venerdì, 23 novembre 2007

Un Paese normale
Categoria:televisione, scritto da andy capp


Soltanto un polverone, dov'è lo scandalo? Il titolo - azzeccatissimo - è quello scelto per l'editoriale di Bruno Vespa in edicola questa mattina su Il Giornale, il quotidiano dei prestanome di famiglia di Silvietto. Per paradosso il maggiordomo di Raiuno non è che abbia tutti torti. Il riferimento è ovviamente al vergognoso scandalo del tacito accordo Rai-Mediaset che avrebbe favorito nel 2004 e nel 2005 il gruppo del Biscione. Alzi la mano infatti chi non sapeva quello che stava succedendo in Rai durante gli anni di Governo della Cdl. La Bergamini, una delle protagonista della vicenda all'epoca dirigente Rai, era l'ex assistente di Silvietto, che oggi dice che quelle telefonate fatte ai dirigenti di Cologno Monzese sono la normalità per chi fa televisione. Così come sono normali le telefonate fatte dall'allora direttore del Tg1 Clemente J. Mimun, oggi direttore del Tg5, a Carlo Rossella, che oggi fa il direttore della Medusa.

Mi piacciono molto queste definizioni. Nel Paese più anormale del mondo è sempre tutto normale. E' normale che il capo del Governo possa tranquillamente possedere tre televisioni private e controllare quelle di Stato. E' normale che dopo due anni di Governo di Centrosinistra il tanto sbandierato problema del conflitto di interessi sia ancora lì. E' normale che Luigi Crespi ottenga l'appalto per gli exit poll della tv di Stato nonostante sia stato beccato fuori onda a fare un tifo sperticato per una parte politica. E' normale che il Capo dello Stato - un ex comunista - dichiari di non eccedere con le intercettazioni, soprattutto se protette da segreto istruttorio. E' tutto normale. Ciò che è anormale a mio avviso è che in questo Paese la gente non abbia cominciato a dare fuoco alle auto in sosta.

Mettiamo subito in chiaro una cosa: del fatto che non ci siano o meno tutti i requisiti per procedere legalmente con i responsabili a me non interessa nulla. Del fatto che le intercettazioni fossero coperte o meno da segreto istruttorio tanto meno. Pur non essendo affatto sorpreso dalla vicenda pretendo due cose: prima le scuse da tutti quelli che mi/ci prendevano per visionario, per ossessionato dal nanetto. E poi esigo il rimborso del Canone Rai - perché io lo pago il Canone Rai - per gli anni 2004, 2005, 2006 e 2007. E anche 2008 se vedrò ancora una puntata di Porta a Porta a partire dalla prossima settimana. Ho fatto un rapido calcolo: per i primi tre anni sono 99,60 euro. Per gli altri la cifra sale a 104. Quindi in totale - 2008 escluso si spera - la Rai mi deve 402,8 euro. Se volete anche voi avanzare le vostre richieste, basta scrivere qui.

Chiudo con una piccola curiosità di cui sono venuto a conoscenza in questi giorni mentre parlavo con un collega. Il Tg1 all'epoca è stato l'unico telegiornale del mondo a non mandare le immagini di Berlusconi che dava del kapò al parlamentare tedesco della Spd. Ma evidentemente all'epoca non era il caso di allarmarsi. Del resto in un Paese normale gli editti bulgari non sono mai esistiti.

venerdì, 26 ottobre 2007

Io odio nonno Libero
Categoria:televisione, scritto da andy capp


Causa febbre e conseguente apatia pomeridiana sono rimasto prigioniero per due giorni consecutivi di Uomini e Donne.

La trasmissione è sempre la solita, idioti da corteggiare e decerebrate che corteggiano, fiumi di parole inutili e ragionamenti su situazioni inventate, casalinghe del Tuscolano (ciao Emma -  abita sotto a mia zia, muaaaahhhh) che provano a fotografare comportamenti e reazioni il più delle volte normalissime. Maria De Filippi ormai non si alza nemmeno più. Sta seduta su uno scalino e aspetta che gli altri facciano il programma. Neanche la pubblicità viene chiamata ma entra a caso mentre qualcuno sta parlando. Insomma una confezione televisiva da vomito che solo nei soporiferi pomeriggi italiani (vista anche la concorrenza) poteva tenere così a lungo.

SpertiMa in tutto questo marcio c'è una luce che brilla.
Una mente. Un genio assoluto. E' lui secondo me il vero trionfatore: Gianni Sperti, professione: consigliere del tronista. Funzione: stare seduto per due ore con la palpebra semi-calata a guardare questi idioti che non parlano di niente. Il bello del programma è che a volte tra i tronisti capita qualche furbetto, vedi il 45enne brizzolato di Brescia che c'è ora, capace di pomiciarsi due tipe al giorno, trombarsene una a settimana e tutto questo gratis, anzi magari pure pagato, e tutto fino a gennaio 2008 quando dovrà scegliere la donna che potrebbe diventare la compagna della sua vita, recita lo slogan. Torniamo però un momento da Gianni Sperti, che si smuove con un semisorriso giusto quando becca uno così. Io vorrei parlargli per dire questo:

