lunedì, 06 novembre 2006
Confronto impossibile
Categoria:mondo, scritto da valerio roma
Premessa: non sono credente e considero tutte le religioni uno dei tanti ostacoli alla convivenza pacifica dei popoli. Sulla politica estera, poi, non riesco a ragionare secondo i normali stereotipi come "questo è di destra" oppure "questo è di sinistra".
Qualche giorno fa, ho letto della lite in diretta tv tra l'onorevole di An Daniela Santanchè e il responsabile del centro islamico della Lombardia Abu Shwaima, uno che vive da trent'anni in Italia. I due, ospiti di una trasmissione Sky, erano in collegamento da Milano, mentre a Roma il conduttore aveva in studio altri ospiti.
Si parlava dei diritti delle donne nel mondo islamico. La Santanchè, che ha scritto un illuminante saggio sulle violenze subite dalle musulmane nel mondo, da esperta si stava confrontando con Shwaima sul tema del velo: sosteneva che il Corano non obbliga le donne a indossarlo. All'improviso i toni si sono fatti più accesi e l'imam della moschea di Segrate si è rivolto al deputato di An dandole dell'"ignorante" e pretendendo di impedire anche solo di nominare il libro sacro dell'Islam.
Su un giornale romano, il conduttore della trasmissione, Corrado Formigli, ha riportato le testimonianze di entrambi i protagonisti dello scontro. La Santanchè sostiene che l'imam l'abbia minacciata e chiamata "infedele": da queste parole Magdi Allam, sul Corriere della Sera del 22 ottobre, arriva a dedurre una fatwa, una condanna di morte contro la Santanchè neanche fosse Salman Rushdie. Così la parlamentare si è beccata la scorta e ha anche trovato la solidarietà di altri colleghi come Gasparri arrivati a chiedere l'arresto e l'espulsione del focoso imam.
Questo episodio, a parti invertite, somiglia tanto al casino scatenato dal discorso di Benedetto XVI a Ratisbona lo scorso settembre. Buona parte del mondo islamico criticò il papa senza badare alla diplomazia. A scatenare il tutto fu la citazione della frase «Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava», contenuta nel dialogo tra l'imperatore bizantino Manuele II e un persiano colto su Cristianesimo e Islam.
A me sembrano sbagliate tutte e due le posizioni. Da un lato, non si può trasformare un imam radicale, e magari arrogante, in un potenziale assassino, sacrificando il principio secondo il quale in una democrazia occidentale è sempre possibile esprimere opinioni estreme. Dall'altro, non ci si può neanche scaldare ogni volta che un papa altrettanto arrogante e radicale prova ad analizzare e criticare quello che avviene nel mondo islamico.
Concludo dicendo che il dialogo tra Cristianesimo e Islam è impossibile. E' una mia opinione, ci mancherebbe altro, ma credo che l'unico fondamento alla convivenza tra culture molto differenti sia quello economico. Una religione che considera il suo profeta il portatore della verità definitiva (l'Islam) come fa a mediare con un culto che si è rivelato soltanto a metà (il Cristianesimo)?
E' brutale e siete anche autorizzati a darmi del superficiale, ma se questi due mondi fossero realmente inquadrati dal punto di vista economico non esisterebbe integralismo, né da una parte né dall'altra. Andrebbe contro gli interessi di tutti quanti. O forse esisterebbe pure, ma sarebbe molto più facile sconfiggerlo: i paesi dell'area islamica moderata avrebbero tutto l'interesse ad arginarlo. Grosso modo è il processo che ha portato ebrei e cristiani a fare comunella.
Detto questo, quanto sarebbe bello se nel mondo non esistessero più le religioni! Che splendida utopia! Ci ammazzeremmo soltanto per la politica, i soldi e per il traffico: vi sembra poco?





