martedì, 25 marzo 2008

Domani.
Categoria:blog, scritto da stefano havana


Domani ricominciamo col blog.
(credo)

Intanto festeggiamo il post più breve della storia di Noantri.
(questo, ovvero il numero 1305)

Certo, mi piacerebbe dirvi che siamo in ferie per le VACANZE PASQUALI, ma la verità è che siamo rimasti qui. (che poi io non le ho mai capite le VACANZE PASQUALI? Dove sarebbero queste VACANZE PASQUALI? La Pasqua cade di domenica, quindi è già festa di per sè. E allora? Lunedì? Sarebbe il lunedì LE VACANZE PASQUALI? E allora perché la gente sta fuori una settimana? Come funziona il PONTE DI PASQUA? Comincia il venerdì e finisce il martedì? E in base a cosa? A chi fa comodo?)

p.s. apprendo solo in questo istante che la vittoria dello scudetto da parte della Roma non è la notizia più tragica della settimana. Il 20 marzo, infatti, è deceduto, all'età di 84 anni, Capitan Findus. Sono molto in ansia, a questo punto, per Giovanni Rana, il signor Amadori e Mr. Tonno Nostromo.

(il notaio mi fa notare che questo post, il numero 1305, che concorreva seriamente per essere il più breve della storia di Noantri, ebbene, non lo è più)

venerdì, 29 febbraio 2008

Inter-Roma 1-1
Categoria:blog, scritto da stefano havana


Anche se Andy Capp non lo ammetterà mai, il motivo per cui questo blog, negli ultimi giorni, ha latitato, è dovuto ad Inter-Roma.

Succede che noialtri, Andy Capp ed io, ci accordiamo sulle cose da scrivere qui sopra, in modo tale da non sovrapporci. Succede anche che per alcuni giorni io non possa scrivere per motivi riconducibili a quella cosa che si fa tra un post e l'altro, ovvero sia la Vita; ed è proprio in quei giorni, di solito, che io sono certo di potermi appoggiare sulla puntualità, la professionalità, la precisione e la grande sapienza di Andy Capp, il quale non a caso figura nella testatina in qualità di curatore di questo stesso blog quanto e più di me. Stavolta non è andata così e se non fosse stato per il diario di viaggio di Alberto (certamente una tipologia di post parecchio rara qui dentro) Noantri sarebbe rimasto desolatamente inaggiornato.

Il motivo vero, unico ed ASSOLUTO per cui questa cosa è successa - cioè che Andy Capp, per una volta, non ha saputo prendere in mano la situazione - come dicevo è riconducibile al pareggio che l'Associazione Sportiva Roma ha meritatamente conquistato allo Stadio San Siro contro l'Internazionale Football Club. (la Roma è la classica piccola che riesce a dare molto fastidio a una grande. E' un meccanismo molto noto nel campionato di calcio, questo, cioè che una piccola squadra senza attributi riesca, per motivi illogici e del tutto impronosticabili, a vincere un considerevole numero di partite)

L'1-1 che ha preso forma a Milano, ha perciò creato dei disagi nella mente e nel fisico del Nostro - come nella mente e nel fisico di tutti i romanisti - il quale - sempre come tutti i romanisti esistenti - credeva fino a tre giorni fa di andarla a fare franca nel tempio del calcio, salvo poi doversi ritrovare sveglio, sudato e imbrigliato da lenzuola sgualcite. La bile, per chiamarla come lui stesso ha fatto in un recente sms arrivatomi subito dopo il fischio finale della suddetta sfida di calcio, ha fatto sì che il signor Andy Capp, romanista vero e arcigno e rispettabilissimo, per carità, non producesse NIENTE di significativo e meritevole di pubblicazione qui dentro, ciò ancora una volta a significare come il pallone sia realmente la bilancia della nostra altrimenti vuota esistenza.

Peccato, perché mi sarebbe assai piaciuto poter leggere ANCHE qui dentro di complotti, di malafede, di arbitro venduto, di juventus, di brigantaggio, di furto, di latrocinio, di evidente associazione a delinquere, di nuovi gobbi, di marione, di te la dò io tokyo, di frame alla moviola, di capitano, di ciuccio, di claudio amendola, di cesaroni, di antonello venditti, di ingiustizie, di espulsione incredibile (ah ah ah) di totti capitano coraggioso, di CUCCHIAI, di aurelii, di Max Leggeri, di rabone, di campionato falsato, anzi, come ho sentito dire, di pseudo-campionato, di malafede, di sudditanza psicologica, di minacce ai commentatori Sky (ah ah ah) di moggi, di triade, di persecuzione. Speravo sul serio di aprire il blog e, proprio in mancanza di altro, ritrovarmi a leggere di queste meravigliose perle giallozozze: giuro che darei un braccio, adesso, per essere tifoso dell'Inter e sentirmele tutte quante, una dopo l'altra, queste perlacce, a braccia conserte, fumandomi un sigaro e spargendo la cenere sui capi prostrati dei rosiconi.

Invece niente. Inter-Roma 1-1, con quell'esultanza da uomo vero di Zanetti, alla Tardelli, sguaiata, urlata, del tutto superiore alla presenza arruffona e silenziosa dei tifosi avversari, invece proiettata soltanto alla propria gioia, Inter-Roma, dicevo, purtroppo non ha prodotto niente di tutto questo.

Ma io so che Andy Capp tornerà.
Una vittoria (ma anche uno 0-0) al Santiago Bernabeu e tornerà.
Auguri.

Zanetti_noantri

lunedì, 11 febbraio 2008

Stop
Categoria:blog, scritto da stefano havana


Londra, cibo globale

Tornato da breve vacanzina NECESSARISSIMA a Londra con amici Davide, Diego e Mirko. (no, non quello di Kiss Me Licia, un altro) Stop. Tantissimo lavoro arretrato, mail da rispondere e telefonate da fare. Stop. Servirebbe urgentemente vacanza per riprendermi dalla vacanza. Stop. Il terzo aeroporto di Londra, Gatwick, è dieci volte migliore di Fiumicino e Malpensa messi INSIEME. Stop. I londinesi sono folli. Stop. Londra non è una città a misura d'uomo, soprattutto se quell'uomo sono io. Stop. Però Londra è una citta a misura d'uomo, nel momento in cui a quell'uomo piacciono le ragazze coi tacchi. Stop. C'è anche da dire che le uniche ragazze che mi siano piaciute, a Londra, e con cui io abbia chiacchierato, in un modo o nell'altro, NON erano inglesi. Stop. Amici Davide, Diego e Mirko - rientrati qualche ora dopo di me - hanno confuso l'orario locale con quello italiano e hanno perduto l'aereo. Stop. Passata la notte sui divani di Starbucks. Stop. Stanno bene. Stop. Se capitate a Londra non pernottate all'Hannover Hotel, zona Victoria Station: fa schifo, molto più schifo di quanto possa fare schifo un pessimo albergo inglese. Il cibo globalizzato sta facendo e ha fatto più danni dell'aids. Stop. Alla fine delle parole plurali ci va la esse, cazzo. Stop.

