sabato, 18 novembre 2006
Ho perso la verginità
Categoria:libri, scritto da stefano havana
Intanto dissento con chi ha detto che "Ho perso la verginità durante una puntata di ok il prezzo è giusto" del signor Trentamarboro è un libro adattissimo se stai in fila alla posta. Questo perché non esistono file alla posta tanto veloci: "Ho perso, eccetera" si legge in un momento e per due motivi:
1) Perché è brevissimo e l'Autore ha vergognosamente barato: non c'è una riga che non vada a capo e tutto assomiglia a un'orgia di carta sprecata per cui Greenpeace si arderebbe pubblicamente.
2) Perché scorre via che è una meraviglia.
Adesso intendiamoci: "Ho perso bla bla bla" non è una storia che resterà negli annali, però è quello che è e - soprattutto - è quello che voleva essere: una storia leggera, onesta, una storia piena di anima che racconta di alcuni giovani uomini che si vogliono bene. E' una storia che, probabilmente, non fosse stato per la casa editrice Scrittomisto non avrebbe pubblicato nessuno (può sembrare un insulto, mi rendo conto, in realtà non lo è), o almeno lo spero (anche questo può sembrare un insulto, accipicchia). "Ho perso ecc." parla del solito gruppo di soliti adolescenti che crescono nei soliti anni Ottanta e diventano adulti una solita ventina d'anni dopo quando si riuniscono per la solita rimpatriata di soliti liceali. E allora c'è uno che amava un'altra ma che non gliel'ha mai detto (e lei non gliel'ha mai data), c'è quella che era brutta e che è diventata bona, c'è quello che era odioso, quello che è rimasto lo stesso, quella che due tette così aveva e due tette così le sono rimaste. E' tutto molto solito, ma è raccontato bene. Anche Il Giovane Holden è una storia del cazzo in cui non succede MAI niente: però è il romanzo breve più bello di sempre, anche.

A me, insomma, la storia è piaciuta, ecco (e non perché Trentamarlboro è un amico e lo stimo pure un sacco, nonostante sia un fascistello atipico che ascolta Guccini, o forse proprio per questo): mi sono piaciuti tutti i personaggi anche se tra di loro non si distinguono troppo. Sembra che l'autore dia voce sempre allo stesso (magari se stesso), differenziandolo ogni volta con un nome diverso: lo fa anche Woody Allen in molti dei suoi fim, quindi non è un problema. E' una storia piacevole, scritta col cuore: senza una sola bugia. Il che è raro in un mondo in cui i libri sono tutti incidenti stradali e primi piani su uno zainetto riverso sull'asfalto e bagnato di sangue e pioggia. Non c'è pornografia (nonostante il titolo), non c'è niente. Sta proprio qua il pregio migliore di "Ho perso la verginità e via dicendo": non è pretenzioso. Vuole raccontare la storia di un gruppo di giovani e lo fa: dall'inizio alla fine. Non si perde, non ci annoia (a parte le tre pagine di trascrizione di chat che sono da frattura dei coglioni, e questa la volevo proprio dire!); si ride tantissimo, ci si ritrova un sacco e si annuisce tante di quelle volte. Ecco, io non ho ritrovato certo Dostoevski, leggendo "Ho perso...", non ho ritrovato nemmeno uno dei miei autori preferiti, però ho annuito un sacco di volte, soprattutto per il paragrafo che si intitola "Killing Fellini", ma anche per parecchie altre cose (tipo il viaggio a Londra, per dirne una o una certa insoddisfazione adolescenziale ma matura che pervade il tutto).

Non so se avete capito cos'è "Ho perso la verginità durante una puntata di ok il prezzo è giusto", però quello che avevo da dire l'ho detto. E cioè che è una storia onesta e intensa che vale il prezzo (basso) di copertina. Con personaggi spessi che non fanno altro che fumare, dire parolacce e innamorarsi: siamo noi, ecco. Siamo completamente noi in tutte le pagine che ci sono. Non aspettatevi un capolavoro: non lo è. Non lo voleva essere. Però potrei dirvi a memoria tutti i nomi dei personaggi: Luca, Andrea, Mattia, Fabrizio, Domiziana, Claudia I e Claudia II, Cristina. Perfino la professoressa, se mi concentro, mi ricordo come si chiamava: Migliardini? Migliorini? Una cosa simile: la professoressa che riusciva a sorridere. Un bel personaggio, anche lei. Ecco, insomma: non capita sempre questa cosa qua di ricordarsi i nomi dei protagonisti.
E' tutto.
A questo punto dovrei dirvi di andare in libreria e comprarlo, ma questo non è uno spot e io sono troppo onesto per farlo. Se proprio dovete comprare qualcosa, comprate una raccolta di racconti di David Means.

naturalmente, grazie a F. che s'è prestata con ironia e pazienza, nonostante una specie di colpo della strega...