Caro Gianni Sperti,

mi rivolgo a te considerandoti il vero neofuturista del 2007. Senza bisogno di spargere sangue finto nella Fontana di Trevi, sei riuscito in un'impresa stellare, che andrebbe raccontata nelle Università. Gianni tu sei l'unico italiano che se ne andrà in pensione con uno stipendio da nababbo dopo essere stato seduto due ore al giorno per dieci-dodici anni senza fare niente. Tu sei un genio e io vorrei che tu scrivessi su questo blog affinché il tuo verbo ci illuminasse. Si dice che quelli come te siano furbi, ma tu non sei nemmeno quello. Tu sei Gianni Sperti, professione: consigliere del tronista. Praticamente come dare consigli a una ringhiera sperando di ottenere qualcosa. Ma la tua grandezza è tutta nella tua compostezza. Tu, caro Gianni, mai hai preteso di insegnarci, mai hai voluto strafare, condurre, interrompere. Tu non hai mai fatto un cazzo di niente per anni. E te ne andrai a fare in culo con la pensione di un direttore di Banca. Il vero genio sei tu, nel silenzio assordante della tua vuotezza interiore, ti ergi a libero pensatore del Duemila al fianco di esseri bipedi non dotati di materia grigia.

CanàAmo il trash televisivo e come molti di voi ho buttato tantissimo tempo davanti alle televisioni locali e alle loro improponibili televendite. In cima alle mie preferenze c'è quella dei Magazzini Mas interpretata da Alvaro Vitali e compagna, ma qualcuno di voi ricorderà anche il mitico Magic Harry, che con una passata ti sistemava i capelli. Questo per dire che sono piuttosto sensibile all'argomento.

Sono uno di quelli che prende la cornetta perché Mondialcasa mi aspetta. Ecco ieri mentre prendevo la cornetta per chiamare Ste e confidargli questa mia stima per il neofuturista del 2007 all'improvviso ho sentito il richiamo delle pentole. Chi me le offriva però era quell'essere poco digeribile da un punto di vista estetico col vocione rauco, uscito come il dandy che dispensava consigli su tutto e tutti, che scriveva libri sponsorizzato da Costanzo. Tu, buffone, hai fatto fuori il grande Giorgione Mastrota, un altro che di pretese non ne ha mai avute e che per questo aveva la mia stima: "Vendo pentole  e materassi. E allora? Non so fare altro...", disse una volta. E' di gente così che ha bisogno la televisione italiana. Di gente consapevole dei propri limiti. Serve che ciascuno faccia il suo: l'idiota l'idiota, il venditore il venditore, il giornalista il giornalista, l'autore l'autore. Ecco perché amo Oronzo Canà e odio Nonno Libero.

mercoledì, 26 settembre 2007

Grosso guaio a Viale Mazzini
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