Londra, indicazioni stradali

La mia passione fotografica: i ponti

[altre foto scattate a Londra, se doveste ritenerlo curioso]

sabato, 10 novembre 2007

Il Decalogo mafioso di Noantri
Categoria:blog, scritto da stefano havana


"Giuro di essere fedele a Noantri. Se dovessi tradire le mie carni devono bruciare come brucia questa immagine".

bruciare

  1. Non ci si può presentare da soli ad un altro blog, a meno che non sia tenuto da una blogger bona.
  2. Non si linkano blog di amici nostri, a meno che non siano veramente degni.
  3. Non si fanno comparati con le blogstar.
  4. Non si frequentano né barcamp e né FIERE sui blog.
  5. Si ha il dovere in qualsiasi momento di essere disponibile a Noantri. Anche se si è troppo ubriachi di Negroni.
  6. Si rispettano in maniera categorica i commentatori.
  7. Si deve portare rispetto a Stefano Havana.
  8. Quando si è chiamati a postare si dovrà dire la verità.
  9. Non ci si può appropriare di post che sono di altri blog e di altri blogger.
  10. Non può scrivere su Noantri chi ha un parente stretto che scrive su Macchianera e chi ha tradimenti sentimentali con Luca Sofri, e infine chi pretende di avere un comportamento integerrimo e che tiene eccessivamente ai valori morali.

giovedì, 01 novembre 2007

La rivoluzione dal basso è una rivoluzione del cazzo (un post volutamente senza link)
Categoria:blog, dissenso, scritto da giggimassi


Ma guardatela com'è ridotta, la cosiddetta blogosfera, a pochi anni dalla sua esplosione. Guardatela bene, intendo. Osservatela nei suoi gangli vitali. Il primo blog italiano, quello di quel signore che un secolo fa faceva Te lo dò io il Brasile, non è un blog. Su altri, cliccatissimi blog, come quello di mistermiliardo/Clarence si fanno dei post a pagamento per le multinazionali del rasoio (è finito il miliardo?). I cosiddetti maggiori blog tecnologici, copiaincollano i comunicati delle aziende. Hey ragazzi, l'azienda della mela morsa vi regala un tappetino da mouse. E giù commenti entusiastici. Oppure si sprecano centinaia di parole per spiegare come si installa un print server (perdio, io reclamo il diritto di fregarmene bellamente, di come si installa un print server, se tutti sapessimo non solo cos'è, ma come s'installa un print server, voi smanettoni sparireste dalla terra).

Poi ci sono gli intellettuali: come quello famosissimo, col blog che cita un filosofo, beh, lui è un intellettuale col blog chiuso, bel modo di confrontarsi con la realtà. Questo è il nuovo che vi avevano promesso. Questo è.

Si fanno inutili e autoreferenziali barcamp (dove i maschi vanno per rimorchiare, non lo ammettono ma vanno per rimorchiare; il che è obiettivo per nulla disprezzabile, ma che lo si dica chiaramente; le femmine vanno invece per farsi lincare: lincami tutta, diceva non mi ricordo chi, ma era una intelligente).  

Tutti, insomma, si parlano addosso. E' la big conversation delle troiate. Non c'è un'idea vera, nuova. Non c'è una Fontana di Trevi colorata di rosso, per intenderci. Lo schiaffo e il pugno, niente. Conformismo e banalità ovunque. Partigianerie puerili e incapacità di guardarsi dall'esterno. Sia chiaro che non ce l'ho con una certa, perfino gradevole superficialità, e tantomeno ce l'ho col cazzeggio [basta leggere il mio blog...]. Ce l'ho, al contrario, con chi aveva venduto la palla della rivoluzione blogologica.

E' incredibile come dietro ogni rivoluzione - vera o presunta - ci siano dei cattivi maestri che dai loro salotti, col sigaro in mano, ridono dei coglioni che li seguono. Che li seguiranno sempre.

Quei coglioni siamo noi. Siete voi.

La cultura. I libri dei blogger, eccezion fatta per [non mi vengono in mente eccezioni], rimangono libri di qualità scarsa o nulla. Libri che non incidono, libri che passano in un amen. Voi quanti ne avete letti, finora? Ne ricordate non dico un capitolo, ma una frase? Ci si avvita in sterili polemiche letterarie senza capire che anche la polemica, al di là dei torti e delle ragioni, ripete l'errore dei media tradizionali: creare il caso in un paese che ha bisogno di casi, per prendere un libro in mano. Pubblico dimmerda e popolo bue. Lo stesso dei blog, incazzatevi pure ma io la penso così.

Lo vedete da soli che i blog sono una colossale presa per il culo. Altro che rivoluzione. Mi fanno ridere questi guru che si sbattono per spiegarci le magnifiche sorti e progressive della blogosfera, il tutto per farsi offrire il viaggio a Los Angeles dall'azienda della mela morsa. Hey ragazzi, in palio un tappetino eccetera.

La politica: devo citare ancora il caso Adinolfi per sostenere che i blog non hanno [ancora] nulla da aggiungere ai mezzi tradizionali di formazione del consenso? Devo citare il declino evidente, nei contenuti e negli obiettivi, del primo aggregatore dei blog del centrodestra? Devo citare, dall'altra parte, il flop dell'aggregatore di centrosinistra? Perfino Mastella e Di Pietro hanno aperto un blog, loro sì che son giovani: la lingua italiana è ancora lì che si strugge, in gramaglie. E poi hanno le loro redazioni e curatori. Non sono, appunto, dei blog.

Qui è tutto un guardarsi l'uccello per vedere se, hai visto mai, cresce dall'oggi al domani. Ma questo già esiste nella vita reale [e no, non cresce, il mio per esempio è lo stesso da quindici anni].

Dai blog, compreso il mio s'intende, compreso perfino Noantri che mi ospita [grazie], e che considero una delle poche zone davvero libere della blogosfera, beh, mi dispiace ma: dai blog non è ancora venuto nulla.

Se non una formidabile presa per il culo.

[Mi infilo in questo post - sono Ste, ciao a tutti - per segnalarvi che, come avrete già capito, da oggi su Noantri scriverà anche l'amico Giggi Massi. Conosciuto nel virtuale mondo dei blog, l'amicizia s'è fatta avanti a colpi di gomitate, sputi, litigi e controversie fino a sfociare con grande piacere nella Vita Reale. Di lui ho sempre detto: spesso la pensa all'opposto di noi, ma la pensa all'opposto con grande intelligenza. Il mio sogno è sempre stato quello di far diventare Noantri una Factory del Dissenso, dove il dissenso stesso fosse funzionale al fuoco sacro della polemica e della discussione costruttiva: Giggi è uno che ha dentro questo meccanismo della comunicazione che tanto mi/ci piace. Spero che il suo avvento qui sia il primo passo verso la Factory del Dissenso che ho sempre sognato. Gratis, carnale, onesta e LIBERA. Senza perdere l'amore per il Cazzeggio. Ciao Giggi, benvenuto tra noi.]

martedì, 23 ottobre 2007

Il karateka
Categoria:blog, scritto da stefano havana


Faccio una riflessione.
La cifra dei blog italiani, secondo me, si intuisce adesso, giusto dopo le Primarie di Veltroni. E' da queste, dalle Primarie, che si vede che all'Italia, dei blog, non gliene frega una cippa, hai voglia a dire. Possiamo anche stare qui a disquisire sul criminoso ddl cospiratore, adducendo scricchiolanti dietrologie per cui il Governo si è messo a tavolino a pensare al modo di far tacere la pericolosissima cricca d'internauti portatori di verità scomode; tuttavia così non è, sebbene cada lungi da me il voler sminuire il pressappochismo di un decreto legge che, si vede, a malapena è stato letto da chi di dovere. (e per sua stessa ammissione: Gentiloni.)

Anzi, non voglio parlare affatto di politica.
La riflessione verte sui blog: ogni tanto me ne viene fuori una.

karatekaDicevo che all'Italia gliene frega una cippa dei blog. Mi chiedo a questo proposito: come mai Mario Adinolfi, sul suo blog, che ho seguito apposta negli ultimi giorni, non si è interrogato, MAI, sul sesquipedale calcio in culo che s'è preso dall'Italia tutta? Me lo chiedo perché secondo me è anche da quello che si capisce la cifra dei blog italiani: parliamo solo noi, dei blog, ve ne siete accorti?, solo noi che i blog li abbiamo, solo noi che ci scriviamo. Solo a noi sembra sempre che questi blog siano tutto il mondo possibile, mentre invece, poi, appena mettiamo il naso fuori ci accorgiamo, semmai, che c'è tutta una sterminata distesa di gente che non sa nemmeno cosa sia, un blog, tipo quei tre o quattro milioni di persone che, potendo votare Adinolfi come alternativa a Veltroni, hanno semplicemente deciso di non farlo, perché, di fatto, non sapevano manco chi cazzo fosse Adinolfi, eccezion fatta per un pugno di otto, novecento persone che invece hanno scelto di preferirlo. Questa è la cifra dei blog italiani. Un tizio in shorts che blatera per tre mesi sulla democrazia diretta (ma voi fareste pilotare un aereo di linea da un veterinario?) e che poi si ritrova con 1000 voti TUTTI di blogger.

