mercoledì, 01 novembre 2006
Liberi in seconda serata
Categoria:televisione, scritto da stefano havana
Non resisto. Devo parlare di "Altrove - Liberi di sognare", la nuova trasmissione di Maurizio Costanzo in onda in seconda serata tutti i venerdì sera, per otto settimane, su Italia Uno. Non ne avrei mai trattato, giuro, ma una frase - una soltanto - di Costanzo in sede di presentazioni mi aveva colpito e, per questo, mi ero ripromesso di giudicare il prodotto in seconda sede. La frase era questa: "Altrove sarà tutto, tranne un reality show. Piuttosto un viaggio nelle carceri per conoscere, capire e mai giudicare". Il che mi era parsa una dichiarazione di guerra al sistema mediatico e televisivo da lui stesso elevato al successo (vale a dire La Più Totale Spazzatura). In sostanza la trasmissione funziona così: nella casa circondariale di Velletri sono state sistemate un numero imprecisato di telecamere (stile Grande Fratello, quindi negli angoli, sui soffitti, dietro gli specchi del bagno, accanto ai lavandini, nei corridoi, in cima alle porte) e coinvolti un numero ben preciso di carcerati (ventotto su quaranta). Costoro sono ripresi 24 ore su 24 nei loro atteggiamenti privati e intimi; vengono spiate le loro conversazioni sbocconcellate fatte di stentato italiano (quando sono italiani) e maccheronico italiano (quando sono stranieri, il più delle volte albanesi e rumeni).
Già questo basterebbe ad affermare che Maurizio Costanzo è un BUGIARDO e che "Altrove" è un vergognoso REALITY SHOW della peggiore specie: questo perché della vita carceraria, dei rapporti con il direttore, dell'interazione con le guardie, di tutto questo ben di dio svociato ai quattro venti alla vigilia della messa in onda
non
c'è
niente
"Altrove" è un pazzesco Reality Show supercommerciale in cui nulla c'è della vita dei carcerati, i quali sono ripresi dentro celle che nella maggior parte dei casi sono migliori di casa mia: la mia curiosità sarebbe sapere se quelle stanzette così bene arredate erano così bene arredate anche PRIMA dell'avvento delle telecamere e se, per caso, le stanzette degli altri detenuti, quelli veramente ALTROVE - vale a dire quelli che non hanno accettato di prendere parte a questo secchio di vomito - sono anche quelle tanto graziose e trendy.
C'è un ufficio stampa che può rispondere a questa semplice questione?
Tutto tranne un reality mia sorella.
I carcerati parlano in primo piano, dicono parolacce e fanno scorregge (esattamente come i tariconi di nostra generazione); discutono di donne e masturbazione, fanno a gara a chi ce l'ha più lungo esattamente come faremmo noialtri durante una festa del liceo. Manca l'elemento femminile: questa è l'unica novità che prende le distanze dal prodotto Reality Show comunemente definito. Non c'è una deontologia in tutto questo: non c'è cronaca. Non c'è giornalismo: non si capiscono le dinamiche sociali del carcere, tantomeno si conoscono le persone dietro queste maledette sbarre, fatta eccezione per i loro gusti più vacui. Se non c'è approfondimento, allora è Reality Show: il fatto che manchino le nomination con eliminazione del concorrente non basta a giustificare le bugie di Baffetto. "Altrove - Liberi di sognare" è retorica vestita a festa: una bella sigla monocorde con toni tristi, dissolvenze lente ed esasperanti. Mi meraviglio (mi meraviglio davvero) che non abbiano inserito una voce narrante calda e tetra; in più ci sono i risvolti etico-sociali, a mio parere, da valutare. Cosa si aspetta un carcerato diventato FAMOSO, nel momento in cui verrà fuori dalla prigione? Verrà invitato in studio per una puntata speciale? Me lo aspetto; diventerà un tronista? Ce ne sono di carini, è plausibile: in fondo si tratterà di uomini liberi e vogliosi di godersi legittimamente la vita ritrovata. E, internamente al carcere, come verranno visti questi showman dagli altri, da quelli che non hanno accettato le luci della ribalta? Avranno delle facilitazioni sull'indulto?
Non è una critica alla trasmissione che non mi pare certamente il prodotto peggiore che si possa vedere oggi in giro; questa è
una critica - e forte - al messaggio che questi cortigiani della retorica e del finto perbenismo perpetrano da dietro quello schermo. Dire che "Altrove - Liberi di sognare" sarà TUTTO tranne un reality show è dire una bugia: e io le bugie non le tollero, quando le vieni a dire nel salotto di casa mia.
E' troppo facile cambiare canale.





