Questa è una riflessione sui blog che si rende necessaria. Ed è una riflessione piena d'amore, non di odio. Vi faccio una domanda, così partiamo subito: voi quanti blog leggete? Perché mi sono accorto che, tutto sommato, io non leggo nessun blog. Non leggo nemmeno il mio, di blog, quando non ci scrivo io. Questo è un dato, del tutto personale, che mi ha però stordito nel momento stesso in cui una conversazione via mail con Antonio me l'ha tirato fuori; giuro che è così. Seppure con qualche eccezione, fuori di iperbole, posso realmente asserire che io non leggo nessun blog.
L'ORIGINE DEL MALESSERE: DA MEZZO A FINE
Al di là di quello che faccio o non faccio, c'è evidentemente qualcosa che non va in questa blogosfera. Sono deluso. La blogosfera italiana si straparla addosso e non arriva mai a niente. E' arrivata a qualcosa, giorno presente diciottodicembreduemilasei? A me non pare. Siamo tizi che si divertono a scrivere sulla Rete, mentre fanno altro (magari molto bene). Qualche volta ne indoviniamo una, ma succede assai di rado. Siamo convinti di essere la Grande Novità del XXI secolo, la risposta definitiva a... (non si sa bene che), l'incipit organico del cosidetto Web 2.0. (Time ci ha messi in copertina oh!) Forse è così: ma che abbiamo oggi per crederlo? Dico questo con l'amaro in bocca: perché io AMO fare blog, ci passo ore, e sono convinto che, a fronte di un grande impegno, potremmo diventare una rumorosa risposta alla scellerata caduta degli dèi dell'informazione. Tuttavia non leggo nessun blog. Eppure vi conosco tutti e vi voglio veramente bene. Sto parlando dei lettori di queste righe: ho in mente i vostri nomi (o nick) uno dopo l'altro e con molti di voi ho mangiato, cenato, bevuto, litigato, discusso, passeggiato, riso, cercato parcheggio. In due anni di tutto questo sono migliorato tantissimo a livello umano e, in diversi momenti della mia esistenza appena trascorsa, se non avessi avuto questo blog mi sarei sentito molto peggio. Sono una persona migliore grazie alla possibilità che la Rete mi offre (e che io provo a sfruttare). Onore a tutto questo.
Ma i blog italiani, ci dobbiamo parlare chiaro adesso, sono quello che sono. Non mi piacciono, non dicono nulla di nuovo, compreso Noantri. E' giunto il momento di una critica globale. Dobbiamo migliorarci, tutti quanti. Perché abbiamo sotto le dita uno strumento potenzialmente devastante: stiamo giocherellando con qualcosa che potrebbe essere più definitivo e impattante del file sharing, della stampa, della libertà d'espressione, della democrazia. Però stiamo giocherellando, appunto. I blog stanno passando dall'essere un mezzo all'essere un fine: ci intervistiamo tra di noi, vi rendete conto? Mentre dovremmo prendere armi e bagagli e produrre informazione; farle NOI le interviste, non esserne l'oggetto.
