venerdì, 23 novembre 2007
Un Paese normale
Categoria:televisione, scritto da andy capp
Soltanto un polverone, dov'è lo scandalo? Il titolo - azzeccatissimo - è quello scelto per l'editoriale di Bruno Vespa in edicola questa mattina su Il Giornale, il quotidiano dei prestanome di famiglia di Silvietto. Per paradosso il maggiordomo di Raiuno non è che abbia tutti torti. Il riferimento è ovviamente al vergognoso scandalo del tacito accordo Rai-Mediaset che avrebbe favorito nel 2004 e nel 2005 il gruppo del Biscione. Alzi la mano infatti chi non sapeva quello che stava succedendo in Rai durante gli anni di Governo della Cdl. La Bergamini, una delle protagonista della vicenda all'epoca dirigente Rai, era l'ex assistente di Silvietto, che oggi dice che quelle telefonate fatte ai dirigenti di Cologno Monzese sono la normalità per chi fa televisione. Così come sono normali le telefonate fatte dall'allora direttore del Tg1 Clemente J. Mimun, oggi direttore del Tg5, a Carlo Rossella, che oggi fa il direttore della Medusa.
Mi piacciono molto queste definizioni. Nel Paese più anormale del mondo è sempre tutto normale. E' normale che il capo del Governo possa tranquillamente possedere tre televisioni private e controllare quelle di Stato. E' normale che dopo due anni di Governo di Centrosinistra il tanto sbandierato problema del conflitto di interessi sia ancora lì. E' normale che Luigi Crespi ottenga l'appalto per gli exit poll della tv di Stato nonostante sia stato beccato fuori onda a fare un tifo sperticato per una parte politica. E' normale che il Capo dello Stato - un ex comunista - dichiari di non eccedere con le intercettazioni, soprattutto se protette da segreto istruttorio. E' tutto normale. Ciò che è anormale a mio avviso è che in questo Paese la gente non abbia cominciato a dare fuoco alle auto in sosta.
Mettiamo subito in chiaro una cosa: del fatto che non ci siano o meno tutti i requisiti per procedere legalmente con i responsabili a me non interessa nulla. Del fatto che le intercettazioni fossero coperte o meno da segreto istruttorio tanto meno. Pur non essendo affatto sorpreso dalla vicenda pretendo due cose: prima le scuse da tutti quelli che mi/ci prendevano per visionario, per ossessionato dal nanetto. E poi esigo il rimborso del Canone Rai - perché io lo pago il Canone Rai - per gli anni 2004, 2005, 2006 e 2007. E anche 2008 se vedrò ancora una puntata di Porta a Porta a partire dalla prossima settimana. Ho fatto un rapido calcolo: per i primi tre anni sono 99,60 euro. Per gli altri la cifra sale a 104. Quindi in totale - 2008 escluso si spera - la Rai mi deve 402,8 euro. Se volete anche voi avanzare le vostre richieste, basta scrivere qui.
Chiudo con una piccola curiosità di cui sono venuto a conoscenza in questi giorni mentre parlavo con un collega. Il Tg1 all'epoca è stato l'unico telegiornale del mondo a non mandare le immagini di Berlusconi che dava del kapò al parlamentare tedesco della Spd. Ma evidentemente all'epoca non era il caso di allarmarsi. Del resto in un Paese normale gli editti bulgari non sono mai esistiti.
Ma in tutto questo marcio c'è una luce che brilla.
Amo il trash televisivo e come molti di voi ho buttato tantissimo tempo davanti alle televisioni locali e alle loro improponibili televendite. In cima alle mie preferenze c'è quella dei Magazzini Mas interpretata da Alvaro Vitali e compagna, ma qualcuno di voi ricorderà anche il mitico Magic Harry, che con una passata ti sistemava i capelli. Questo per dire che sono piuttosto sensibile all'argomento. 
Avete capito che roba? In America Taylor è un'altra volta incinta. Taylor di Beautiful, dico, anzi Taylor di "Bold and the Beautiful", ché il titolo originale m'ha sempre fatto molto ridere. Capito? E' incinta. Di nuovo. E già qui: quanti anni avrà Taylor? Settantacinque, non meno di sessanta? Alla pari della collega Brooke, in vent'anni di onorata carriera anche lei non ha fatto altro che piangere, partorire e morire: ha disseminati figli come unghie tagliate nel lavandino e il più piccolo di questi, oggi, avrà almeno 30 anni e già scopacchia com'è tradizione familiare. Ora Taylor è di nuovo in cinta: con "ora" intendo dire "tra sei mesi" perché, da che mondo è mondo, si sa come funziona in Beautiful. Le puntate originali stanno sei mesi avanti a quelle italiane: perciò noi ci attacchiamo al famoso tram e aspettiamo. Per dire: qui ancora si vede Sally Spectra. Invece in America Sally Spectra è già da un sacco di tempo che è bella che morta. Morta veramente intendo. E' morta l'attrice e tutto quanto: però da noi, che siamo sei mesi indietro nel tempo, c'è ancora, con i capelli rossi eccetera.