(A un tavolo lunghissimo sono sedute due persone calve)
- Il caso è serio.
- Certo ma…
- Niente ma. Il caso è serio.
- Tu che ne pensi?
- Di culo...
- Sì ma di culo come?
- Che vuol dire "di culo come"?
- Vuol dire "di culo come". Vuol dire questo. Significa: come lo dobbiamo inquadrare questo culo?
- E appunto! Un culo come vuoi che si inquadri? Di culo! Le fai girare, metti un videowall, non lo so!
- Non funziona...
- Cosa non funziona?
- Il videowall...
- Per Dio, era tanto per dire. Un videowall per inquadrare il culo. Le fai girare, fai venire la giuria... Un modo si trova...
- Te l'immagini?
- Cosa?
- Mike che fa girare 45 miss di culo?
- ...
- Diventa comico... E noi non vogliamo l'effetto comico.
- E quindi?
- ...
- ...
- Non lo so... Serve un'idea.
- Siamo qui apposta.
- Sì ma serve un'idea per la stesura della prossima scaletta, vale a dire entro questa sera...
- Merda...
- Già.
- Che dice il Direttore?
- Che vuoi che dica...
- Che dice?
- Niente dice. Come sempre. Sta di là a farsi i bigodini o quello che cazzo fa tutte quelle ore in sala trucco…
- Merda.
- ...
- Potremmo...
- Cosa?
- No, niente.
- Dimmi.
(Fuori, intanto, crolla a terra un uomo. Un laureato suicida dal settimo piano: non ne poteva più di un contratto a tempo determinato da 650 euro lordi)
- Pensavo che potremmo demandare la cosa alla Goggi. Sai com'è: una donna che chiede ad altre donne di mostrare il culo agli spettatori sembrerà meno maschilista...
- ...
- Che te ne pare?
- E' una stronzata...
- Perché?!
- Perché è una cazzata! Mike non accetterà mai. Non dopo quello che è successo...
- ...
- Ci mancava solo la soubrette isterica in diretta...
- Dai, la Goggi non è una soubrette.
- Quello che è... Ha firmato un contratto da...
- Se la chiami soubrette fai il gioco della sua polemica, no? S'è sentita insultata proprio perché Mike l'ha trattata da soubrette...
- E invece cos'è?
- Chi?
- La Goggi!
- Ebbè, la Goggi, dai, è una che ha fatto carriera in televisione, è una che ha lavorato con... Come si chiama... E pure quell'altro lì... Una delle prime donne a fare le imitazioni in scena... Insomma, la Goggi non...
- Dai...
- Ad ogni modo...
- Già...
- Come si risolve la questione?
(S'ode uno sparo in lontananza: un pensionato non ha sopportato che Mastella abbia potuto acquistare un intero palazzo al centro di Roma a 800mila euro, mentre lui dovrebbe pagare 750 euro mensili di affitto per un bilocale da 45 mq in periferia)
- Te l'immagini il Moige da domani sera? Già hanno rotto i coglioni...
- Eh...
- Far girare le miss di Culo...
- ... Dobbiamo trovare un modo per...
- ... Ce ne diranno di tutti i colori...
- ... E se le facessimo girare di culo, però più vestite? Semmai in jeans? Anche la Cassazione ha detto che se c'è il jeans non è violenza. Quindi figurati se...
- ... E il maschilismo, e il femminismo, e le quota rose e le pari opportunità...
- .. Potrebbe sembrare meno... Meno... Come dire...
- ... Vedrai se non tireranno fuori le statistiche sulle violenze sulle donne... Lo fanno sempre. Tirano sempre fuori quelle cazzo di statistiche...
- Se il problema è il rapporto Mike-Loretta, sbattiamocene le palle... Siamo noi gli autori, in fondo... O no? Facciamo fare alla Goggi e...
- ... Come se le Miss concorressero per diventare donatrici di organi. O giudici di pace... E' o non è un concorso di bellezza? E allora fuori il culo, perdio. Lo dice anche Tinto Brass...
- ... Cerchiamo di centrare il problema...
- E qual è il problema?
(I due si spazientiscono non appena dalla finestra trapela puzza di gas. E' quello utilizzato da un insegnante che dopo 8 anni non riesce ancora a diventare di ruolo. La finestra viene chiusa)
- Il problema, seguimi adesso, il problema non è il culo o il non culo. Il problema è come farlo vedere senza che questo sembri maschilista, volgare, offensivo o altre menate.
- ...
- Allora. Se dare la responsabilità alla conduttrice femminile non funziona, allora potrebbe essere tutta questione di inquadratura...
- Di inquadratura?
- Di inquadratura!
- Come di inquadratura?
- Tipo: un culo in primo piano cos'è? È volgare? È maschilista? Va bene. E una panoramica, invece? Un totale su una decina di culi tutti insieme? Cos'è questo? Potrebbe sembrare meno volgare?
(All'improvviso un grande fracasso. Niente di grave: è solo la macchina di un parlamentare che procedeva da oltre un chilometro contromano. Stavolta è andata male è l'infrazione è costata la vita a una famiglia di quattro persone. Lui, il parlamentare, ovviamente sta bene e ha chiamato un'ambulanza col telefono "aziendale". L'ambulanza è già arrivata)
- Potrebbe sembrarlo, ma è volgare lo stesso...
- E qui casca l'asino! Perché a noi non interessa! Se non sembra volgare, allora non è volgare! C'è appeso questo cartello, no, nell'ufficio del Direttore? O non c'è appeso? E sotto c'è una tavola di Milo Manara che rappresenta la masturbazione femminile. Allora facciamo così!
- Facciamo masturbare le miss?
- Lo facciamo sembrare meno volgare, anche se in realtà lo è tantissimo!
- Quindi?
- Quindi inquadriamo i culi delle cazzo di Miss quando escono dalla scena, vestite in bikini o quello che è. Loro escono di spalle e noi facciamo vedere i giurati che prendono appunti... Si soffermano LORO sui culi delle miss, non noi. Noi facciamo solo capire che LORO si stanno soffermando sui culi delle miss.
- Prendono appunti sui culi delle miss?
- Massì! Funzionerà. Niente primi piani: faccio stampare subito i meme per i cameraman e poi vado dal regista.
- E' un po' macchinoso...
- Senti: o così o lo facciamo fare alla Goggi...
- Per carità. A Mike gli prende l'ictus.
(Un altro corpo precipita a terra. Stavolta è un operaio senza casco. Il suo lavoro non era considerato affatto usurante dallo Stato. Invece il barbiere del Parlamento sì. C'è una copia aperta del giornale su un tavolo e si legge che il barbiere del Parlamento è stato inserito nella categoria dei lavori usuranti – notizia vera ndr)
- Allora siamo d'accordo. Culi sì, ma non in primo piano.
- Benissimo.
- Ti vedo dubbioso...
- No, è che...
- Cosa?
- Mah... A me 'sti culi mi piacevano.
- Tanto te li becchi quanti ne vuoi in camerino. Dal vivo. Non è meglio?
- Massì.
- E allora?
- Niente. Però facciamo vincere la 256.
- Siamo già d'accordo, mi pare.
- La 256 è stupenda.
- ...
- Cosa?

- L'hai vista struccata?
- No.
- E' sputata a Mike Bongiorno.
- ...
- ...
- Ok, passiamo al prossimo ordine del giorno.
- Qual è?
- Nella puntata di Porta a Porta dedicata all'arresto di Alberto Stasi, la bicicletta ci deve essere nello studio o non ci deve essere?

