giovedì, 23 agosto 2007
Cartoline
Categoria:estate, scritto da stefano havana
Caro Andy Capp,
qui tutto bene. Spero che ti stia prendendo cura del blog in mia assenza. Mamma Roma mi manca, come ogni anno, perché - e tu lo sai - Mamma Roma è capace di mancarti fisicamente con tutti i difetti che ha. Prepara la pasta, me la devi fare, calane il più possibile perché ne sento il bisogno neanche fosse sangue: voto carbonara, perché quella mangiata qui, nonostante sia servita a colmare una lacuna sentimentale ed energetica che ci stava stempiando, ha in definitiva contribuito più che altro ad accentuare la mancanza. Spero di ritrovarti carico e pronto ad affrontare un altro anno insieme, fatto di indignazione, scritture, scoperte, nuove avventure lavorative, panettoni, romanaccio, cene fuori e leggere bevute con gli amici. Mi rendo conto, stando lontano, che è questa minutaglia umana, questo impercettibile sfregamento di esistenze rigorosamente comuni e compatibili, a mancarmi più di tutto. Saluti dalle Isole Azzorre.


Caro Federico,
qui tutto bene. Parlavo l'altro giorno con F. che è questa la prima vacanza da non so quanto tempo che passo senza l'amici. Così: l'amici. Elle, apostrofo, amici. Questa cosa mi piace: mi piace il fatto che mi manchiate: nonostante lei mi faccia l'onore di sopportare la mia presenza dandomi la possibilità unica e preziosa di poter rimanere me stesso al 100% senza inquietudini o tentennamenti, devo tuttavia ammettere che commentare le ragazze in perizoma, o i lontani echi del calciomercato, o le macchine sportive passare, o un alcolico più forte del normale, tutto ciò ha un altro sapore quando dall'altra parte c'è un tizio con la mia stessa espressione da maschio stampata in faccia. In questi momenti di riflessione, è questa una cosa che credo ci accomuni, quando ripenso alle cose de l'amici, ai discorsi, alle estati, alle passeggiate, alle parolacce, ai rutti e alle prime depressioni, torno sempre con la memoria a quella vacanza memorabile al Circeo, anno 1997. Nessuno saprà mai spiegarci perché quel mese, in cui, a turno, tutti ci vennero a trovare in quella bella casa, da Luca a Fernando, dai miei e tuoi genitori, a tua sorella, ci sia rimasto tanto sterminatamente disegnato nell'anima. Fatto sta che anche tu, quando ci sei tornato di recente con Carla, mi hai scritto un sms notturno che ho conservato e che ora rendo pubblico, sapendo di non fare torto: "I luoghi hanno un potere intrinseco. Qui ci siamo ancora". Quanto l'ho condiviso... Saluti dalle Isole Azzorre.


Cari mamma e papà,
qui tutto bene. Le comodità di casa mi mancano, soprattutto quella magia, che non ho mai capito bene, per cui se metto dei panni sporchi dentro un cesto, quelli automaticamente dopo qualche giorno tornano puliti dentro i cassetti giusti. Anche questo fatto di dover pensare sia per me che per un'altra persona (ho ricevuto l'insegnamento decoroso e tradizionale per cui l'uomo, con delicatezza e passione, deve "badare" alla donna, a meno che questa non richieda espressamente il contrario) mi rende piuttosto ansioso: ammetto che, in particolare nei lievi momenti di difficoltà che abbiamo avuto (vedi, per esempio, mancato recapito dei bagagli e altri infinitesimali disagi del genere, quasi sempre per fortuna limitati agli spazi aeroportuali), avrei voluto regredire all'età di 8 anni, mettermi in un angolino con i miei giocattoli e aspettare che i grandi, nella fattispecie VOI, risolveste ogni inconveniente. Cosa che, mi rendo conto, faccio con soddisfazione ancora oggi... Saluti dalle Isole Azzorre.