Avete presente quella tipica scena dei cartoni animati? Quella dove ci sono un karateka e un pistolero a confronto: e allora il karateka si mette a fare duemila movimenti, strilla come una puttana, fa quei gesti con le mani, salta, sfida il pistolero a farsi sotto e, alla fine, il pistolero, fa uno sbadiglio, tira fuori la pistola e fa secco quel cazzo di karateka. Ce l'avete presente?

Ecco, i blog sono il karateka.

Ora, se voi avete idee per migliorare la "nostra" credibilità, fatevi avanti. Io dico che sarebbe ora di creare più CONTENUTI che pugnette. (date un'occhiata ai commenti, quindi vomitate e infine ditemi se non sarebbe ora di un bel ddl SERIO che imponga un patentino di attendibilità per chiunque voglia scrivere pubblicamente sul Web)

>>> Un post molto importante sull'argomento

domenica, 20 maggio 2007

Adesso sono felice
Categoria:blog, scritto da stefano havana


voantri

Dal disclaimer: "Questo blog nasce per smontare le idiozie scritte e dette su Noantri". Il lancio, meraviglioso: "Dirlo senza averci pensato bene sopra è un'idiozia".

Non so chi sia stato (anche se l'indirizzo ip un enoooorme indizio me lo dà) ma vale la pena della standing ovation.

In una sola parola: grazie!
E anche un consiglio: questo!

giovedì, 10 maggio 2007

Noantri c'è (come la Ceres)
Categoria:blog, scritto da stefano havana


Dopo un periodo di blog-crisi personale, devo dire che il mio amore verso lo strumento-Noantri è tornato a splendori fulgidi, croccanti. Sono di nuovo in quella fase in cui, lontano da casa e dal computer, mi metto lì a pensare al blog, a cosa stia succedendo nei commenti, eccetera. Ci sono stati tanti, tanti bei dibattiti interessanti ultimamente, che la metà sarebbe bastata. Sono contento, grazie a tutti. E grazie ai Wu Ming che hanno inserito un post di Noantri all'interno della loro Newsletter e in calce all'home page del loro sito Web. Dimostrando inusitata ironia, tra l'altro. (d'altra parte i commenti a quel post dimostrano che gli è convenuto: la gente, leggendone, ha dichiarato di essersi messa a scaricare i loro libri)


[clicca per il formato originale]

E questa è di certo la cosa più prestigiosa che sia successa a questo blog, dopo naturalmente, la possibilità dataci dalla Rai di produrre dei servizi per Rai Educational.

A proposito di questo, ecco, volevo dire a chi fosse interessato, che domani venerdì 11 maggio alle ore 9.45 del mattino andrà in onda su Rai Due il nostro secondo reportage per la trasmissione Un Mondo a Colori, dopo quello dell'11 aprile scorso. Questa volta l'ho firmato insieme ad Alberto Puliafito, prestigioso regista e autore, nonché blogger e amico, insieme all'aiuto imprescindibile "dietro le quinte" di Andy Capp. Se siete appassionati di cucina, non dovreste perdervelo.

Mi farebbe piacere se ce lo faceste sapere, qualora notaste dei miglioramenti rispetto al primo servizio. Grazie davvero, è un piacere condividere queste cose con voialtri.

lunedì, 16 aprile 2007

La mia scelta
Categoria:blog, scritto da stefano havana


(Questo post si candida ufficialmente ai "Poverino's", geniale tormentone inventato da quelle brillanti teste calde di magenta & woland)

Ho deciso di chiudere i commenti ai miei post.
Nel senso che i post di AndyCapp, o degli altri abilitati, saranno regolarmente aperti ai commenti. Ma non i miei. Userò le righe seguenti, prima ancora che per spiegare le mie motivazioni, per anticipare le vostre accuse. Che saranno, (o sarebbero state, giacché i commenti saranno chiusi, essendo questo, in effetti, un mio post) più o meno, queste tre, mescolate a piacimento come i colori primari:

  1. Ma chi ti si incula, fai come cazzo ti pare.
  2. Sei un egocentrico compulsivo, meriti di crepare in una grotta piena di merda di pipistrelli.
  3. Sei un viziato di merda, appena qualcuno non è d'accordo con te fai come Batistuta quando si tolse la maglia, dopo un fallo non fischiato, e non ne voleva più sapere di giocare.

Non voglio, adesso, io smentire o confermare la presunta fondatezza di queste accuse (che io sia viziato, è un dato di fatto. Figlio unico lo sono sempre stato e spesso è successo, uscendo molto di fretta alla mattina, che alla sera mi sia ritrovato il letto rifatto da mia madre ma, in generale, sono anche altre le cose che fanno di me una persona tipicamente viziata, per esempio il fatto che a 27 anni sono dell'idea che le mutande mi si lavino da sole e che i vestiti usato raggiungano autonomamente cassetti dal pavimento della mia camera), voglio solo dire che dopo questo post ho il "cuore infranto" (è messo tra virgolette perché voglio credere di non avere il cuore veramente infranto, bensì solo l'anima poco poco disillusa, solo che "cuore infranto" mi pare regga molto meglio l'impatto con la grandezza della mia decisione. Perché la mia è una decisione GRANDE, gigantesca, assoluta, perché trascende ogni mia convinzione sulla natura del blog e chi mi è stato accanto in questi due anni e oltre di Noantri sa quanto io mi sia sempre battuto a proposito dell'importanza dei commenti nei blog), ebbene, stavo dicendo, che dopo questo post ho il "cuore infranto" perché mi sono reso conto che, con tutta probabilità, Noantri è letto da persone che con ME non hanno nulla a cui spartire.

Vengo così incontro a una vecchia e ormai celeberrima polemica nata sul blog dei blog, quello di Babsi Jones, la quale scelse a suo tempo di togliere ai lettori la possibilità del commento, proprio per una certa disilluzione nei confronti degli stessi: mai avrei creduto di poter prendere in considerazione un'ipotesi identica, invece eccomi qua. Chiudo i commenti ai miei post, non per protesta tout court, ma perché non mi interessa avere scambi con la tipologia di lettori che è emersa dopo la pubblicazione di questo post.

(Rimango ogni volta basito dal livello semibestiale di alcuni commenti. Più passa il tempo più diffido del concetto di pari dignità delle idee: ha scritto l'amico Viceré e io gli dò ragione. Sono mesi che ho capito di non essere virtuoso a tal punto da comprendere a fondo la libertà d'espressione)

Abbiamo voluto pubblicare un video che mostrava, senza l'ombra del minimo dubbio, il cattivo comportamento dei poliziotti italiani allo Stadio Olimpico di Roma. Se voialtri siete a favore delle forze dell'ordine a OLTRANZA, io questo lo rispetto poco ma lo devo accettare e non chiudo i commenti. Se voialtri guardate un video in cui dei poliziotti italiani manganellano dei minori e una signora e dite che in quel video nessun poliziotto italiano manganella minori e una signora, io mi incazzo, invece, e chiudo i commenti. L'unico motivo è questo: con il corollario di un'altra questione. Quella, italianissima, di ridurre tutto a una questione politica: io vedo un nugolo di poliziotti che manganella della gente inerme, mi indigno all'ennesima potenza, ergo sono un komunista di merda. Nessuno che abbia avuto l'onestà di riflettere a proposito del fatto che i poliziotti, buoni o cattivi che siano, non possono essere paragonati agli hooligans, o semplicemente alla gente normale. I poliziotti, buoni o cattivi che siano, indossano una DIVISA e una divisa pesa, come scritto brillantemente da qualcun altro. Si dà il caso che i poliziotti non dovrebbero farsi prendere dal panico in una situazione critica e invece, nelle situazioni di panico degli ultimi anni, i poliziotti (e le istituzioni responsabili, certo) hanno fatto più morti ammazzati degli incidenti stradali.

Perciò, in un video che dimostrava l'inefficienza, ancor prima che la violenza e il furto, di alcuni poliziotti italiani, nei confronti dei quali io nutro una stima propria a quella che provo verso i pedofili, con un'aggravante di meno, però, cioè che i poliziotti non sono (o non dovrebbero essere) malati, in un video così, voialtri cosa ci avete visto? La signora che sta dove non dovrebbe stare (bugia), le cariche dei tifosi (bugia), una situazione di pericolo (bugia), degli ubriaconi (bugia), il fatto che io sono komunista (questa è vera, però senza kappa).

