venerdì, 27 ottobre 2006
Il Grande Meccanismo
Categoria:società , scritto da stefano havana
Finalmente (si fa per dire) mi è arrivata, tramite ufficiale giudiziario (un anzianotto molto simpatico, tra l'altro), la regolare notifica della fissazione di udienza in Camera di Consiglio per questa vicenda che mi riguarda. La cosa era stata archiviata dal Giudice, ma la parte offesa ha deciso di non essere d'accordo e allora si è opposta. Non mi piace avere a che fare con la Legge, lo ammetto: mi aspetto sempre che da qualche parte spunti fuori l'ingiustizia. Da un GIP temo sempre la superficialità e, generalmente, porto avanti quell'idea letteraria dell'innocente dentro e del colpevole fuori. In più mi spaventa, letteralmente, percepire questo Grande Meccanismo che ruota indefesso sopra la testa di tutti e che fa muovere anzianotti simpatici, carabinieri in divisa, fa alzare cornette, fa compilare plichi a segretarie svogliate e - in ultima istanza - fa rispondere me a un citofono o a un cellulare e mi fa andare di corsa a firmare, a prelevare, a ritirare, a notificare. Non ho particolari timori relativamente a questa storia: mi pervade più che altro un senso di irreale sfiducia nei confronti delle persone e delle umane cose.
Resto dell'idea che la giustizia debba servire per i grandi furti, gli incommensurabili omicidi, le furibonde torture, i grandi inganni, le sofisticate frodi; secondo me se uno dà del nazista a un altro, la vicenda dovrebbe finire a pugni o a un tavolo con gli indici puntati sopra i boccali di birra e i nasi che quasi si scontrano. Soprattutto se hai aperto un blog e se su quel blog parli con palese faziosità di fatti sociali e politici; il vaffanculo te lo prendi, ecco. Come ti prendi i complimenti di chi la pensa come te: ma se ti schieri, cazzo ti lamenti poi? A mettere pistole e fucili in pubblica piazza, qualcuno prima o poi fa esplodere un colpo, questo è sicuro. Ma insomma, pazienza: dispiace solo scoprire che laddove mi immaginavo un vecchio appassito, un ottantenne con le nocche consumate e lo spirito spento, ho scoperto invece esserci un giovanotto aitante che ha poco più della mia età e con cui non ho mai - dico mai - scambiato una sola parola (tantomeno visto in faccia, come si veste, che tipo di scarpe preferisce usare, se ha occhiali o il doppio mento). Misteri dei protocolli giudiziari, magie della giurisprudenza e dell'algida burocrazia. Misteri della specie umana, certo: mi chiedo se i giaguari o i puma si querelino tra loro quando si ringhiano un po' addosso. Certo, i benpensanti mi verranno a dire che è una questione di responsabilità, che bisogna sempre pagare le conseguenze del proprio agire e che i ghepardi o le tigri non hanno mai conquistato il bene della civilizzazione e che tutto questo si chiama Diritto. Sarà: ma è pure vero che questa tanto decantata civilizzazione ha inventato zoo, circhi e guinzagli e che quindi - tutto sommato - non si capisce bene chi abbia civilizzato cosa o cosa sia stato civilizzato da chi. Dialettica, vostro Onore.