Insomma che è capitato a Beautiful tra sei mesi? E' successo che Taylor s'è messa con Nick, il marinaio miliardario, e che tutti e due vogliono un figlio. Ora, non ho capito bene il motivo, ma succede che questa creatura non venga concepita nel solito modo (trombando) ma via fecondazione assistita. Ho letto da qualche parte che si tratterebbe, questo, del primo riferimento tanto esplicito di Beautiful all'attualità, fatto sta che i due - Taylor e Nick - decidono di fare così, però poi che succede? Succede che Brooke s'incazza, perché ancora innamorata del marinaio miliardario, e allora, non si sa bene come, s'infila nell'ospedale dove Taylor viene assistita per la fecondazione e combina l'imponderabile, ovvero scambia le provette, vai a capire, non viene spiegato lucidamente negli articoli che ho letto, oppure induce il medico a sbagliare di proposito, o chi lo sa che cosa, ma, insomma, la cosa importante è che alla fine gli ovuli di Brooke vengono fecondati al posto di quelli di Taylor e quindi inconcepibilmente impiantati (si dice così?) dentro quest'ultima. In pratica Taylor crescerà (e metterà al mondo, si presume) una creatura che, di fatto, è figlia della sua acerrima rivale in amore. Taylor, tra sei mesi in Beautiful, sarà incinta di Brooke.
"Quante volte ci è capitato di vedere nelle cucine dei nostri ristoranti cuochi stranieri? Nella puntata di oggi i reporter di Un mondo a colori sono andati in tre grandi città italiane: Roma, Milano e Torino, dove anche nei ristoranti certificati come tipici i cuochi sono stranieri, perché gli stranieri lavorano di più e a prezzi più bassi".
Ieri ho deciso di guardare il ritorno di Enzo Biagi in televisione. Non ne sono rimasto deluso, diciamo che la trasmissione in sé è un'accozzaglia molto (troppo) post-prodotta di già visto che nulla dà e nulla toglie alla televisione italiana, fatta eccezione per la presenza di Biagi stesso, il quale, pur non essendo io un estimatore della persona tout court, costituisce finalmente un paradigma significativo, minimo ma significativo, di certi criteri di giustizia, democrazia e libertà. (o comunque un ritorno a un paradigma significativo di)
Ho pensato a queste cose, queste che vi ho detto, prendendo atto della presenza di Roberto Saviano in qualità di primo ospite, in studio. Ecco che dopo una breve clip introduttiva sulla camorra, con immagini di repertorio di Napoli, la regia è rientrata con un primo piano del faccione simbolo straconosciuto di Roberto Saviano - faccione simbolo delle copertine e degli articoli dei giornali - che mai io avevo visto dentro quella scatola di circuiti elettrici e corrente, per la sola ragione che mai nessuno s'era preso la briga o aveva avuto il coraggio (o l'autorevolezza) per invitarlo a sedere in un salotto per un faccia a faccia in prima serata. E' stato un momento durato il tempo dell'intervista, poi la trasmissione è scemata per i motivi che ho detto all'inizio, ma mi ha inoculato coraggio, spirito critico e nuova consapevolezza del potere della televisione: c'è stato anche un altro momento, un momento opposto, durante la sigla, in cui, invece, ho avuto timore. Timore per Biagi, per quel vecchio bacucco komunista: un timore freddo durante quella sigla con le immagini di repertorio più scontate che si potessero trovare, roba da brainstorming di dieci scimmie ammaestrate, ho pensato, torri gemelle, auschwitz, le grandi mattanze, falconeeborsellino, tutto contornato dalle parole chiave dell'umanità libera, parole come giustizia, libertà, amore, pace, e poi un rincorrersi di articoli della Costituzione, al che, ecco, durante questo momento pauroso, ho pensato oh no, ci risiamo, un altro vate della costituzione, un altro nostalgico dei padri fondatori, un altro partigiano represso sceso dai monti con le idee di una trebbiatrice e il cappello d'alpino in testa, porca miseria, vecchio bacucco, così darai ragione ai filippi facci, con questa cosa qui. Poi, tac, il faccione di Roberto Saviano e un'intervista leggera, posata, precisa, chirurgica che ha tirato fuori dall'autore di Gomorra quello che nessuno aveva mai tirato fuori, cioè il suo lato Scrittore, il suo amore per la parola letteraria, la sua profonda passione per il racconto, ancor prima che per la denuncia sociale.
