giovedì, 23 novembre 2006

Ragazzi morti di vita
Categoria:società, scritto da stefano havana


nar1C'è una zona a Roma che si chiama Balduina. E' una bella zona: io ho cominciato a frequentarla per il Blockbuster. Ogni volta un incubo: non sapevo mai dove lasciare la macchina e riportavo i film sempre con almeno due giorni di ritardo. Per questo, dopo un po', ho smesso di andarci. Poi è arrivato il pub Elliot, le pizzette di Via Elio Donato, il centro Mercedes dove portiamo a fare il tagliando alla macchina di mio padre. Insomma è una zona che vivo - seppure moderatamente - di tanto in tanto. Ci sono stato l'ultima volta, quando?, era lunedì, lunedì notte. Avevo appena guardato in televisione "La storia siamo noi", trasmissione condotta da Giovanni Minoli, che aveva come argomento del giorno la realtà dei NAR, Nucleo Armato Rivoluzionario: la storia del giudice Amato in una ricostruzione storica e giornalistica convincente, leggera, senza fronzoli. La storia (anche) di "Giusva" Fioravanti, Francesca Mambro e i soliti noti.

La storia di questi ragazzi (a proposito di giovani con le kappa e i videofonini...) che la mattina si svegliavano - magari era una mattina soleggiata - e andavano a guastare l'ordine pubblico, andavano a sparare alla gente, andavano ad abbattere certi lampioni, si mettevano in tasca le pietre quando non avevano (raramente) le pistole. Pare che volessero ammazzare pure Cossiga. In sede di processo, Fioravanti spiegò che, in particolare l'omicidio di Amato, era servito per far capire alla polizia, alla magistratura, allo Stato compiacente che avevano perso degli amici: sappiate che da oggi in avanti sarà guerra anche con voi. Ecco, era questo il senso. Dentro c'erano anche Dario Pedretti, Alessandro Alibrandi, dentro c'era gente che faceva parte della P2 e che, poi, in futuro, sarebbe stata trovata decapitata, per dire. Di questo parlava la trasmissione di Minoli, l'altra sera: di questo movimento formato da giovani nati più o meno negli anni Sessanta; di questo movimento di estrema destra, un movimento neofascista.

nar2Stavo lì a casa di F., le accarezzavo i capelli, quelli più teneri e soffici vicino alla tempia mentre lei dormiva, e pensavo a un sacco di cose, veramente tante. Dice che alcuni tra i principali "covi neri" li scoprirono a Via della Balduina e proprio in Via Elio Donato - la mia via delle pizzette - furono eseguiti alcuni dei più sanguinosi delitti di un paio di giudici e di almeno un magistrato. Gente che è morta, lì, dove io faccio le briciole la notte. Gente che è morta, lì, dove io sono passato ubriaco o innamorato tante di quelle volte.

Ecco, me ne sono andato con la macchina a fare un giro in quella zona per cercare di capire cosa mancasse a quei ragazzi lì. Cosa ci fosse di così sbagliato in QUELLA società al punto di spingerli a tanto. Possibile che QUELLA società fosse più sbagliata di quella attuale? No, dai: non ci credo. Dico, guardatevi intorno: guardatevi intorno, leggete i giornali. Guardate chi va in tv, guardate: non ci sarebbe già tutto per fare come loro? Mica sto istigando niente. Sto dicendo solo: che diavolo stiamo aspettando? Posto che io rispetto umanamente assai di più un Fioravanti che un Tronista, chiedo: cosa covavano quei giovani che in tutto e per tutto - nasi, bocche, capelli, camicie, basette - erano come noi? Cosa avevano in meno (perché in più, di sicuro, non avevano NIENTE)? Cosa hanno dato a noi, in questi anni, per renderci tanto addomesticati? Che tipo di veleno al cloroformio ci hanno mischiato nei caffé lungo tutto questo tempo? Non rimane più nessun "Giusva" in questo pianeta? Ed è un bene? L'ultima parvenza di idealismo (un po' confusionario) l'abbiamo davvero avuta con Carlo Giuliani? E' la piazza con i palloncini la risposta allo spontaneismo armato che c'era un giorno? Il fatto che oggi la gente manifesti senz'armi e senz'anima è una conquista o una rinuncia?

narHo paura che stiamo affogando di vita. Stiamo annegando nella comodità. Forse è questo? Servono degli eroi molto più eroi di un tempo per lasciare sotto al letto le scarpe da ginnastica costose e indossare gli scarponcini da guerriglia. Servono anime più spesse, robuste.

Di certo non può servire una società peggiore di questa a movimentarci. Siamo già al fondo, anche se limite al peggio - è chiaro - non c'è. Ecco il motivo per cui, dopo aver guardato la trasmissione con F. stanchissima accanto a me, sono andato a fare un giro in zona Balduina. Non lo so: se dovessi dire il motivo REALE per cui ho voluto esprimere così la mia riflessione esistenziale, ebbene non lo so (magari avevo solo voglia di pizzette); ho guardato i palazzi, ho guardato i negozi. Dice che lì, al civico 223 sono successe certe cose; adesso c'è un negozio non ho capito bene di che. Ho ridisceso via delle Medaglie d'Oro con la macchina in folle: si sente meglio il rumore dell'asfalto sotto le ruote. Ho girato a destra per Via Elio Donato e non ho resistito: ho comprato due euro di pizzette bianche e me ne sono andato via con quel cartoccetto marrone. Ho sorriso a un cane, un barboncino che saltellava come un grillo. Sono risalito in macchina e, dopo la manovra, ho addentato la mia prima pizzetta bianca: buonissima. Al semaforo ho guardato la mia pizzetta bianca addentata per metà: c'era la perfetta mezzaluna del mio morso impressa sopra. Sembrava Pac-Man.

nar3Ho guardato ancora un po' la mia pizzetta in mano: ho guardato anche i cartelloni pubblicitari dei centri dimagranti e un bel po' di finestre accese alle due di notte. Ho finito la mia pizzetta con un altro morso e, per un attimo, ho perduto la concezione del bene e del male: se sia meglio un ragazzo che ammazza un altro lanciandogli un sasso dal cavalcavia o se sia meglio Fioravanti che spara a bruciapelo spargendo cervello per motivazioni radicate, precise e rispettabili; se siano meglio 27 ergastoli oppure cambiare la Costituzione. Ho frugato nel cartoccetto marrone e ho afferrato un'altra pizzetta: l'ho guardata per qualche secondo, abbandonando la vista della strada, e ho provato la sensazione che, solo volendo, un sacco di cose - veramente tante - le avremmo potute cambiare.