giovedì, 26 ottobre 2006

Elogio del Campari
Categoria:quotidianismi, scritto da andy capp


Campari tanteLo ammetto. Sono uno di quelli che al Campari non sa proprio rinunciare. Soprattutto adesso che inizia a fare buio prima. Non c'è situazione che mi rilassa di più che entrare in un bar (qualsiasi purché non sia di lusso) e ordinarlo.
Questa è in breve la storia: l'azienda fu fondata nel 1862 a Milano da Gaspare Campari (santo subito), che due anni prima aveva avuto l'illuminazione e si inventò la ricetta originale. In seguito la fortuna del gruppo arrivò grazie alle capacità imprenditoriali di Davide, il figlio, che nel 1904 inaugurò il nuovo stabilimento e la sede di Sesto San Giovanni.

Oggi lo stabilimento principale si trova a Novi Ligure, l'azienda è presente in 190 paesi, è quotata in borsa e dà lavoro a oltre  1500 dipendenti. Il prodotto principale è l'aperitivo omonimo, bevanda alcolica che viene ottenuta dall'infusione di erbe amaricanti, piante aromatiche e frutta in una miscela di alcool e acqua, dal colore rosso rubino brillante e dall'aroma intenso. Ha una gradazione alcolica di 25°. Campari retro

Come servirlo? Per essere gustato al meglio il Campari va bevuto freddo e mai con il limone. Di solito è proposto nei modi più classici, servito in un bicchiere ghiacciato con del seltz, oppure shakerato con del ghiaccio. Mai sentito parlare poi del Campari orange? 1/3 di Campari, 2/3 succo d'arancia e  ghiaccio. Ed è grazie alla combinazione con Gin  e Vermouth rosso che è nato un altro mito, il Negroni.

Campari vecchioMa non finisce qui. Come dimenticarsi del fratello minore, il Campari Soda? E' un aperitivo di moderata gradazione (10°) che si ottiene dalla miscelazione in maniera proporzionale di Campari e acqua gassata. Confezionato nelle caratteristiche bottigliette a tronco di cono, è pronto per il consumo. Ma secondo me rende al massimo se corretto con il prosecco.

Non so voi, ma io non bevo Aperol.