lunedì, 30 ottobre 2006

La notte nostra unica alleata
Categoria:società, scritto da andy capp


casualNei giorni dell'anniversario degli scontri nelle Banlieue parigine di un anno fa, a Campo de' Fiori è stata sgominata una banda formata da tre ragazzi, di cui un minorenne, che si era resa protagonista nelle ultime settimane di numerosi episodi di violenza, tra cui un tentato omicidio ai danni di un ragazzo rasta, reo di aver guardato in maniera troppo storta uno di loro. La piazza, sorvegliata a vista dalla statua di Giordano Bruno, da un paio d'anni è teatro di un nuovo fenomeno sociale che aggrega ragazzi e ragazze romane delle periferie, rom, punkbestia e studenti universitari, estranei tra loro ma tutti uniti negli scontri contro la polizia. Agguati nei vicoli, lancio di oggetti contro i blindati e le camionette di pattuglia nella piazza si sono verificati soprattutto in occasione di serate particolari, come quelle dei Mondiali della scorsa estate o in presenza di gruppi di stranieri troppo esuberanti.

Solo che a cercare lo scontro, non sono più soltanto i duri, quelli coperti dal casco e armati di bastone, e che in un certo senso arrivavano preparati alla serata, ma anche ragazzi annoiati e presunti insospettabili. E' facile vedere ragazzine con l'ombelico scoperto unirsi ai cori contro le guardie, oppure nerds universitari inneggiare al lancio di bottiglie rotte contro la celere schierata. Si tratta di un nuovo movimento che sposa il ribellismo da strada come risposta a un disagio sociale dalle motivazioni profonde, che vanno ricercate nell'insoddisfazione diffusa di una generazione priva di modelli e aspettative.

Da qualche anno nelle curve calcistiche di Roma e Lazio sta prendendo piede il fenomeno casual, di derivazione britannica e conseguenza della frammentazione dovuta in parte alla repressione, in parte a un ricambio generazionale cresciuto con altri modelli. E' anche in questi ambienti che si sta diffondendo il concetto di incontro/scontro casuale, che va oltre gli schemi di alleanze e rivalità riconosciute, e per questo difficilmente prevedibile o catalogabile. "Nella vita come allo stadio o sei guardia o sei ladro", è uno degli striscioni esposti sulle gradinate, così come oggi assumono un altro significato le scritte apparse qualche anno fa inneggianti a Luciano Liboni, il bandito ch uccise un carabiniere e per giorni sfuggì alla cattura. La sua vita maledetta e il suo vivere clandestino hanno affascinato a tal punto, che nell'anniversario della sua morte qualcuno ha deposto un mazzo di fiori sul luogo dove è rimasto ucciso. Ultimo ma non meno significativo un altro striscione esposto in Curva Sud: "Banlieue o periferia il problema è la polizia".

Cosa c'entra questo con Campo de' Fiori? Lo scenario della piazza, soprattutto di notte, è piuttosto assimilabile a quello delle curve, con l'aggravante che in questo contesto non ci sono capi o registi occulti. Così che il casualismo viene esaltato all'ennesima potenza: gruppetti di  10-15 persone che non interagiscono, se non nel momento dell'attacco. Una voglia di infrangere le regole e di ostilità verso le forze dell'ordine che inizia a preoccupare.