(Il sole si oscura per l'ultima volta: stavolta è un giornalista precario, perfino in regola con l'Irpef. Ha appena saputo che l'ex calciatore Coco ha percepito 1   m i l i o n e   d i   e u r o  per partecipare all'Isola dei Famosi)

culo

(dedicato a chi il culo se lo fa davvero)

Le altre conversazioni surreali di Noantri:
>>> Tom & Gerry e la censura
>>> Brokeback Willer (anche i cowboy, nel loro piccolo, s'inculano)
>>> Televisionology (l'inganno e l'ipnosi)

mercoledì, 20 giugno 2007

Fuck-ondazione assistita
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


beautifulAvete capito che roba? In America Taylor è un'altra volta incinta. Taylor di Beautiful, dico, anzi Taylor di "Bold and the Beautiful", ché il titolo originale m'ha sempre fatto molto ridere. Capito? E' incinta. Di nuovo. E già qui: quanti anni avrà Taylor? Settantacinque, non meno di sessanta? Alla pari della collega Brooke, in vent'anni di onorata carriera anche lei non ha fatto altro che piangere, partorire e morire: ha disseminati figli come unghie tagliate nel lavandino e il più piccolo di questi, oggi, avrà almeno 30 anni e già scopacchia com'è tradizione familiare. Ora Taylor è di nuovo in cinta: con "ora" intendo dire "tra sei mesi" perché, da che mondo è mondo, si sa come funziona in Beautiful. Le puntate originali stanno sei mesi avanti a quelle italiane: perciò noi ci attacchiamo al famoso tram e aspettiamo. Per dire: qui ancora si vede Sally Spectra. Invece in America Sally Spectra è già da un sacco di tempo che è bella che morta. Morta veramente intendo. E' morta l'attrice e tutto quanto: però da noi, che siamo sei mesi indietro nel tempo, c'è ancora, con i capelli rossi eccetera.

beautiful1Insomma che è capitato a Beautiful tra sei mesi? E' successo che Taylor s'è messa con Nick, il marinaio miliardario, e che tutti e due vogliono un figlio. Ora, non ho capito bene il motivo, ma succede che questa creatura non venga concepita nel solito modo (trombando) ma via fecondazione assistita. Ho letto da qualche parte che si tratterebbe, questo, del primo riferimento tanto esplicito di Beautiful all'attualità, fatto sta che i due - Taylor e Nick - decidono di fare così, però poi che succede? Succede che Brooke s'incazza, perché ancora innamorata del marinaio miliardario, e allora, non si sa bene come, s'infila nell'ospedale dove Taylor viene assistita per la fecondazione e combina l'imponderabile, ovvero scambia le provette, vai a capire, non viene spiegato lucidamente negli articoli che ho letto, oppure induce il medico a sbagliare di proposito, o chi lo sa che cosa, ma, insomma, la cosa importante è che alla fine gli ovuli di Brooke vengono fecondati al posto di quelli di Taylor e quindi inconcepibilmente impiantati (si dice così?) dentro quest'ultima. In pratica Taylor crescerà (e metterà al mondo, si presume) una creatura che, di fatto, è figlia della sua acerrima rivale in amore. Taylor, tra sei mesi in Beautiful, sarà incinta di Brooke.

E' l'apocalisse.
Qui avrebbero scomunicato perfino i telecomandi.

venerdì, 11 maggio 2007

Carbonara Express
Categoria:televisione, scritto da andy capp


Carbonara Express

Non avevo mai avuto voglia di fare colazione con un bel piatto di rigatoni con la pajata oppure con una succulenta carbonara. Magari cucinata da un cuoco giapponese. Eppure questa mattina dopo aver visto il nostro secondo servizio su Un Mondo a Colori è stato proprio così. Questa volta ho agito nell'ombra vestendo i panni del segretario di redazione. Quindi i complimenti vanno ai miei due amici, Stefano e Alberto, che sono stati davvero bravi. Se non siete riusciti ad alzarvi per l'ora della messa in onda niente paura. Sul sito della trasmissione c'è la possibilità di rivedere la puntata in streaming. Tranquilli, dura solo 13 minuti quindi potete farcela.

Faccio una previsione: stavolta superiamo il 4,5% di share. Altrimenti paghiamo da bere a tutti i lettori del blog, che prima però dovranno superare un quiz per dimostrare di aver visto il servizio. Buona visione a tutti da noantri.

Logo"Quante volte ci è capitato di vedere nelle cucine dei nostri ristoranti cuochi stranieri? Nella puntata di oggi i reporter di Un mondo a colori sono andati in tre grandi città italiane: Roma, Milano e Torino, dove anche nei ristoranti certificati come tipici i cuochi sono stranieri, perché gli stranieri lavorano di più e a prezzi più bassi".

E non finisce qui...

lunedì, 23 aprile 2007

Il vecchio bacucco
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


Enzo BiagiIeri ho deciso di guardare il ritorno di Enzo Biagi in televisione. Non ne sono rimasto deluso, diciamo che la trasmissione in sé è un'accozzaglia molto (troppo) post-prodotta di già visto che nulla dà e nulla toglie alla televisione italiana, fatta eccezione per la presenza di Biagi stesso, il quale, pur non essendo io un estimatore della persona tout court, costituisce finalmente un paradigma significativo, minimo ma significativo, di certi criteri di giustizia, democrazia e libertà. (o comunque un ritorno a un paradigma significativo di)

Quello che voglio scrivere adesso, su Rotocalco Televisivo, la nuova trasmissione del vecchio bacucco Enzo Biagi, è che per un momento solo, circa venti minuti, i venti minuti coincidenti con l'inizio del programma stesso, ho pensato, seduto davanti alla televisione, per la prima volta, forse, in sei o sette anni, ho pensato che finalmente stava succedendo qualcosa, ho pensato che finalmente qualcosa di diverso, vero e maturo stava succedendo dentro quella scatola di circuiti elettrici e corrente, ho pensato che era arrivato (tornato) qualcuno che potesse prenderci per le spalle e scuoterci come un marito geloso farebbe con la moglie per farle confessare il nascondiglio dell'amante.