L'attacco personale - tu dici stronzate/no, le stronzate le dici tu - non mi avrebbe spinto di certo a chiudere i commenti ai miei post. Ho deciso di farlo nel momento in cui ho capito che - considerato quello che avete dimostrato d'essere - non ho alcun interesse a leggere moltissime delle vostre opinioni in merito alle cose che scrivo, se siete quello che siete. Non è una protesta: è una difesa nei confronti della mia persona, la quale si indigna troppo per poco e dice il dottore che non va bene.

Non faccio di tutta l'erba un fascio: sono perfettamente consapevole dei tanti lettori che, invece, stimo tantissimo, pure se mi ci attacco a morte, ma tuttavia chiudo i commenti. Tempo fa scrissi un post in cui ringraziavo nome per nome tutti i fantastici lettori e commentatori che allietavano FISICAMENTE le mie giornate (dopo un outing sulla pazzia di questo genio qui, faccio anche io un brevissimo outing sulla MIA pazzia dicendovi che quando leggo i VOSTRI commenti, quando si vengono a creare gli accesi dibattiti su questo blog, io FISICAMENTE godo, mi sento meglio, le giornate mi migliorano, non vedo l'ora di tornare a casa per dirvi la mia, pure incazzata, ma la mia, e solo per questo io dovrei pagarvi una birra a TUTTI QUANTI, per la pazienza che vi prendete ogni volta per leggere, commentare o incazzarvi), ecco, in quel post che ho scritto, in cui vi ringraziavo tutti nome per nome, io ero sincerissimo, così come sono cristallino adesso che vi sto mandando, idealmente tutti a cagare. E' la stessa cosa: e se mi avete apprezzato allora, in un modo perverso dovreste apprezzarmi pure ora. Con voi ho chiuso, non penso di tornare indietro da questa decisione, sebbene il mio impegno nei confronti di questo blog rimarrà il medesimo, giorno dopo giorno.

Ci leggiamo nei commenti dei post degli altri.

giovedì, 29 marzo 2007

Piccoli problemi di blog
Categoria:blog, scritto da andy capp


Una brevissima comunicazione di servizio per gli affezionati lettori di questo blog. Dopo Daveblog e il mio compare di noantri, anch'io sono stato colpito da mal di connessione. Per questo ho serie difficoltà a postare, a lavoro purtroppo non ho il tempo libero necessario. Certo di non mancarvi poi più di tanto mi scuso in particolare con Stefano Havana e con i due parassiti della società Valerio il giornalista itinerante e Federico il Vicerey o Viceré (non l'ho mai capito).

Vi saluto rammentandovi che in questi giorni è stata chiesta una condanna a 5 anni di reclusione per Silvio Berlusconi, che mi piacerebbe moltissimo che il politico fotografato sulla barca da Fabrizio Corona con le puttane e il trans fosse Mastella, che il Partito Democratico non lo voterò mai, che avrei goduto se la Nazionale italiana avesse perso contro la Scozia e che trovo giustissima la trattativa per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo.

mercoledì, 14 marzo 2007

Anche Noantri si interroga sulla misteriosa sparizione di Dave
Categoria:blog, scritto da stefano havana


Ok. Davide sta bene. Lo abbraccio, mi ha fatto crepare di paura :-)
Solo problemi di connessione, pare.

Gli stessi che sto avendo io da 36 ore, tra l'altro. Ma io sono molto più malato di lui e ne ho scovate di santa ragione, pur di potermi collegare di fortuna. Dunque non so quando ci risentiremo, ma ci risentiremo. Nel frattempo, fino a nuovo volere di Libero Infostrada, l'amministrazione di Noantri passa interamente nelle mani di Andy Capp. Che dio ce la mandi bona (e senza mutande).

***

interrogativoQuando, qualche mese fa, parlando ai blog con amore, avevo detto che Dave del Daveblog era l'unico, tra noi, che poteva permettersi certe autorefenzialità (senza comunque concedersele), avevo ragione. Non so se quello che sta succedendo sia un preciso progetto del blogger più famoso (e bravo) della rete, ma certo è che ci troviamo di fronte al più grande caso di risonanza mai registrata per un post che non è nemmeno mai stato scritto.

Dave di Daveblog è sparito.

Da più di una settimana non si hanno notizie di lui. Ha lasciato un post qualunque senza alcun riferimento a una sua eventuale "fuga" e ad oggi questo post (lascito) ha superato il migliaio di commenti: tutti si domandano che fine abbia fatto. Ci sono vaghe eco di reale preoccupazione in tutti i messaggi lasciati dai visitatori. Non solo. La cosa più strana (e che in effetti potrebbe lasciar presupporre una premeditazione) è che la sparizione di Dave coincide con la finalissima di quella vergognosa e immonda trasmissione che è "Amici" di Maria De Filippi, da lui sempre seguita con esuberanti trashcronache commentate e visitate da migliaia di visitatori ogni giorno e consultate anche dai media più tradizionali come la televisione e i giornali. Per la prima volta Dave ha mancato questo appuntamento.

interrogativoSparizione, preoccupazione, migliaia di commenti. Addirittura un blog in cui i lettori del Daveblog propongono valutazioni scherzose e ironiche sulla presunta fine fatta da Dave (al momento la più divertente, a mio parare, è la #60 che recita: "Non è che ha dimenticato la password?").

Sulla sua sparizione si sono interrogati CiccSoft, Wittgenstein, Daria Bignardi, Kblog, atempoperso, mitile, Akille, spettacoli (del famoso circuito blogosfere), coupedetheatre, macchianera: qualcuno comincia ad avanzare ipotesi veramente brutte (io la mia scherzosa l'ho detta, per stemperare. E' questa: altra spiegazione non c'è tranne quella che Dave e il giornalista Daniele Mastrogiacomo siano la stessa persona), ci sono ipotesi poco suggestive e molto pessimistiche. La situazione sta trascendendo i confini della normale accettabilità. C'è anche una petizione online che si preannuncia più sottoscritta di quelle per le liberazioni dei prigionieri in Afghanistan. Vignette come questa e questa, questa, questa, questa e questa di Eriadan, il più famoso vignettista/fumettista della Rete (e non solo della Rete)

Dal punto di vista umano mi auguro con fervore che tutto si risolva in una bolla di sapone. Spero che stia bene lui e spero che stiano bene le persone che lo circondano. 

Dal punto di vista mediatico, però, dal punto di vista critico, quanto sta succedendo è davvero qualcosa di unico: una notizia che poteva essere una boutade sta invece crescendo come il serpente di Snake e sta per oltrepassare un confine non detto per approdare nella rete dei media più tradizionali come giornali e televisione (scommettiamo?). C'è davedi più: per una precisa (e condivisibile) sua scelta, Dave ha sempre rifiutato di apparire in qualsivoglia forma: fotografica, video, telefonica, audio. Non si è mai lasciato intervistare, non ha mai partecipato a feste, raduni, incontri, niente di niente. Esiste, questo è certo: mi sono scritto spesso con lui in passato, quando non siamo stati d'accordo per niente su certe cose e quando invece lo siamo stati moltissimo. Ma al di là di questo, Dave potrebbe essere una donna, un vecchio, un bambino, un omosessuale, un personaggio famosissimo, qualsiasi cosa. Ecco, c'è anche questo da tenere presente. Lo stesso Gianluca Neri, che gli concede lo spazio sul server BlogNation, non lo ha mai incontrato personalmente e oltre al contatto MSN (dice lui) altro non ha. (lo stesso Gianluca si è palesato nei commenti all'ormai celeberrimo Ultimo Post di Dave, cercando giustamente di stemperare certe voci arrivate ormai al parossismo isterico).

Se questo sia un complotto alla Orwell ordito dallo stesso Dave in combutta con il Neri, questo non lo so (il clarenciano Neri non sarebbe certo nuovo ad esperimenti del genere, noi, suoi antichissimi lettori, ce li ricordiamo bene i suoi scherzi sulle pagine di Clarence). Certo, qualcosa che non quadra io ce la trovo: ma preferisco aspettare che la vicenda si sciolga da sola prima di approfondire l'argomento. Nel frattempo un abbraccio a Davide: in ogni caso non avrebbe mai potuto scrivere un post così PERFETTO come questo che non ha scritto.