Siamo andati in onda 
Dire che lavori per la Rai è come dire che andrai in vacanza a Cuba.
Non si capacitano. Dicono che non è possibile, domandano il nome e il cognome del santo a cui ti sei appellato e chiaramente si rifiutano di accettare ogni tua spiegazione circa il fatto che NO, non stai per diventare ricchissimo, NO, non sono tutte rose e fiori (anche se è un bel patire), NO non ti sei scopato a due a due le vallette dell'edizione serale della trasmissione dei PACCHI e che NO, non sai nulla di nulla su chi vincerà il Festival di Sanremo. È un meccanismo perverso, sputato a quello che si innesca la prima volta che raduni i tuoi amici e li saluti prima di partire per i Carabi: è tutto un guardarsi l'uno con l'altro come in una partita di briscola. 
E mica ti mollo così, Michelle.
Perciò mettetevi in testa che questo milioneesettantamilaeuro è in realtà un pacchetto "all inclusive", te capì? Vale a dire che con il netto di quella cifra ci si paga pure, sentite qua che siamo nella fantascienza totale, questa roba qui - credetemi - mai nemmeno Ray Bradbury, allora, allora, sto fremendo, non vedo l'ora, dunque con quella cifra lì, unmilionesettantamilaeuro, l'ex signora Ramazzotti ci si deve pagare, LEI, pure il vitto (quanto magna?), l'alloggio ('ndo dorme?), i viaggi (i viaggi? 'Ndo dovrà mai annà 'sti cinque giorni? Non si può sta' ferma un momento?) e le spese (bigodini, tampax). Come se non bastasse, la stessa cifra deve bastare anche per i compensi dei suoi autori (ci ha gli autori, lei…), i ballerini (ci ha i ballerini personali…) e il coreografo David Parsons, arrivato apposta - leggo testualmente dall'agenzia di stampa - dagli Stati Uniti, che a me ha sempre fatto tantissimo ridere questa idea molto frizzante del tizio che viene apposta da... E non dimentichiamoci delle guardie del corpo e del parrucchiere personale.
Quindi il comunicato di Ballandi prosegue sviscerando una serie di cose deliranti, tipo che qualcuno dovrà pur pagare il casting per i bambini che hanno ballato con Michelle nella prima serata (ve li immaginate i bambini che vanno dal sindacato perché pretendono d'essere pagati? E moltissimo, anche) e pagare possibilmente anche i musicisti e gli arrangiamenti di Celso Valli. Celso chi? Fatemi capire: adesso con 'sti cazzo di unmilioneesettantamilaeuro noi ci dobbiamo pagare chiunque? Pure io vengo pagato con quei soldi lì e voialtri laggiù è inutile che ridete, lo sapete o non lo sapete chi è che paga la scuola a vostro figlio? Fa tutto Michelle Hunziker. L'ultima missione spaziale russa? La paga la Hunziker. La campagna promozionale di Windows Vista? La paga la Hunziker. Paga tutto la Hunziker. E allora che paghi pure me.
Non so voi, ma per unmilionedieuro di compenso io pretendo che Michelle Hunziker, durante il Festival di Sanremo, la dia.