Ci
intervistiamo
tra
di noi
Stiamo diventando il fine di noi stessi. Una carnevalata, una buffonata, se proprio volete saperlo. (e io ci credo tantissimo. Cazzo, ci ho fatto perfino i biglietti da visita di Noantri!) Non ho fiducia nella democrazia diretta alla Beppe Grillo (il blog ha, di fatto, ucciso Beppe Grillo. La Rete ha nociuto a Beppe Grillo più di quanto gli abbia fatto bene); però credo in una risposta concreta alla democrazia voluta e interpretata dai rappresentanti del potere (e quindi anche dell'informazione). E' quello che potremmo essere: è quello che rischiamo di non diventare mai. Una risposta credibile. Preferiamo prendere e intervistarci da soli; ci diciamo addosso quanto siamo belli (no, bellissimi) e intanto il mondo va avanti, la gente sta tutta da un'altra parte e su venti persone a cui domando, almeno quindici NON hanno un blog, altro che storie. Non siamo nessuno, però ci vestiamo a festa e giriamo con dei bicchierini da cocktail con l'oliva dentro e abbiamo tutta questa parlata con la evve moscia. Sto parlando di NOI, non di VOI. Guardo il mio blog e lo amo come un figlio si ama e mi dico che potrebbe essere - non migliore - infinitamente più UTILE. Certe volte qui dentro arrivano mille persone in una giornata: se io pubblicassi con MONDADORI, non avrei più lettori, è impossibile. Posso levarmelo subito dalla testa, io che nella narrativa ripongo il mio sogno di realizzazione professionale. Allora mi vengono i brividi: mi sento responsabilizzato da una cosa così grande. Voi no? (voi che avete blog anche smisuratamente più visitati di questo) Perché non torniamo a essere un mezzo? Un mezzo per dire qualcosa di forte, decoroso, diverso, onesto e vero a cento, mille, diecimila persone al giorno che - senza ricavarne un soldo - vengono a visitarci e non solo: commentano, mandano mail, accettano di uscire di casa e venire a cenare tutti insieme, quando si organizzano i raduni. Proviamo a uscire dalla spazzatura in cui stiamo cadendo - questo è un manifesto, un invito, un proclama - smettiamola di dare retta ai nostri rappresentanti auto-eletti. Siamo (ma stavolta dovrei dire SIETE) andati dietro per mesi a S-e-l-v-a-g-g-i-a L-u-c-a-r-e-l-l-i, mentre l'esistenza virava in tutt'altra direzione e ci faceva ciao ciao con la manina, ormai distante. E' doveroso gridare che S-e-l-v-a-g-g-i-a L-u-c-a-r-e-l-l-i non può insegnarci nulla. Non può darci nulla. Non può essere utile a nulla. (se non come starlettina da reality show. E in questo caso, de gustibus)
IL MIO RAPPORTO CON I VOSTRI BLOG
Non leggo nessun blog. Il migliore blog italiano è quello di Babsijones. Il blog di Babsijones è una risorsa culturale necessaria all'Italia e leggerlo è un dovere (a proposito, dov'era lei alla Fiera del Blog?): ebbene, dal blog di Babsijones (che è il migliore dei blog possibile) io tiro un fuori UN post ogni nove, undici giorni. Solo con tale frequenza posso dire di leggere un INTERO post delblogmigliorecheesiste (blog che ha sfornato una delle cose migliori che mi sia capitato di leggere da quando USO Internet, questa). Il blog migliore che c'è io lo leggo quando capita e molto difficilmente ne traggo post che riesco a leggere per interi. Il resto è uno sfogliare veloce e sragionato. Leggo chi conosco personalmente, leggo chi trovo simpatico, leggo chi mi legge, leggo le bloggeresse con le tette di fuori, leggo chi è di Roma Nord come me (un semplice senso di appartenenza. Quella cosa che ti fa sorridere quando vedi in un film o in una trasmissione inquadrata una via che conosci bene). Leggere così (e quindi scrivere così) è poco, troppo poco. Non giustifica il fatto che ci hanno messi in copertina su Time. E se pensate il contrario siete disonesti e fate male alla blogosfera, fate male a noi.
Senza contare che c'è pure una dispersione di interesse che ha del mostruoso. A volte mi stupisco del successo di certi blog (come mi stupirei se, ogni sera, 15 milioni di persone si piazzassero davanti al Tg4, affari miei insomma, e i 15 milioni liberissimi di essere tali). Faccio un esempio, non se la deve prendere anche perché vive di vita propria e non ha certo bisogno delle mie parole buone: uno dei blog più visitati della rete è il blog d Sw4n. Ora, il blog di Sw4n (Sw4n, so che fai l'onore di leggermi e spero perdonerai: sto giudicando il tuo blog NON te) è uno dei blog peggiori che si siano mai visti. Non parla di niente e, comunque, ne parla male, in maniera vacua, vuota. Ma è una scelta; non è roba per Sw4n fare blog, si vede che fa altro nella vita, che non ci perde tanto tempo, che non gliene frega niente di tutte queste menate (beato lui); eppure è un boom totale. Ogni giorno da lui passano montagne di persone: e io - da appassionato forse troppo focoso - ho il terrore di tanta gente che ogni giorno si mette lì a leggere il NULLA.