# Qui una discreta rassegna stampa di blog che stanno trattando la cosa
# Anche il giornalista
Massimo Mantellini si interroga

venerdì, 16 febbraio 2007

Volveran! (post a quattro mani)
Categoria:blog, scritto da andy capp e ste


volveranCaro noantri,
ti chiedo scusa se in questo periodo ti ho trascurato. Purtroppo il tempo a disposizione durante la giornata è sempre di meno e la sera non riesco più a tirare fino alle due di notte per scrivere post appassionati come un tempo. Ma è solo una fase, un momento. Di lavoro e di crescita professionale. E il merito è anche tuo. Non disperare dunque perché le idee, i progetti e anche le opportunità non mancano. In un certo senso stiamo [Ste ed io] lavorando anche per te.

Non posso dimenticare quanto sei stato importante alcuni giorni. Abbiamo condiviso gioia, giubilo e rabbia. Ho conosciuto persone interessanti, mi sono confrontato su temi diversi. Ho capito tante cose e ho anche cambiato opinione come mai mi era capitato in precedenza. Resisti noantri, perché presto torneremo al metodico aggiornamento, alle osservazioni pungenti di sempre.

E queste scuse sono anche per voi, pubblico intelligente, che ci segue sempre con grande partecipazione e affetto. A breve saremo di nuovo noantri, quello vero, che senza di voi non potrebbe esistere. Sulla colonna di sinistra qui sul template una volta c'era una vecchia descrizione con una battutaccia greve che rendeva bene l'idea del godimento che proviamo ogni volta che scriviamo un post e troviamo dei commenti. Lascio l'onore di ricordarla al mio compagno di blog. A presto.
[AndyCapp]

***

volveran1Vedete, io, è incredibile a dirsi questa cosa, non mi sento più - in queste settimane - Stefano Havana. Non so se capite che intendo. Lo capite? Stefano Havana era una persona diversa dallo Stefano che gira per le strade del mondo, che canta le canzoni in inglese inventato in macchina e che si vergogna di chiedere informazioni alla gente quando s'è perduto per la via. Stefano Havana era, generalmente, qui sul blog, su Noantri, una persona ben più antipatica di quell'altro. E non sentendomi più Stefano Havana, non riuscendo più a trovare quei bottoni che, spingendoli, mi facevano diventare così – dove così vuole dire tutta una serie di cose che ciascuno di voi può significare -, non riuscendoci più, fatico perfino a entrarci, in questo blog, e a leggere; figuriamoci a scrivere.

Se Stefano Havana è, come dire, da qualche altra parte, al momento irraggiungibile, io credo che la colpa sia del tempo, non meteorologico (o forse sì, considerato che sto vivendo a botte di Kestine e si sa l'antistaminico quanti disastri porti in termini di sonnolenza e dipendenza), sto parlando del tempo a disposizione per essere Stefano Havana e non quell'altro Stefano, quello che da quindici anni spilla lacrime, sempre, non c'è niente da fare, è più forte di me, anzi di lui, ogni volta che Rocky diventa campione del mondo in Rocky II: perché è quello che ci vuole per essere quell'altro Stefano, Stefano Havana: tempo. E' una cosa da schizzati, me ne sto rendendo conto scrivendone, però dopo attenta analisi (sono due giorni che sto pensando a queste righe) ho capito che il problema è questo, solo questo. Prima era automatico diventare, essere, Stefano Havana, oggi mi costa fatica. Mi viene in mente uno di quei film, avete presente?, c'è uno stereotipo cinematografico e narrativo in genere molto abusato in cui c'è un personaggio sfigato che a un certo punto scopre qualcosa di sensazionale. Che so, superpoteri, magia nera, fantasmi e allora per risollevarsi dalla propria posizione di eterno sfigato, che fa?, decide di rendere edotti della magnifica scoperta anche altre persone, magari quelle stesse che lo ritenevano sfigato e che, naturalmente, non credevano a una parola dei suoi strabilianti racconti. Lo stereotipo di cui parlavo è che, di solito, accade che la magia, davanti ad altri sconosciuti, non si ripeta per qualche motivo e lo sfigato - che NOI spettatori o lettori SAPPIAMO essere nel vero e nel giusto - resti sfigato agli occhi degli altri. Ecco come mi sento: non mi riesce più di diventare Stefano Havana, non mi riesce più la magia che mi portava ad esserlo, il meccanismo. E' come soffrire d'insonnia, però senza il letto sotto.

volveran2Ecco perché qui dentro non ci scrivo più come prima: da Stefano normale, non mi va, non mi viene facile. E per diventare Stefano Havana c'è bisogno di tempo e di tempo, abbiamo detto, qui non se ne vede più l'ombra. Il che mi va molto bene, anche se - in assoluto - preferisco fare niente al fare moltissimo: dell'ozio sento molta più necessità dell'iperattività. Però diciamo che questo è un ottimo momento per avere molto da fare. E adesso è meglio che dopo.

Questa è la storia: questo è il mio, nostro momento. Di natura preferisco non esserci che esserci così e così. Vale per tutto, dai massimi sistemi allo spaghetto aglio e olio: se una cosa deve essere, che sia come si deve. Perfetta, alla massima potenza. Perciò, comunque, non potendo esserci al top, s'è scelto di non esserci affatto. In onore dei vecchi tempi. In onore delle grandi adunanze che ci sono state qui dentro, dei litigi, delle baruffe, dei complimenti, delle meravigliose parole, degli insulti, delle botte, degli schiaffi, delle parolacce, delle bestemmie e di tutto il casino che abbiamo combinato.
Volveremos!
[Ste]

mercoledì, 24 gennaio 2007

Scrittore e giornalista a chi?
Categoria:blog, scritto da stefano havana


oddoDue cose vanno notate di questo piccolo editoriale che il quotidiano epolis mi ha proposto di scrivere. La prima è il titolo della rubrica (settimanale, per ora). Il titolo è NOANTRI (il link, spero, seguirà a breve). La seconda cosa da notare è la dicitura che accompagna il mio nome e cognome: SCRITTORE E GIORNALISTA. Posso ufficialmente dire che neanche mia madre ha mai avuto parole tanto adulatorie e benevolenti: non so bene, ma credo di dover ringraziare, per questo, l'eccessiva stima (erroneamente riposta nei confronti della mia persona) del signor Gianfranco. Ciao Gianfranco (qualora aveste voglia di leggere il prosieguo del pezzo - ma ci sono cose molto migliori da leggere nei giornali di oggi - potreste recuperarvi il quotidiano, anche online, a questo indirizzo: www.epolisroma.it. Ma, davvero, quando ne varrà la pena sarò il primo a dirvelo. Per oggi conservate byte e diottrie).

p.s. dovrebbe seguire, mi rendo conto, oltre a questa puttanata riempitiva, tutta una serie di spiegazioni sul perché questo blog - senza possibilità di difesa alcuna - stia oggettivamente languendo da qualche giorno a questa parte. L'aggiornamento quotidiano che ci siamo imposto pare decaduto: le motivazioni, è naturale, non vanno addidate a questa mera striscia editoriale qua a sinistra, bensì ad altri lavori in cui siamo, anima & core, Andy Capp ed io affaccendati. E' un lavoro che ha una scadenza ed è un lavoro che riguarda un campo dell'informazione in cui noi due non ci siamo mai mossi: dunque stiamo reinventandoci, nel tempo che ci resta della giornata, per portarlo a termine all'ennesima potenza. Vi daremo conto di questa bella esperienza, perché si porta dietro tutto un racconto di coincidenze ed eventualità che valgono la minima pena di un post. Nel frattempo, come dice uno con cui spesso litigo a morte ma la cui penna costituisce la mia invidia, state bene.

sabato, 13 gennaio 2007

De-lurking Day
Categoria:blog, scritto da stefano havana


Non l'ho mai fatto nei due appuntamenti precedenti. Questa volta capita (anche) di sabato e perciò ho deciso di aggregarmi al gregge, nonostante la consueta aria da fin de fiesta che aleggia nel sabato cibernauta. Però oggi è il De-lurking Day e, in quanto tale, i commenti di questo post dovrebbero essere riservati (ma anche no) a tutti coloro che solitamente si limitano a leggere senza esporsi. Lettori silenziosi - consapevolmente o per timidezza - fatevi avanti. Mi piacerebbe però che, oltre al canonico "Eccomi!", vi palesaste in maniera più significativa, raccontandoci chi siete, perché leggete questo blog, da quanto, e per quale motivo lo avete sempre fatto nell'ombra.

delurking

Dai, De-lurkatevi tutti e, se vi piace, de-lurkatevi anche nei prossimi giorni (che questo De-lurking Day abbia un senso, insomma). E buon weekend a tutti.

lunedì, 18 dicembre 2006

Ai blog. Con amore
Categoria:blog, scritto da stefano havana


Questa è una riflessione sui blog che si rende necessaria. Ed è una riflessione piena d'amore, non di odio. Vi faccio una domanda, così partiamo subito: voi quanti blog leggete? Perché mi sono accorto che, tutto sommato, io non leggo nessun blog. Non leggo nemmeno il mio, di blog, quando non ci scrivo io. Questo è un dato, del tutto personale, che mi ha però stordito nel momento stesso in cui una conversazione via mail con Antonio me l'ha tirato fuori; giuro che è così. Seppure con qualche eccezione, fuori di iperbole, posso realmente asserire che io non leggo nessun blog.