Roberto SavianoHo pensato a queste cose, queste che vi ho detto, prendendo atto della presenza di Roberto Saviano in qualità di primo ospite, in studio. Ecco che dopo una breve clip introduttiva sulla camorra, con immagini di repertorio di Napoli, la regia è rientrata con un primo piano del faccione simbolo straconosciuto di Roberto Saviano - faccione simbolo delle copertine e degli articoli dei giornali - che mai io avevo visto dentro quella scatola di circuiti elettrici e corrente, per la sola ragione che mai nessuno s'era preso la briga o aveva avuto il coraggio (o l'autorevolezza) per invitarlo a sedere in un salotto per un faccia a faccia in prima serata. E' stato un momento durato il tempo dell'intervista, poi la trasmissione è scemata per i motivi che ho detto all'inizio, ma mi ha inoculato coraggio, spirito critico e nuova consapevolezza del potere della televisione: c'è stato anche un altro momento, un momento opposto, durante la sigla, in cui, invece, ho avuto timore. Timore per Biagi, per quel vecchio bacucco komunista: un timore freddo durante quella sigla con le immagini di repertorio più scontate che si potessero trovare, roba da brainstorming di dieci scimmie ammaestrate, ho pensato, torri gemelle, auschwitz, le grandi mattanze, falconeeborsellino, tutto contornato dalle parole chiave dell'umanità libera, parole come giustizia, libertà, amore, pace, e poi un rincorrersi di articoli della Costituzione, al che, ecco, durante questo momento pauroso, ho pensato oh no, ci risiamo, un altro vate della costituzione, un altro nostalgico dei padri fondatori, un altro partigiano represso sceso dai monti con le idee di una trebbiatrice e il cappello d'alpino in testa, porca miseria, vecchio bacucco, così darai ragione ai filippi facci, con questa cosa qui. Poi, tac, il faccione di Roberto Saviano e un'intervista leggera, posata, precisa, chirurgica che ha tirato fuori dall'autore di Gomorra quello che nessuno aveva mai tirato fuori, cioè il suo lato Scrittore, il suo amore per la parola letteraria, la sua profonda passione per il racconto, ancor prima che per la denuncia sociale.

Allora mi sono sollevato sulla poltrona e ho detto: "Ecco". Nient'altro. Dopo di che ho mandato un sms ad Andy Capp perché finalmente c'eravamo. Con Saviano in studio, il vecchio bacucco (verso cui non faccio tifo di alcun genere, anche se fu lui, anni e anni fa, quando mi avvicinavo a questa professione, ad insegnarmi una cosa importante, che ho sempre fatto mia, dicendo: "Se non hai un punto di vista non sei un uomo, figurati un giornalista") questo vecchio bacucco ha colpito e affondato tutti, mettendola democraticamente ed elegantemente in culo a coloro i quali la televisione la fanno da sempre con il rumore assordante del nulla. Con Saviano in qualità di primo ospite della trasmissione più importante dell'anno, Biagi e il suo staff hanno dimostrato una sapiente presenza critica e una reale, concreta voglia di ridare speranza a chi ancora un minimo credeva nelle capacità ipodermiche della televisione costruttiva.

Per fare centro in tutto e per tutto, il secondo ospite avrebbe dovuto essere Massimo Moratti. Ci ho sperato, addirittura, ho detto: "Vuoi vedere…?", ma non c'era.

mercoledì, 11 aprile 2007

Noantri è la puntata del giorno
Categoria:televisione, scritto da noantri


LogoSiamo andati in onda con il nostro servizio questa mattina alle ore 9.45 su RaiDue. Potete rivedere la puntata in streaming qui (si intitola "Dignità al metro quadro"). Grazie a tutti quelli che ci hanno dedicato un po' del loro tempo nei commenti del post precedente e a chi del programma ha creduto in noi. Un altro mondo è possibile. Meglio se a colori.

"Il 13 gennaio 2007 in una casa di Via Buonarroti, vicino a Piazza Vittorio a Roma, una madre ed un figlio di nazionalità bengalese sono morti mentre tentavano di sfuggire ad un incendio scoppiato nell'appartamento sovraffollato in cui vivevano con altre 12 persone, tutte di nazionalità bengalese, pagando un affitto a nero di circa 2500 euro.
E’ ben noto che Roma – al pari di molte altre grandi città italiane – è inaccessibile per tutti coloro che vivono in condizioni di disagio. I prezzi degli affitti sono ormai insostenibili, un vero e proprio racket gestito da padroni di casa, il più delle volte italiani, che non esitano a stipare nei loro appartamenti 15-20 persone, ignorando le più elementari norme di sicurezza ed igiene".

dignita

martedì, 20 marzo 2007

Un blog a colori (Mamma, guarda: il mio direttore è Giovanni Minoli!)
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


raiDire che lavori per la Rai è come dire che andrai in vacanza a Cuba.
Ho notato lo stesso genere di reazione nella gente a cui ne ho parlato in queste lunghe settimane, lo stesso strabuzzare d'occhi a metà tra l'indignato (tu? E allora perché non io?), l'interessato e il bonariamente stupito.

