martedì, 31 ottobre 2006

Farina quanto basta
Categoria:giornalismo, scritto da stefano havana


betullaAbbiamo spesso parlato, qui dentro, del quotidiano "Libero" come uno dei più classici esempi - morali e professionali - da non seguire mai. E' notizia di oggi che la procura generale della Repubblica di Milano ha chiesto pene più severe per l'ex vice-direttore Renato Farina, già sospeso dall'Ordine per dodici mesi con l'accusa di intascare soldi (col nome in codice "Betulla") nell'ambito della vicenda del sequestro dell'imam Abu Omar.

La richiesta fatta adesso è di radiazione. Il presidente dell'Ordine lombardo Franco Abruzzo con una nota ha commentato: "Farina per dodici mesi non potrà firmare, non riceverà lo stipendio e i farinacontributi previdenziali, mentre dal 30 settembre il suo nome è stato tolto dalla gerenza di Libero. E' poco?". Poco sì, se - come fatto recentemente notare - l'ex vicedirettore ha continuato imperterrito a scrivere sul suo bel giornaletto, usufruendo (diciamo anonimamente) dello spazio riservato ai lettori per le lettere al Direttore (Feltri). In altre parole, il genio scriveva articoli per il suo giornale da "privato" lettore (non mancando però di farsi riconoscere dal suo gregge compiacente). La cosa è stata smascherata in pubblica piazza, con tanti saluti ai furbetti del quartierino.

La bella storia finisce con la solita presa di posizione ridicola della Destra, nella figura dell'organo del gruppo consiliare di Forza Italia, che ha appena candidato Renato Farina detto "Betulla", all'Ambrogino d'Oro, massima onoreficenza milanese.

update: Gabriele mi segnala nei commenti la petizione per revocare la sospensione a Farina, proposta da Paolo Guzzanti.