L'ORIGINE DEL MALESSERE: DA MEZZO A FINE

Al di là di quello che faccio o non faccio, c'è evidentemente qualcosa che non va in questa blogosfera. Sono deluso. La blogosfera italiana si straparla addosso e non arriva mai a niente. E' arrivata a qualcosa, giorno presente diciottodicembreduemilasei? A me non pare. Siamo tizi che si divertono a scrivere sulla Rete, mentre fanno altro (magari molto bene). Qualche volta ne indoviniamo una, ma succede assai di rado. Siamo convinti di essere la Grande Novità del XXI secolo, la risposta definitiva a... (non si sa bene che), l'incipit organico del cosidetto Web 2.0. (Time ci ha messi in copertina oh!) Forse è così: ma che abbiamo oggi per crederlo? Dico questo con l'amaro in bocca: perché io AMO fare blog, ci passo ore, e sono convinto che, a fronte di un grande impegno, potremmo diventare una rumorosa risposta alla scellerata caduta degli dèi dell'informazione. Tuttavia non leggo nessun blog. Eppure vi conosco tutti e vi voglio veramente bene. Sto parlando dei lettori di queste righe: ho in mente i vostri nomi (o nick) uno dopo l'altro e con molti di voi ho mangiato, cenato, bevuto, litigato, discusso, passeggiato, riso, cercato parcheggio. In due anni di tutto questo sono migliorato tantissimo a livello umano e, in diversi momenti della mia esistenza appena trascorsa, se non avessi avuto questo blog mi sarei sentito molto peggio. Sono una persona migliore grazie alla possibilità che la Rete mi offre (e che io provo a sfruttare). Onore a tutto questo.

Ma i blog italiani, ci dobbiamo parlare chiaro adesso, sono quello che sono. Non mi piacciono, non dicono nulla di nuovo, compreso Noantri. E' giunto il momento di una critica globale. Dobbiamo migliorarci, tutti quanti. Perché abbiamo sotto le dita uno strumento potenzialmente devastante: stiamo giocherellando con qualcosa che potrebbe essere più definitivo e impattante del file sharing, della stampa, della libertà d'espressione, della democrazia. Però stiamo giocherellando, appunto. I blog stanno passando dall'essere un mezzo all'essere un fine: ci intervistiamo tra di noi, vi rendete conto? Mentre dovremmo prendere armi e bagagli e produrre informazione; farle NOI le interviste, non esserne l'oggetto.

Ci
intervistiamo
tra
di noi

Stiamo diventando il fine di noi stessi. Una carnevalata, una buffonata, se proprio volete saperlo. (e io ci credo tantissimo. Cazzo, ci ho fatto perfino i biglietti da visita di Noantri!) Non ho fiducia nella democrazia diretta alla Beppe Grillo (il blog ha, di fatto, ucciso Beppe Grillo. La Rete ha nociuto a Beppe Grillo più di quanto gli abbia fatto bene); però credo in una risposta concreta alla democrazia voluta e interpretata dai rappresentanti del potere (e quindi anche dell'informazione). E' quello che potremmo essere: è quello che rischiamo di non diventare mai. Una risposta credibile. Preferiamo prendere e intervistarci da soli; ci diciamo addosso quanto siamo belli (no, bellissimi) e intanto il mondo va avanti, la gente sta tutta da un'altra parte e su venti persone a cui domando, almeno quindici NON hanno un blog, altro che storie. Non siamo nessuno, però ci vestiamo a festa e giriamo con dei bicchierini da cocktail con l'oliva dentro e abbiamo tutta questa parlata con la evve moscia. Sto parlando di NOI, non di VOI. Guardo il mio blog e lo amo come un figlio si ama e mi dico che potrebbe essere - non migliore - infinitamente più UTILE. Certe volte qui dentro arrivano mille persone in una giornata: se io pubblicassi con MONDADORI, non avrei più lettori, è impossibile. Posso levarmelo subito dalla testa, io che nella narrativa ripongo il mio sogno di realizzazione professionale. Allora mi vengono i brividi: mi sento responsabilizzato da una cosa così grande. Voi no? (voi che avete blog anche smisuratamente più visitati di questo) Perché non torniamo a essere un mezzo? Un mezzo per dire qualcosa di forte, decoroso, diverso, onesto e vero a cento, mille, diecimila persone al giorno che - senza ricavarne un soldo - vengono a visitarci e non solo: commentano, mandano mail, accettano di uscire di casa e venire a cenare tutti insieme, quando si organizzano i raduni. Proviamo a uscire dalla spazzatura in cui stiamo cadendo - questo è un manifesto, un invito, un proclama - smettiamola di dare retta ai nostri rappresentanti auto-eletti. Siamo (ma stavolta dovrei dire SIETE) andati dietro per mesi a S-e-l-v-a-g-g-i-a L-u-c-a-r-e-l-l-i, mentre l'esistenza virava in tutt'altra direzione e ci faceva ciao ciao con la manina, ormai distante. E' doveroso gridare che S-e-l-v-a-g-g-i-a L-u-c-a-r-e-l-l-i non può insegnarci nulla. Non può darci nulla. Non può essere utile a nulla. (se non come starlettina da reality show. E in questo caso, de gustibus)

IL MIO RAPPORTO CON I VOSTRI BLOG

Non leggo nessun blog. Il migliore blog italiano è quello di Babsijones. Il blog di Babsijones è una risorsa culturale necessaria all'Italia e leggerlo è un dovere (a proposito, dov'era lei alla Fiera del Blog?): ebbene, dal blog di Babsijones (che è il migliore dei blog possibile) io tiro un fuori UN post ogni nove, undici giorni. Solo con tale frequenza posso dire di leggere un INTERO post delblogmigliorecheesiste (blog che ha sfornato una delle cose migliori che mi sia capitato di leggere da quando USO Internet, questa). Il blog migliore che c'è io lo leggo quando capita e molto difficilmente ne traggo post che riesco a leggere per interi. Il resto è uno sfogliare veloce e sragionato. Leggo chi conosco personalmente, leggo chi trovo simpatico, leggo chi mi legge, leggo le bloggeresse con le tette di fuori, leggo chi è di Roma Nord come me (un semplice senso di appartenenza. Quella cosa che ti fa sorridere quando vedi in un film o in una trasmissione inquadrata una via che conosci bene). Leggere così (e quindi scrivere così) è poco, troppo poco. Non giustifica il fatto che ci hanno messi in copertina su Time. E se pensate il contrario siete disonesti e fate male alla blogosfera, fate male a noi.