L'UNICO CHE HA FATTO UN PASSO AVANTI: DAVEBLOG
Io l'ho criticato, Dave, ma Dave è l'unico, tra tutti noi, che può dire di aver fatto un passo avanti decisivo. Il blog di Dave è clamoroso. Prima lo leggevo tutti i giorni, da qualche mese (lui lo sa) molto meno: ma è un problema mio e pace. Dave cos'ha fatto? Dave senza una sola parola di troppo, senza una parolaccia, senza una donna nuda, senza partecipare mai a nessuna blog-fest, nessuna fiera, nessuna trasmissione radiofonica, nessuna intervista, nessun aggregatore, nessun piùblog, restando SEMPRE se stesso (un blog che sproloquia sui fatti della televisione), facendo tutto questo Dave ha passato la soglia. E' diventato famosissimo NON solo tra i blog: i post di Dave vengono ripresi in televisione (l'ha fatto più volte Daria Bignardi) e non al fine di dire: "Guardate bambini, questo è il testo di un blogger, vietato lanciargli noccioline", ma per alimentare un dibattito. La Bignardi, come dicevo, ha preso delle riflessioni di Dave dal Daveblog e le ha sbattute in faccia agli ospiti della sua trasmissione per dare un valore aggiunto all'intervista. I vip che Dave sbugiarda sul proprio blog passano tutti, chi prima o chi dopo, nei commenti e interagiscono con i lettori e con Dave stesso. La Lucarelli ha salutato il Daveblog, e i lettori del Daveblog, durante un confessionale di uno dei vari Reality Show a cui ha partecipato. Perché fa voto, questo. Leggere il Daveblog è cosa buona; se sei un Vip e Dave ti critica (o ti prende per il culo) ti va bene. Vuol dire che sei un Vip che conta. Il blog di Dave è l'UNICO blog che ha fatto quello che dovremmo fare tutti prima di poterci dire arrivati, prima di poterci fare intervistare (da altri blogger semmai...).
IL DIASTEMA
Concludendo, ha incredibilmente ragione Alberto quando scrive che la blogosfera italiana gli sembra uno di quei grandi sorrisi spalancati e bellocci, tra i cui incisivi c'è però infilato un bel ciuffetto di insalata verde. Alberto ha ragione, e lui è uno di quelli famosi che fa parte della celebre conventicola, quella che tutti diciamo di odiare ma che di cui tutti vorremmo far parte. Alberto è un (ex?) figlio di Macchianera e, al momento, la sua è la migliore metafora che abbia trovata in giro. Riassume perfettamente lo stato di colpevole povertà in cui si barcamenano i blog nostrani. Aggiungo che non è tanto l'imperfezione del diastema a preoccuparmi, quanto il fatto che sorridiamo e sorridiamo e - nonostante la massiccia presenza di specchi - non ci accorgiamo del difetto e, indefessi (ma fessi), andiamo avanti.
(e ora, se volete, aggreditemi, ma è questa la cosa più vicina a una lettera d'amore che abbia mai scritto dai tempi delle medie)
un po' di rassegna stampa (in aggiornamento):
- ottimo pezzo di Massimo Mantellini >>> click
- critica alla mappa blog di gaspar torriero >>> click
- ancora chiarezza sulla mappa blog di stragatto (su piùblog) >>> click
- una cosa bellissima: il blog di un 92enne canadese >>> click
- qui un'intervista (in inglese) al vegliardo internauta di cui sopra >>> click