Cari amici del lavoro,
qui tutto bene. Devo ammettere che lo scalpiccìo isterico delle tastiere di redazione non mi manca granché: mi mancano invece i nostri quotidiani giochi di sopravvivenza tra quelle mura lavorative, ultimamente non troppo serene per motivi non riconducibili alla nostra volontà. Non a caso anche qui in vacanza proseguo imperterrito nelle consuete imitazioni, voci e versi che ci aiutano, quotidianamente, a passare la giornata: ogni tanto penso all'indispensabile Despar, quello provvidenzialmente aperto sotto l'ufficio, che anche in questi giorni d'agosto starà di certo contribuendo al vostro sostentamento sottoforma di burrate, mozzarelle, prosciutto stagionato, olive nere e piccanti, pop corn, patatine alla paprika, al sugo e tradizionali, patatine campagnole, cipster, fonzies, anacardi, coca cola, succhi di frutta, jogurt e, soprattutto, decine e decine di bottiglie di birra. Un abbraccio nostalgico ma non troppo vada anche ai paccheri allo scarpariello del ristorante di Via Lucullo e alla pasta alla checca, che di tanto in tanto ci concediamo, quando facciamo la lunga, fino alle undici di sera. Non mi dimentico, naturalmente, dei pagnottielli hamburger e mozzarella. Saluti dalle Isole Azzorre.


Cari amici del blog,
qui tutto bene. Non so se dobbiate più preoccuparvi oppure essere felici della grande gioia e del sollievo che ho provato quando ho scoperto che anche in questa sperduta isola avrei avuto modo di collegarmi per scrivervi. F. dice che sono matto e io so, in cuor mio, di esserlo davvero: passare tanto tempo a scrivere per degli sconosciuti e per di più gratuitamente, anche d'estate, anche quando ci sarebbe di meglio da fare, è da insani. Ma chissà che cos'è questa cosa che mi ha instillato dentro la Natura, a discapito di tantissime altre cose MOLTO più utili ai fini della sopravvivenza, chissà cos'è questa voglia fisica di scrivere, anche minimamente, delle cose che vivo, che vedo, che trovo. Di sicuro mi poteva andare meglio. Avrei vissuto una vita migliore se avessi avuto la stessa costanza, non lo so, nella matematica o nella medicina, oppure nell'arte giuridica. Adesso avrei UN lavoro fisso, invece che diversi lavori, molto interessanti a dirsi, apparentemente pure redditizi, e invece piuttosto complicati a mantenersi. La verità, cari amici del blog, è che vivere della propria intelligenza è molto difficile, quasi da pazzi. Ma è quello che ho scelto di fare: anni e anni fa lessi una frase di Stephen King che parlava degli scrittori (io NON sono uno scrittore, per carità, è troppo difficile fare lo scrittore, non sono così bravo). Diceva che, tutto sommato, chi scrive, chi si prende questa briga - che, intendiamoci, non è affatto più faticosa di qualsiasi altra briga del mondo, anzi - chi scrive, diceva King, è come se fabbricasse occhiali per la mente. Mi piacque molto questa cosa e per un po' decisi di mettermi a fare lo scrittore proprio per questo: perché mi sarebbe piaciuto fabbricare occhiali per la mente. Non so se fabbricare occhiali per la mente possa essere redditizio, non so nemmeno se chi fabbrica occhiali per la mente sia in regola con le tasse, però so che è molto divertente, che mi piace più di tutte le altre cose che si possono fare in una vita. Oggi ho smesso con la smania di fare lo scrittore. La faccenda degli occhiali invece m'è rimasta. Come potete vedere. Saluti dalle Isole Azzorre.



Caro Ste,
qui tutto bene. (ma lo sai)
La prossima volta che, partendo per le vacanze, sull'aereo, dici: "Ok, quest'anno faccio una cosa che non si aspetta nessuno. Mando le cartoline come ai vecchi tempi", ricordati di scriverti su un pezzo di carta gli indirizzi e prendi un appunto circa il fatto che con questo giochino di Internet e della virtualità puoi sapere in ogni istante dove i tuoi amici sono ma, dovendo scrivere loro delle cartoline, ignorerai completamente - o non ricorderai più - dove abitano e, mentre ci pensi, a naso in su, sempre in aereo, attraversando l'Atlantico, mentre pensi a delle cose assurde, tipo che sapresti arrivare ad occhi chiusi a casa di Andy Capp, ma che, di fatto, non conosci il suo indirizzo, ebbene fatti un esame di coscienza e ricordati che la potenza è nulla senza controllo. Saluti dalle Isole Azzorre, coglione.



(di certo, in questo modo, si risparmiano i soldi dei francobolli e si possono mandare cartoline... A volontà)