Senza contare che c'è pure una dispersione di interesse che ha del mostruoso. A volte mi stupisco del successo di certi blog (come mi stupirei se, ogni sera, 15 milioni di persone si piazzassero davanti al Tg4, affari miei insomma, e i 15 milioni liberissimi di essere tali). Faccio un esempio, non se la deve prendere anche perché vive di vita propria e non ha certo bisogno delle mie parole buone: uno dei blog più visitati della rete è il blog d Sw4n. Ora, il blog di Sw4n (Sw4n, so che fai l'onore di leggermi e spero perdonerai: sto giudicando il tuo blog NON te) è uno dei blog peggiori che si siano mai visti. Non parla di niente e, comunque, ne parla male, in maniera vacua, vuota. Ma è una scelta; non è roba per Sw4n fare blog, si vede che fa altro nella vita, che non ci perde tanto tempo, che non gliene frega niente di tutte queste menate (beato lui); eppure è un boom totale. Ogni giorno da lui passano montagne di persone: e io - da appassionato forse troppo focoso - ho il terrore di tanta gente che ogni giorno si mette lì a leggere il NULLA.

L'UNICO CHE HA FATTO UN PASSO AVANTI: DAVEBLOG

Io l'ho criticato, Dave, ma Dave è l'unico, tra tutti noi, che può dire di aver fatto un passo avanti decisivo. Il blog di Dave è clamoroso. Prima lo leggevo tutti i giorni, da qualche mese (lui lo sa) molto meno: ma è un problema mio e pace. Dave cos'ha fatto? Dave senza una sola parola di troppo, senza una parolaccia, senza una donna nuda, senza partecipare mai a nessuna blog-fest, nessuna fiera, nessuna trasmissione radiofonica, nessuna intervista, nessun aggregatore, nessun piùblog, restando SEMPRE se stesso (un blog che sproloquia sui fatti della televisione), facendo tutto questo Dave ha passato la soglia. E' diventato famosissimo NON solo tra i blog: i post di Dave vengono ripresi in televisione (l'ha fatto più volte Daria Bignardi) e non al fine di dire: "Guardate bambini, questo è il testo di un blogger, vietato lanciargli noccioline", ma per alimentare un dibattito. La Bignardi, come dicevo, ha preso delle riflessioni di Dave dal Daveblog e le ha sbattute in faccia agli ospiti della sua trasmissione per dare un valore aggiunto all'intervista. I vip che Dave sbugiarda sul proprio blog passano tutti, chi prima o chi dopo, nei commenti e interagiscono con i lettori e con Dave stesso. La Lucarelli ha salutato il Daveblog, e i lettori del Daveblog, durante un confessionale di uno dei vari Reality Show a cui ha partecipato. Perché fa voto, questo. Leggere il Daveblog è cosa buona; se sei un Vip e Dave ti critica (o ti prende per il culo) ti va bene. Vuol dire che sei un Vip che conta. Il blog di Dave è l'UNICO blog che ha fatto quello che dovremmo fare tutti prima di poterci dire arrivati, prima di poterci fare intervistare (da altri blogger semmai...).

IL DIASTEMA

Concludendo, ha incredibilmente ragione Alberto quando scrive che la blogosfera italiana gli sembra uno di quei grandi sorrisi spalancati e bellocci, tra i cui incisivi c'è però infilato un bel ciuffetto di insalata verde. Alberto ha ragione, e lui è uno di quelli famosi che fa parte della celebre conventicola, quella che tutti diciamo di odiare ma che di cui tutti vorremmo far parte. Alberto è un (ex?) figlio di Macchianera e, al momento, la sua è la migliore metafora che abbia trovata in giro. Riassume perfettamente lo stato di colpevole povertà in cui si barcamenano i blog nostrani. Aggiungo che non è tanto l'imperfezione del diastema a preoccuparmi, quanto il fatto che sorridiamo e sorridiamo e - nonostante la massiccia presenza di specchi - non ci accorgiamo del difetto e, indefessi (ma fessi), andiamo avanti.

(e ora, se volete, aggreditemi, ma è questa la cosa più vicina a una lettera d'amore che abbia mai scritto dai tempi delle medie)

un po' di rassegna stampa (in aggiornamento):
- ottimo pezzo di Massimo Mantellini >>>
click
- critica alla mappa blog di gaspar torriero >>> click
- ancora chiarezza sulla mappa blog di stragatto (su piùblog) >>> click
- una cosa bellissima: il blog di un 92enne canadese >>> click
- qui un'intervista (in inglese) al vegliardo internauta di cui sopra >>> click

lunedì, 16 ottobre 2006

Noantri è tutto intorno a te
Categoria:blog, scritto da stefano havana


Ci avete letti per due anni.
Abbiamo litigato, abbiamo smadonnato, ce le siamo dette di tutti i colori, abbiamo alzato la voce laddove altri hanno preferito tacere. Vi siete affezionati, ci siamo perfino conosciuti personalmente: ci siamo letti a vicenda. Migliaia di parole: è bella questa sensazione di camminare insieme, a distanza. Di guardare NON con gli stessi occhi ma nella medesima direzione, per dirla come Kahlil Gibran.

Ora facciamo un tuffo nel postmoderno.

I-want-youSarebbe interessante che chi ha sempre letto Noantri, adesso contribuisca a scriverlo. Perciò: volete scrivere qui dentro al posto nostro? Al posto mio, al posto di Valerio, al posto di Andy Capp? Non è un concorso, non è una gara: non è neanche un gioco e non stiamo di certo abdicando. Mi piacerebbe (CI piacerebbe) avere il vostro pensiero manifestato in questa che è sempre stata una casa aperta alle idee di tutti. Un post di voantri per Noantri. La VOSTRA verità. Su un fatto qualunque. Su voi stessi. Sulla vostra fidanzata. Sui vostri figli. Sulla realtà. Sulla politica. Sulla squadra del cuore. Sul vostro microscopico pisello. Attenzione: non è l'angolo della posta. Un post in tutto e per tutto: firmato con nome o cognome - se lo volete - o in forma anonima. Oppure col nome del vostro blog o con il nick che preferite: in massimo 3500 battute, se ci riuscite (ma anche in 400. O in 100). Ce lo mandate qui e poi decidiamo insieme cosa pubblicare. Un po' alla volta (nel caso doveste partecipare numerosi).

Argomento: quel-che-vi-pare. Nei limiti della decenza: se avete una denuncia seria handsda fare, andate alla polizia. O dal prete (ma non dimenticatevi i preservativi, in quest'ultimo caso). Poi: siccome non siamo Macchianera, possibilmente - una volta scritto qualcosa - siete gentilmente pregati di partecipare nei commenti. Non ci piacciono (anzi DETESTIAMO) i blogger VIP che scrivono post letti da miliardi di persone e che poi non si sprecano ad alimentare il dibattito partecipando attivamente nei commenti. Vogliamo favorire qualcosa di simile a un meta-blogging: chi legge scrive e chi scrive legge. Naturalmente potete dare il vostro personalissimo taglio al pezzo: nello specifico, se siete berlusconiani e volete scrivere meraviglie dell'amato Nanerottolo, lo potete fare. Staremo al gioco: accetteremo i vostri panni, anche se qui dentro si resterà sempre dell' implacabile opinione che il governo Berlusconi eccetera eccetera. Attenzione: è anche una buona occasione per essere da NOI (nel nostro blog) quello che non potete (o non riuscite) ad essere da VOI (nel vostro blog). Se parlate sempre di televisione ma avete grandi idee anche su altri argomenti - e pensate che i vostri lettori ammaestrati se ne infischierebbero - ecco, venite a disinnescarle qui.

Non siate timidi, non siate qualunquisti.
Non verranno accettati TUTTI i post (snob...), ma la scelta verrà fatta solo limitatamente alla qualità. Vorremmo - se possibile - mantenere un certo livello. Per il resto carta bianca. Ci state? Porte aperte, un modo per aggregarci, fare gruppo, divertirci, ubriacarci. PARLARE.

Ribadisco la mail. Fatevi sotto! 

mercoledì, 11 ottobre 2006

Solletico
Categoria:blog, scritto da stefano havana


C'è stata una coda interessante a questo post sui Macchianera Awards che mi ha condotto a uno spunto critico che vorrei girare a tutti voi e ai diretti interessati, qualora fossero in ascolto. In sostanza due, tra i miei blogger preferiti - Daveblog e Pino Scaccia - hanno risposto tra quei commenti, mossi da una mia non molto velata critica rivolta ai loro sitarelli, del tipo: "Non sono più quelli di una volta". Benché entrambi mantengano un successo di visite e di consensi strepitoso (addirittura un post di Dave è stato letto in diretta da Daria Bignardi durante un'intervista a Simona Ventura), si sono comunque sentiti in dovere di partecipare al dibattito prendendo le difese (Pino Scaccia, soprattutto) del proprio blog.