Questo indipendentemente dai significati che l'espressione "Lavorare per la Rai" può assumere: pulire i cessi, oppure arrotolare i tappeti, non è importante. È come quando la gente ti urta di gomito e con un occhiolino teatrale ti fa: "Ah, Cuba. Le puttane, il sesso! Vecchio pennellone!", con il medesimo tono di chi la sa già lunga sulle cose della vita, così fanno quando te ne esci che, sbam, ti sei messo, tra le altre cose, a lavorare per la Rai.

Le reazioni raggiungono punte di isteria collettiva quando ti azzardi a rilevare che per la Rai (RaiDue, Rai Educational, direttore Giovanni Minoli) fai dei servizi praticamente impegnati, brevi reportages: ti guardano, stavolta senza più ironia, perché per loro - quelli che ti dicono "Pennellone" quando sanno che andrai in vacanza a Cuba - accettare la cosa, il fatto che lavori in Rai, è umanamente possibile fin quando sanno vagamente cos'è che fai per questa benedetta Rai. Prendere atto, con precisione e certezza, che quello che fai per la Rai, in effetti, non è pulire i cessi (potresti sempre finire a farlo, certo) ma inventare, scrivere, montare e DIRIGERE, reportages sull'integrazione, l'immigrazione, il disagio sociale e tutte queste cose qui per la trasmissione "Un Mondo a Colori", questo li annienta per sempre. Ti prendono da parte e ti domandano quand'è che hai vinto la lotteria e hai trovato i soldi per Cuba.

rai1Non si capacitano. Dicono che non è possibile, domandano il nome e il cognome del santo a cui ti sei appellato e chiaramente si rifiutano di accettare ogni tua spiegazione circa il fatto che NO, non stai per diventare ricchissimo, NO, non sono tutte rose e fiori (anche se è un bel patire), NO non ti sei scopato a due a due le vallette dell'edizione serale della trasmissione dei PACCHI e che NO, non sai nulla di nulla su chi vincerà il Festival di Sanremo. È un meccanismo perverso, sputato a quello che si innesca la prima volta che raduni i tuoi amici e li saluti prima di partire per i Carabi: è tutto un guardarsi l'uno con l'altro come in una partita di briscola.

Con il finale esaltante dell'ultima confessione, quella che difficilmente ne lascia in piedi uno: sto parlando di quando dici loro, lo dici, è chiaro, con distratto calcolo, con nonchalance d'alta scuola, magari appena prima di congedarti, di togliere il disturbo, ti giri un'ultima volta e dici loro che NULLA hai fatto per meritarti tutto questo, neanche una raccomandata hai dovuto inviare per imbarcarti su questo aeroplano battente bandiera cubana, semplicemente è stata la montagna a venire da Maometto e fuori di metafora, è stata mamma Rai a venire da te, un bel giorno, sottoforma di posta elettronica, e soltanto perché chi è a capo del programma in questione ti faceva l'onore di essere anche lettore di QUESTO blog. È lì che li stendi tutti, perché è che ti sei steso pure tu: nel momento in cui ti sei scoperto prova vivente di un certo pensiero per cui, ogni tanto, ancora si può dare una possibilità ai figli di nessuno, quelli che non hanno amici influenti, quelli che non sono mai stati pezzi grossi, quelli che non si fanno spingere perché non hanno mani dietro le spalle.

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[il nostro cameraman in azione sabato 20 gennaio, primo giorno dei lavori]

E allora, fuor di metafora: questa cosa è andata. Sono venuti da noi, da me e da Andy Capp, e ci hanno detto: provate. Abbiamo provato e la cosa è andata. Avrà anche un seguito: personalmente sono già al lavoro sul prossimo servizio. (mi piace tantissimo usare termini pazzeschi e a me sconosciuti solo fino a due mesi fa, tipo: beta, avid, audio a canali separati, rvm! Ne farò sicuramente un post) Buttarsi in piscina senza braccioli è stato esaltante e preoccupante: abbiamo dovuto infilare questo impegno per noi Enorme negli interstizi di tempo lasciati liberi dai nostri lavori principali e senza cedere mai alla tentazione di fare meglio una cosa piuttosto che un'altra. Essere dei Professionisti Esemplari è sempre stato in testa alla lista delle nostre priorità: se avrete voglia di guardare il nostro servizio, vi diremo quando andrà in onda; (tra poco) qualora doveste perdervelo - cosa plausibile, dal momento che potrebbe non fregarvene di meno, e anche viceversa, pur fregandovene, potreste perderlo ugualmente perché la trasmissione va in onda alla mattina, intorno alle 9.45, orario in cui le persone sane stanno dormendo, e quelle insane già stanno al lavoro - qualora doveste perderlo, dicevo, c'è sempre il sito di cui sopra, dove vanno in streaming tutte le puntate già trasmesse in televisione.