Perciò, giuro, non mi voglio indignare per niente, giuro giuro giuro, però concedetemi questa piccola parentesi, minuscola, poi smetto, sì insomma fatemi fare il solito discorso amatissimo dell'io sono io e voi non siete un cazzo, epperò veniteci pure voialtri sotto questo ombrello e ditemi: non siete con me nell'avvertire un certo brividino d'indignazione maxima, uno scondinzolamento delle viscere che vorrebbe - sotto sotto - condurvi nei pressi della ridente cittadina ligure, diciamo, agli inizi della prossima settimana, armati di tutte quelle armi lì, quelle armi disegnate su quei cartelli che la gente portava in giro a Vicenza con una grossa X rossa disegnata sopra? Non vi viene urgenza di fare una cosa del genere e sparacchiare a casaccio (fiori) sulla folla con un fucile semi-automatico? Unmilionedieuro, per tutti i lelemora! Si merita unmilionedieuro, una tizia che è stata fidanzata con Eros Ramazzotti? Forse sì, per venirne fuori, indubbiamente certe cure
costano, ma dico io: unmilionedieuro? Cioè: duemiliardi! Ma chi la vuole Michelle Hunziker? Ecco, spiegatemi questo, solo questo, davvero, poi mi fermo, mi zittisco e mi metto qui, in quest'angolo buono buono. La vuole qualcuno? La stiamo strappando a un'agguerrita concorrenza transnazionale? E' stato fatto un sondaggio doxa? Lo ha detto il Papa? Con 400mila euro non si convinceva, forse? Diceva no? S'impuntava lei: o unmilionedieuro o me ne torno a Lugano.
Io non lo capisco Iacchetti. Ma perché ha mollato la Corvaglia? Ti metti con una Velina e che ti aspetti? Che apra una taverna a Livorno? Non li capisco questi Vips: quello conduce Striscia la Notizia e, pur bruttarello che è, infinocchia la bella biondina e se la porta a casa. Mica per una notte o una gita in barca a vela! Questi convivono per cinque anni, poi lei decide che s'è fatto il tempo per un calendario e - come niente - Iacchetti la molla. A parte il fatto che sono proprio sbagliati i tempi: stai per cinque anni con la donna dello spettacolo più sfigata della storia della televisione e le sorridi ogni sera rincasando; poi quella finalmente fa una cosa per cui la conosceranno in tutte le carceri d'Italia e la lasci.
Mi pare che non ci siamo proprio. Dice che è geloso, Iacchetti: ma geloso di che? Del fotografo? Degli operatori? Degli addetti all'illuminazione? Del condannato all'ergastolo per decapitazione che la bramerà tutte le notti con gli occhi cerchiati di rosso? Come fai a essere geloso di una che per cinque anni è stata insieme a te, se ti chiami Iacchetti? (e se assomigli a Iacchetti) Una così, la fedeltà ce l'ha nelle vene; le scorre come l'acqua lungo i marciapiedi durante il temporale, la fedeltà. Perché l'hai fatto, Enzino? Uno ti guardava e pensava che la vita era bella; pensava che la speranza c'era per tutti e financo l'Italia potesse assurgere a certi dettami di democrazia universale: uno guardava te, sottobraccio con la bella Maddalena, e si diceva che sì, dopotutto, una speranza non la si nega a nessuno.
una cosa in pubblica piazza con straccio di vesti e lancio di oggetti (e magari lei che dice cose tipo: «Ah sì? E allora mi devi dare UN MILIONE di euro, altrimenti il nostro video hard finisce su YouTube»). Non lo so: così mi pare che si gettino al vento cinque anni di vip-esistenza. Nemmeno una biografia scandalo, niente. Non lo capisco Iacchetti.
Sentite, io questi Griffin non so neanche cosa siano. Però mi parlano di un cartone animato veramente ma veramente divertente. Mi dicono pure che ai Simpsons gli fanno più di un giro intorno: il problema è che io, in vita mia, avrò visto tre-puntate-tre dei Simpsons e, in generale, ho l'impressione che questi cartoni animati facciano ridere a comando; facciano ridere perché devono far ridere, perché è molto di moda che facciano ridere. Ma, ad ogni modo, non è questo: quello che veramente mi fa ridere è che tra tutte le merdate che Mediaset manda in onda (ho visto una puntata di "C'è posta per te" qualche sabato fa, mentre ero a cena in un ristorante, che meritava l'immediato intervento delle forze armate in studio: due ragazzi malati di una certa tetraplegia o qualcosa di simile resi felici da Nek che aveva un album da promuovere. Una delle cose peggiori e di maggiore cattivo gusto che io abbia mai vista. Vi prego di credermi se vi dico che non sono più riuscito a mandare giù un boccone), tra tutti i vergognosi prodotti nazional-popolari addormenta-menti (a proposito di "Altrove" il programma di Costanzo: quando dicevo che si trattava
Sarà pure una gnocca con la testa, ma io Rula Jebreal proprio non la sopporto. Scusate lo sfogo, avrei dovuto occuparmi di tutt'altro in questo post, ma ho fatto l'errore di mettermi a scrivere con la televisione accesa su Anno Zero, il nuovo programma di Michele Santoro. Lo ammetto, il vecchio Micheluzzo ha perso un po' di smalto. Non tanto lui, sia chiaro, ma la trasmissione a mio avviso non è all'altezza dei vecchi programmi. Sarà perché mancano giornalisti come Riccardo Iacona (in assoluto tra i più bravi in Italia) o forse perché non c'è più il nemico Berlusconi da attaccare. Almeno questo potrebbero sostenere quelli che non l'hanno mai sopportato. Io, che invece l'ho sempre seguito, dico che il difetto è un altro.