Da qui lo spunto: se perfino una persona scintillante, vera, autentica come Pino Scaccia arriva a propormi, tra i commenti, di andarmi a rivedere meglio il suo blog perché forse non è così caduto in disgrazia come dico io, forse i blog stanno diventando noi. Pino è il mio reporter preferito, l'unico in grado di raccontare le cose del mondo senza pornografia sentimentale, senza eccessi, senza fronzoli: la racconta com'è, per dirla come uno degli scrittori che più amo. E non so se lui si rende conto dell'importanza di questa sua capacità (ma credo di sì): perché, dunque, ha sentito la necessità di farsi avanti in un'occasione simile? Come io stesso gli ho risposto, non è grazie al MIO consenso che deve misurare il grado di autorevolezza del suo blog: la sua importanza e professionalità sono talmente comprovate dai fatti che non dovrebbe essere Stefano di Noantri (!) a farlo tintinnare d'orgoglio. O sì? Come funziona?

Per il brillante Dave è lo stesso. Del suo commento mi ha colpito la puntualità, la precisione, la capacità di centrare punti interessanti e di stimolare nuovo dibattito (tutti elementi che non sempre vengono fuori dai suoi post, dal momento che - è ovvio - lui parla di altro). Perché - mi chiedo e chiudo - non fanno così, SEMPRE, costoro illuminati dalla fama e dalla capacità? Non da me necessariamente, non su Noantri, ma in giro per altri blog laddove si sviluppino dibattiti accesi. Serve che qualcuno vada a pungicargli il blog perché queste personalità IMPORTANTI (e quindi responsabilizzate) della blogosfera facciano sentire la propria voce anche altrove e stimolino così la voglia di altri di scrivere meglio e di più, in maniera più veritiera e coerente? Se hai la fortuna di avere una risata tanto coinvolgente e calorosa, mi sembra proprio un peccato disinnescarla solo se ti fanno il solletico.

p.s. in bocca al lupo a Pino che in questi giorni sta lavorando in (e bloggando dal) Libano

giovedì, 05 ottobre 2006

Giuro: mi ha portato la cicogna!
Categoria:blog, scritto da valerio roma


Scrivere un post di presentazione non è affatto semplice. Non ho intenzione di darvi informazioni su di me, almeno non adesso. Quelli che martedì sono venuti al Birra Party mi hanno già conosciuto, gli altri lo faranno nei prossimi mesi.

Stefano e AndyCapp mi hanno chiesto di scrivere per Noantri, di trasformarmi da spettatore in attore: ho accettato con entusiasmo. So quanto tengono alla loro creatura e mi sento in dovere di tranquillizzarli: contribuirò con impegno alla cura di questo "non luogo". E' una promessa che faccio anche agli altri ragazzi del blog: quelli che conosco di persona, il Granduca e Federico, e quelli che purtroppo non ho mai visto. Entrerò in punta di piedi, proprio come fece AndyCapp a suo tempo, e cercherò di coinvolgervi sulle questioni che mi stimolano.

Semplicemente questo. Io sono Valerio, il nuovo arrivo in casa Noantri: ero e resto PennyroyalTea per i momenti di più intimo delirio. Questioni che non vi interesserebbero, fidatevi. Molto probabilmente sarò costretto a chiudere il mio blog personale: come dicevo a Ste, meglio concentrarsi su una cosa alla volta.

A presto!

martedì, 26 settembre 2006

Oscar (da bagno)
Categoria:blog, scritto da stefano havana


Io lo so.
Lo so che con questo post qualcuno dirà che l'arte del rosicare è invisa agli dèi. Lo so che G. Neri dirà che sono un flamer e che, piuttosto, potrei darmi a mestieri più di strada e maggiormente remunerativi (insomma, fare come lui). Lo so, perché sto per commentare alcuni esiti dei
Macchianera Blog Awards, vale a dire gli Oscar per i migliori blog italiani, secondo il blog dei blog (Macchianera, appunto).

Quello che io so ma che forse non sa chi dirà le cose che io ho detto di sapere che dirà, è che io ritengo il bloggare e la blogosfera qualcosa di maledettamente serio. L'ho presa così perché - d'accordo anche con gli amici che mi stanno intorno - non credo valga la pena di fare nulla se non facendolo all'ennesima potenza. Quindi perché bloggare a cazzo o tanto per? Tanto varrebbe passare le giornate a perfezionare i nodi della cravatta; no, se io bloggo - e bloggo - bloggo come dio comanda, se non meglio. Perciò dico quello che sto per dire solo perché ritengo che in qualche modo sia stata perpetrato un inganno ai danni di tutti quelli che - come me e come noi - prendono il bloggare come la più sopraffina delle arti e il migliore dei passatempi possibile. Ecco perché LO SO che con questo post qualcuno dirà eccetera eccetera, ma voglio rischiare. Perché quello che penso lo penso davvero e non lo penso per una compulsione da rosicamento (ecco quello che so che la gente dirà).

Cominciamo.
Beppe Grillo ha trionfato nelle categorie Miglior Blog e Blogger dell'anno e, contestualmente, è arrivato terzo nella categoria Miglior Blog andato a puttane. Secondo me ci si potrebbe fermare qui e dichiarare l'impossibilità a procedere.

Giulia Blasi. Quello che probabilmente è il blog più povero di contenuti mai esistito si è piazzato al terzo posto della categoria Miglior Blog Musicale. Curioso, perché Giulia Blasi NON HA un blog musicale (e qualche giorno fa PREGO' i propri lettori di non votarla in tale categoria per non fare torto a chi veramente bloggava sull'argomento. Preghiera intelligente ma evidentemente non ascoltata dai trogloditi che hanno messo la croce). Fa specie anche il fatto che Macchianera figuri praticamente in TUTTE le categorie, oscillando tra il primo e il terzo posto: dal Miglior Blog a Miglior Comunity, a Miglior Blog andato a puttane a Miglior Blog collettivo. Percepisco un vago conflitto d'interesse in tutto questo.

Nella categoria Miglior fonte di spunti troneggia Wittgenstein (di Luca Sofri che io trovo prontissimo per l'Isola dei Famosi oppure per l'angolo della retorica insieme ai maurizi costanzi di questo mondo), al secondo posto c'è Leonardo (ma qui sono d'accordo) e al terzo posto Akille. Akille è arrivato secondo pure nella categoria Migliore Grafica: anche in questo caso guardare il blog per farsi le domande necessarie. Nella categoria Miglior blog erotico ha vinto Bambolescente. In un recente post Bambolescente ha scritto della propria sorpresa di essere stata catalagata come blog erotico. Misteri...

Categoria Blog rivelazione: trionfa Sette in condotta. Sette in condotta NON E' un blog. Al secondo posto c'è' Beppe Grillo che NON E' una rivelazione. Sette in condotta ha vinto anche la categoria Miglior Comunity: divertente, perché - di nuovo - NON E' una comunity. Wittgenstein trionfa anche nella categoria Miglior Blog giornalistico (vale quanto detto prima). Mi duole dover criticare anche il secondo posto di Pino Scaccia, il cui blog ormai da tempo non è più un blog ma un aggregatore di notizie ansa. Adoro, invece, il sito di Sabelli Fioretti, arrivato al terzo posto, ma - uffa - NON E' un blog, per dio.

Zitti al Cinema vince la categoria Miglior Blog cinematografico. Benissimo: Zitti al Cinema è un blog veramente bello. Peccato che ABBIA CHIUSO da mesi (il pensiero commosso va a tutti coloro che tengono con fatica, costanza e passione, dei veri blog cinematografici i quali sono a malapena stati nominati...).

Chiudo con due pensieri. Il primo è relativo alla categoria Miglior Post. Ha vinto questoil generatore di articoli di Libero. E' divertentissimo, geniale. Complimenti senza ironia. Peccato che NON SIA un post e che la cosa - stavolta - mi faccia arrabbiare, non sorridere. Questo perché esistono tantissimi blog e tantissimi blogger che trascorrono ORE della propria giornata nel tentativo di produrre materiale approfondito e interessante, in luogo di farsi pippe davanti a Jenna Jameson