Bartezzaghi: "Sai c'era da evitare casi diplomatici con l'Onu, l'Ue, i moderati, i senatori di Rifondazione, i filoamericani, gli antiamericani, l'elettorato cattolico, quello laico, i riformisti, i liberalsocialisti, i radical-obiettori". In Afghanistan invece ci stiamo ancora, ma non si è ben capito a fare cosa. Ma in fondo chissenefrega, ce ne ricordiamo solo quando salta qualche culo italiano.

La Finanziaria? Sta andando bene direi: tutti felici. Il Governo è riuscito nell'incredibile impresa di far incazzare tutti, ma proprio tutti. Dai sindaci più importanti del centrosinistra, agli industriali, passando per i sindacati e il pubblico impiego. "Ma la Manovra - hanno detto - si può aggiustare": invece che di 33 la facciamo da 34,5 miliardi di euro. Massì, taglia di là, aggiungi di qua. Chi offre di più?

Per fortuna che a riforme, invece, non ci batte nessuno. Perché quella così necessaria e all'ordine del giorno era proprio l'indulto. La riforma che tutti gli italiani volevano. Del resto se non ci sono abbastanza carceri come si fa? Ma costruirne dei nuovi era troppo difficile? Mi sbaglio o la leva obbligatoria è stata cancellata? Che cazzo ci dobbiamo fare con tutte quelle caserme?

Pensare che tutto questo sia successo in soli sei mesi non lascia molte speranze per il futuro. Anche perché abbiamo sorvolato sulle ridicole scenette di inizio legislatura per la poltrona di presidente della Camera e del Quirinale. Vi ricordate Baffetto e il suo grande sacrificio? Ed era stata incredibilmente superata anche quella, prima che venisse nominato Mastella ministro della Giustizia. Un'ultima cosa: tra poco nascerà il Partito Democratico, grande contenitore liberale e progressista, laico e riformista, cristiano e metodista, monocromatico e avanguardista, laziale e romanista. Stamattina al bar ne parlavo tutti di questo bisogno di un "nuovo grande soggetto innovativo" (da leggere con la voce di Nando Mericoni).

Ci sarebbe ancora tanto da scrivere, ma questo non credo sia il luogo più adatto. Di questi tempi potremmo essere intercettati. E non venite a dirmi che non ne eravate a conoscenza.