A mio avviso Anno Zero sta sbagliando qualcosa. Che cosa si vuole dimostrare? Che gli italiani sono razzisti? Che i cattolici non amano il prossimo loro come se stessi? Eventualmente, non spetta ai giornalisti dimostrarlo. In Italia c'è un reale problema di integrazione che riguarda sia il nord, che il centro e il sud. Continuare a sposare posizioni politically correct solo perché fa molto di sinistra è un atteggiamento a mio avviso che porta a pochi risultati. E questo dovrebbero capirlo anche i politici fermi su certe posizioni o che si intestardiscono su argomenti che coinvolgono una cerchia di quindici persone. La gente, er popolo, è esasperato. In alcune aree, penso ai quartieri più disagiati delle metropoli, c'è un effettivo disagio verso gli immigrati, una sofferenza che andrebbe analizzata più a fondo e che va oltre le solite posizioni del leghista bergamasco tutto grappa e badile. Buttarla in caciara con il cattolico che si dice credente ma non praticante o continuare a dare spazio a personaggi del mondo musulmano (ma non è il caso di Santoro) che si presentano in studio con il velo non favorisce il dialogo, ma distorce il dibattito stesso.
Non resisto. Devo parlare di "Altrove - Liberi di sognare", la nuova trasmissione di Maurizio Costanzo in onda in seconda serata tutti i venerdì sera, per otto settimane, su Italia Uno. Non ne avrei mai trattato, giuro, ma una frase - una soltanto - di Costanzo in sede di presentazioni mi aveva colpito e, per questo, mi ero ripromesso di giudicare il prodotto in seconda sede. La frase era questa: "Altrove sarà tutto, tranne un reality show. Piuttosto un viaggio nelle carceri per conoscere, capire e mai giudicare". Il che mi era parsa una dichiarazione di guerra al sistema mediatico e televisivo da lui stesso elevato al successo (vale a dire La Più Totale Spazzatura). In sostanza la trasmissione funziona così: nella casa circondariale di Velletri sono state sistemate un numero imprecisato di telecamere (stile Grande Fratello, quindi negli angoli, sui soffitti, dietro gli specchi del bagno, accanto ai lavandini, nei corridoi, in cima alle porte) e coinvolti un numero ben preciso di carcerati (ventotto su quaranta). Costoro sono ripresi 24 ore su 24 nei loro atteggiamenti privati e intimi; vengono spiate le loro conversazioni sbocconcellate fatte di stentato italiano (quando sono italiani) e maccheronico italiano (quando sono stranieri, il più delle volte albanesi e rumeni). 
una critica - e forte - al messaggio che questi cortigiani della retorica e del finto perbenismo perpetrano da dietro quello schermo. Dire che "Altrove - Liberi di sognare" sarà TUTTO tranne un reality show è dire una bugia: e io le bugie non le tollero, quando le vieni a dire nel salotto di casa mia.
Un'altra fumata nera in Rai. Quella di ieri doveva essere la giornata delle nomine e invece il Consiglio di amministrazione di viale Mazzini ha aggiornato la seduta definendola, con una nota, riunione informale. Sintomo che qualcosa proprio non va nella spartizione delle poltrone. Alcune indiscrezioni parlano della scelta di Gianni Riotta, attuale vicedirettore del Corriere della Sera, per la poltrona del Tg1, con Maurizio Braccialarghe all'ufficio Personale e Guido Paglia a capo della Sipra, la concessionaria di pubblicità della Rai.
- Senti, te la sei scopata almeno?
- Non facciamo che darcele di santa ragione da cinquant'anni, Gerry. Tu hai rimediato un'ernia del disco e io una denuncia per guida in stato di ebrezza dopo quella festa dai Rabbit. Chi eravamo prima del grande boom? Tu facevi la controfigura in un circo, io ho vinto un concorso per ex tossicodipendenti da reintegrare. Rendiamoci conto di chi eravamo, ringraziamo il cielo per quello che abbiamo avuto e smettiamola di fare i finti tonti. Non c'è più spazio per noi...