sabato, 07 aprile 2007

Mi lasci il tuo numero?
Categoria:tecnologia, scritto da andy capp


Nokia 6233E' durata poco più di nove mesi la mia storia d'amore con il fantastico cellulare che avevo preso in comodato d'uso. Un'offerta eccezionale di cui alla fine sono rimasto vittima. Lo scorso settembre la Tre proponeva ai suoi utenti di prendere a soli 49 euro un telefonino della Nokia. La proposta era irrinunciabile per un tirchio come me. Per i prossimi due anni avrei usufruito dell'oggetto pagando solo 20 euro di ricarica al mese. Contando sul fatto che per lavoro ricevo almeno 70 euro di autoricarica mensile, ci potevo stare.

Honda SHLa scorsa notte la tragedia: dopo aver mandato giù tre cuba libre insieme a Valerietto, me ne sono tornato tranquillamente a casa con il mio vecchio Honda SH 150. Una volta arrivato in garage ho preso atto della triste verità. Il mio Nokia 6233 non era più nella tasca del mio fantastico giubbotto casual della Lacoste. Era scivolato via chissà dove nel tratto compreso tra Ponte Milvio e la Pineta Sacchetti. Sono andato a dormire sapendo già cosa avrei dovuto fare la mattina successiva. Denuncia ai Carabinieri, blocco del numero e del telefono, preghiera in ginocchio al mio amico del punto Tre di via Boccea per trovarmi un'offerta. La sua sincerità è stata incredibile: mi ha addirittura mandato in un altro negozio perché purtroppo fino a giugno niente nuovi modelli. Ho girato un po', valuto e alla fine sono stato costretto ad acquistare un 6155, leggermente inferiore al precedente, ma degno sostituto. Il mio numero di telefono dopo poco è tornato operativo e anche il credito accumulato lo scorso mese è rimasto immutato.

6151Insomma, alla fine ho speso circa 200 euro, ho un telefono nuovo, però per i prossimi 15 mesi dovrò continuare a garantire alla Tre i soliti 20 euro di ricarica mensile. La chiusura migliore nella settimana in cui mi hanno fregato un casco da sotto la sella del motorino, mi si è spaccato il bauletto, la connessione internet a casa non funziona da giorni e in radio mi hanno nuovamente sottratto la chiavetta per il caffè dal mio cassetto personale. Buona Pasqua a tutti.

Appello importante: il mio numero di telefono è sempre lo stesso, ma ho perso la rubrica. Chi mi conosce può gentilmente rimandarmi i suoi estremi qui? Naturalmente questo vale anche per tutte le amiche di noantri che ancora non ho avuto il piacere di conoscere personalmente.

mercoledì, 27 settembre 2006

Era sudore della fronte
Categoria:tecnologia, scritto da stefano havana


Chi eravamo noi, quando scaricavamo canzoni a 56 kappa senza curarci di loro e passando avanti? Eravamo bellissimi, rivoluzionari, affamati, alle nove meno un quarto e un piatto a tavola fumante come le nostre dita sulla tastiera e i nostri occhi fissi su quella barra di completamento blu di Napster, dai dai dai! Non andavamo mai a cena e ci chiamavano da lontano mentre i piatti degli altri si svuotavano e sui fondi restavano le strisciate di forchette o di cucchiai. Ci pensavo ieri sera, stimolato da una chiacchiera con Fede: pazzesco, eppure c'era un tempo in cui succhiavamo a Internet decine di mega alla velocità di una bolla di sapone. Senza contare che, nel frattempo, il telefono era pure occupato. Non esisteva adsl, non esisteva Fastweb: perfino i cellulari erano meno sputtanati e arrivare al 100% dell'ultimo album di Hendrix significava isolarsi dal mondo per un giorno intero. Poi, però, accidenti come suonava Jimi nelle nostre casse... E come andava la sua chitarra, neanche fossimo a Woodstock e neanche fossimo noi tutti pieni di fango a concepire bambini nel cuore degli anni Settanta. Giuro che andava così: mi ricordo quando scaricai Living On A Prayer di Bon Jovi, per la madonna. Quando cliccai play su WinAmp fu una cosa assurda, tipo che io ero diventato improvvisamente Richie Sambora. Questo perché era la versione live, un mostro a tre teste di circa nove mega: due ore, tra una cosa e l'altra. In due ore, oggigiorno, può succedere di tutto: dalla zia d'America a qualcuno che ti chiama per dirti dell'Undici Settembre. Due ore di download, neanche Clint Eastwood quando mirava alle corde dei suoi compari in via di impiccagione: un coraggio da leone ci voleva. Allora - tipo - i Dire Straits erano tabù: con quegli assoli di Mark Knopfler che duravano minuti, era impensabile finire i download. E Stairway To Heaven l'ho scaricata solo in tarda età, quando sembrava un miracolo stare collegati e contemporaneamente al telefono: che uno lo faceva apposta. Poi ce lo raccontavamo a scuola: io ho preso questo, tu hai preso quello. Tipo le gare per i piselli più lunghi.

Senza contare la bolletta.
Si scaricava di notte, invece di dormire, perché costava meno. E allora era la vergogna di mostrare ai genitori, nello specifico delle telefonate, l'ora tarda che avevamo fatto: si malediva la Sip, poi la Telecom e Teledue: ma in realtà eravamo noi. Che ci arrangiavamo meglio e come potevamo. E non scaricavamo mai nulla di superfluo. Perché ogni kappa era sudore della fronte, come mi ha detto ieri sera Fede, davanti a una di quelle birre doppio malto che fanno meglio dei preti nei confessionali. E' la verità: poi qualche Copernico ha cominciato a scaricare i video e da allora tutto ha cominciato a girare diversamente, con maggiore velocità. Abbiamo presa la discografia intera di Bob Marley, provati gli spinelli, siamo andati a duecento all'ora in autostrada, attraversato senza guardare; non è tanto il fatto che siamo cresciuti, si cresce sempre. E' che l'altro giorno ho cancellato cartelle intere di Mp3 senza battere ciglio: uno comincia da questo e finisce che non riesce più a dare del tu a niente.