Fiù. Arrivo a questo punto senza fiato. Covavo questo post da due mesi e alla fine scopro che non è granché. E' come quando ti infili due dita nelle orecchie perché pensi che sarà un gran botto e invece il tappo salta via loffo loffo. Sarà che ho esaurito tutte le emozioni nervose nel tentativo di portare a termine onestamente questo lavoro; (ho scoperto che fare "ad alti livelli" qualcosa di cui non si ha assoluta competenza, è il massimo dello stress possibile) Sarà che quel che sarà. Ad ogni modo questo è quanto, per adesso: lavoro per la televisione. Io, che di certa televisione ho nutrito i post più carichi di bile di questo blog. (cazzo, sono sulla stessa rete che trasmette Lost e Tom & Gerry! Che voglio di più?)

mercoledì, 28 febbraio 2007

... Adesso io la voglio
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


sanremo5E mica ti mollo così, Michelle.
E no. Non ti mollo. Io adesso la voglio.

Perché senti: uno fino a ieri poteva pure pensare che quella cifra, unmilionedieuro, che ne so, potesse magari essere, dico per dire, una strumentalizzazione, un gossip, una voce infondata insomma. Succedono di queste cose: i giornali scrivono e scrivono e poi si sa come va a finire. Invece qui è arrivato nientepopodimenoche l'impresario Ballandi e ha confermato tutto. Tutto! Unmilionedieuro: anzi di più. Aspetta, per la precisione: unmilioneesettantamilaeuro!

Lesta è arrivata anche un'interrogazione urgente della senatrice Procaccini che s'è indignata, ha detto che tutti questi soldi sono una vergogna.  Al che Ballandi s'è preoccupato, ha cominciato a grattarsi la testa finché non è caduta tutta la forfora, poverino, e ha specificato: oh, intendiamoci, unmilioneesettantamilaeuro sì, ma mica tutti per la Hunziker, mica siamo scemi qua, dietro il Festival ci lavora un sacco di persone serie, in gamba, mica stiamo a pettinare le bambole a Viale Mazzini.

sanremo2Perciò mettetevi in testa che questo milioneesettantamilaeuro è in realtà un pacchetto "all inclusive", te capì? Vale a dire che con il netto di quella cifra ci si paga pure, sentite qua che siamo nella fantascienza totale, questa roba qui - credetemi - mai nemmeno Ray Bradbury, allora, allora, sto fremendo, non vedo l'ora, dunque con quella cifra lì, unmilionesettantamilaeuro, l'ex signora Ramazzotti ci si deve pagare, LEI, pure il vitto (quanto magna?), l'alloggio ('ndo dorme?), i viaggi (i viaggi? 'Ndo dovrà mai annà 'sti cinque giorni? Non si può sta' ferma un momento?) e le spese (bigodini, tampax). Come se non bastasse, la stessa cifra deve bastare anche per i compensi dei suoi autori (ci ha gli autori, lei…), i ballerini (ci ha i ballerini personali…) e il coreografo David Parsons, arrivato apposta - leggo testualmente dall'agenzia di stampa - dagli Stati Uniti, che a me ha sempre fatto tantissimo ridere questa idea molto frizzante del tizio che viene apposta da... E non dimentichiamoci delle guardie del corpo e del parrucchiere personale.

sanremo4Quindi il comunicato di Ballandi prosegue sviscerando una serie di cose deliranti, tipo che qualcuno dovrà pur pagare il casting per i bambini che hanno ballato con Michelle nella prima serata (ve li immaginate i bambini che vanno dal sindacato perché pretendono d'essere pagati? E moltissimo, anche) e pagare possibilmente anche i musicisti e gli arrangiamenti di Celso Valli. Celso chi? Fatemi capire: adesso con 'sti cazzo di unmilioneesettantamilaeuro noi ci dobbiamo pagare chiunque? Pure io vengo pagato con quei soldi lì e voialtri laggiù è inutile che ridete, lo sapete o non lo sapete chi è che paga la scuola a vostro figlio? Fa tutto Michelle Hunziker. L'ultima missione spaziale russa? La paga la Hunziker. La campagna promozionale di Windows Vista? La paga la Hunziker. Paga tutto la Hunziker. E allora che paghi pure me.

Io
la
voglio!

martedì, 27 febbraio 2007

... E che doverosamente la dia
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


sanremoNon so voi, ma per unmilionedieuro di compenso io pretendo che Michelle Hunziker, durante il Festival di Sanremo, la dia.
Poi potremo ritornare a parlarne. Che la dia e che la faccia anche vedere, annusare ed esaminare a tutta la prima fila e ai primi centomila abbonàti RAI. Per unmilionedieuro pretendo che Michelle Hunzikeer si cambi d'abito una volta al minuto senza perdere l'equilibrio, che lo presenti sempre e solo lei, il Festival, e che canti pure tutte le canzoni.

