mercoledì, 13 febbraio 2008

Sicurezza? Una questione privata
Categoria:attualità, scritto da valerio roma


Francesco Rutelli se ne va in giro per le periferie con il suo taccuino verde.
Parla con gli anziani, con la gente comune, compra vassoi di frappe dal pasticciere di zona e poi le distribuisce ai passanti, increduli. Si sa, a carnevale ogni scherzo vale, ma la sua candidatura (non ancora ufficiale) a sindaco di Roma è tutt'altro che un gioco.

E' stato ministro per i Beni e le Attività Culturali e vicepremier nel governo Prodi, ci ha messo il suo faccione fotogenico per sponsorizzare le meraviglie del nostro Paese e adesso torna al suo primo amore, la guida della città dove è nato, incarico già ricoperto dal 1993 al 2001.

Osserva e annota.
Se vincerà le elezioni, come è probabile, dovrà ridare ai romani la sensazione di abitare in una città che è governata da qualcuno, che è stato il grande demerito degli ultimi sei mesi di mandato di Walter Veltroni. Il tema della sicurezza è quello più sentito, da tutte le fasce sociali. Tanti cittadini ritengono non più tollerabili i disagi provocati dal degrado e dalla convivenza con gli stranieri. Sono sempre più frequenti le notizie di romani incazzati e frustrati che decidono di dotarsi di vigilanza privata o di organizzare ronde notturne per difendere il proprio quartiere dai delinquenti.

Le dichiarazioni di un Fiorello "attapirato" a Striscia la Notizia ("Mi hanno svaligiato tre volte la casa, adesso ho assunto una guardia armata, è bene che i ladri lo sappiano") forse avranno fatto sorridere qualcuno. Ma testimoniano le inquietudini di una zona, quella della Camilluccia, presa di mira dai ladri. Un quartiere abitato in prevalenza da famiglie benestanti, imprenditori, professionisti, personaggi dello spettacolo che hanno comunque tutte le ragioni del mondo per essere insoddisfatti. Così, tante famiglie hanno deciso di dotarsi di vigilantes armati che sorveglino le strade (e le case) soprattutto di notte. Cittadini costretti a pagare per la propria sicurezza.

Ma c'è anche chi i vigilantes non se li può permettere. E' il caso di alcuni abitanti di Largo Preneste, stanchi dei ladri e dei vandali. Per alcuni giorni hanno organizzato ronde notturne di sorveglianza, una scelta discutibile ma che esprime un disagio vero. Così alla fine hanno ottenuto un presidio dei carabinieri, un camper presente a giorni alterni, che può in qualche modo essere considerato un passo avanti. Anche i commercianti del quartiere Bravetta si sono organizzati in turni di notte per prevenire i furti: "Eravamo stanchi di ritrovare ogni mattina vetrine sfasciate e casse aperte, qui non si vede mai una volante della polizia". Chiedono aiuto pure gli abitanti e i commercianti della zona di Ponte Milvio, che tra piccoli delinquenti e risse tra "pischelli" annoiati e ubriachi stanno pensando di munirsi di qualche agente privato, altro esempio di sicurezza "fai da te".

Ed è di qualche giorno fa la notizia che i vigilantes sono stati chiamati per difendere alcune scuole di Villa Gordiani dai continui furti notturni (uno di questi è pure finito in tragedia, con un morto): in questo caso, la decisione è stata presa dal presidente del municipio VI. Da qui il centrosinistra deve ripartire. Roma non è il regno del crimine, rispetto ad altre città italiane ed europee la situazione è di gran lunga meno drammatica. Però gli episodi di violenza dell'ultimo anno (gli omicidi di Giovanna Reggiani, di Luigi Moriccioli e di Vanessa Russo su tutti) non possono essere più considerati solo campanelli di allarme.