No, non mi voglio indignare per niente - dicono che spreco troppe energie per indignarmi del niente, ma che ci posso fare se proprio non ce la faccio a mandare giù certe cosacce brutte?, e poi anche voi, insomma, fate qualcosa, dite qualcosa, sì, dico a voi, lettori, per la miseria!, vi sembra normale? Vi pare una cifra normale? Unmilionedieuro porcogiuda! Pensate a vostra figlia piccola quanto dovrà lavorare per arrivare a una cifra simile: senza contare che a tre anni e mezzo sa fare già molte più cose di Michelle Hunziker e quasi tutte meglio! (ho detto quasi)

sanremo3Perciò, giuro, non mi voglio indignare per niente, giuro giuro giuro, però concedetemi questa piccola parentesi, minuscola, poi smetto, sì insomma fatemi fare il solito discorso amatissimo dell'io sono io e voi non siete un cazzo, epperò veniteci pure voialtri sotto questo ombrello e ditemi: non siete con me nell'avvertire un certo brividino d'indignazione maxima, uno scondinzolamento delle viscere che vorrebbe - sotto sotto - condurvi nei pressi della ridente cittadina ligure, diciamo, agli inizi della prossima settimana, armati di tutte quelle armi lì, quelle armi disegnate su quei cartelli che la gente portava in giro a Vicenza con una grossa X rossa disegnata sopra? Non vi viene urgenza di fare una cosa del genere e sparacchiare a casaccio (fiori) sulla folla con un fucile semi-automatico? Unmilionedieuro, per tutti i lelemora! Si merita unmilionedieuro, una tizia che è stata fidanzata con Eros Ramazzotti? Forse sì, per venirne fuori, indubbiamente certe cure sanremo1costano, ma dico io: unmilionedieuro? Cioè: duemiliardi! Ma chi la vuole Michelle Hunziker? Ecco, spiegatemi questo, solo questo, davvero, poi mi fermo, mi zittisco e mi metto qui, in quest'angolo buono buono. La vuole qualcuno? La stiamo strappando a un'agguerrita concorrenza transnazionale? E' stato fatto un sondaggio doxa? Lo ha detto il Papa? Con 400mila euro non si convinceva, forse? Diceva no? S'impuntava lei: o unmilionedieuro o me ne torno a Lugano.

Perciò: io pretendo che la dia. Ma che la dia a tutti, come dio comanda e indiscriminatamente. Pure al vincitore del premio della critica, se è il caso. E la giuria di qualità? C'è ancora la giuria di qualità? Se c'è ancora, allora che la dia anche alla giuria di qualità. Avete capito bene: anche alla giuria di qualità.

sabato, 03 febbraio 2007

Votate!
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


Adesso vi metto qui una classifica. Sono dieci sigle. Le dieci sigle anni '80 e '90 che, più di altre, mi dicono qualcosa. Però non è una classifica che riguarda, appunto, i telefilm. Non riguarda nemmeno le sigle. E' una classifica d'amore: può anche capitare che una sigla inserita in classifica non corrisponda a un telefilm che guardassi. Però sono dieci sigle che, ascoltate oggi, mi gettano tutte in uno sconforto da amarcord lacrimosissimo. Dalla posizione numero 10 alla posizione numero 1. Via. 

10. Bayside School. Perché adoravo Screetch. E perché tutte le mattine, alle 8.50 in punto, desideravo una classe come quella lì e non come la mia.

9. Bo & Luke (Hazzard). Perché mi piaceva la macchina rossa al rallentatore. E perché scoprii gli hot pants. Elemento femminile su cui avrei speso molto del mio tempo, in futuro.

8. A-team. Perché Mr. T valeva il prezzo del biglietto. E John "Hannibal" Smith faceva il resto.


7. Baywatch. In una parola: autoerotismo.

6. Supercar. Perché David Hasseloff non era un uomo qualunque. E io VOLEVO essere David Hasseloff!

5. Quantum Leap. Uno dei più originali film di sempre. Cominciai a seguirlo perché il personaggio principale (il mitico Scott Bakula) era doppiato dal mio vicino di casa. Poi non lo mollai più: nella puntata in cui lui DIVENTA Michael Jackson bambino e ancora negro, pensai letteralmente di impazzire di gioia.

4. Starsky & hutch. Perché quei due erano i migliori. Forse il più bel telefilm poliziesco "in coppia" mai scritto.

3. Il mio amico ultraman. Perché, timido com'ero, se qualche ragazzina si avvicinava era solo perché a quei tempi ero identico a Jerry O'Connell. Durante la sigla mia madre si commuoveva e mi indicava sullo schermo. Pensava che sarei diventato anche io un grande attore. O forse un tizio con superpoteri, chissà...

2. Mac Gyver. Perché sì. L'unico telefilm di cui abbia visto TUTTE le puntate, compresa l'ultima: quella in cui lui va via col figlio ritrovato, a bordo della moto e si sente la voce dell'attore Richard Dean Anderson, doppiato dal magico Saverio Moriones che ringrazia il pubblico per l'affetto e la fedeltà. Ricordo che piansi.

1. Beverly Hills. La cosa migliore mai creata dall'uomo dopo la birra.


Quanto a voialtri?

sabato, 25 novembre 2006

Capire Iacchetti
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


corvaglia2Io non lo capisco Iacchetti. Ma perché ha mollato la Corvaglia? Ti metti con una Velina e che ti aspetti? Che apra una taverna a Livorno? Non li capisco questi Vips: quello conduce Striscia la Notizia e, pur bruttarello che è, infinocchia la bella biondina e se la porta a casa. Mica per una notte o una gita in barca a vela! Questi convivono per cinque anni, poi lei decide che s'è fatto il tempo per un calendario e - come niente - Iacchetti la molla. A parte il fatto che sono proprio sbagliati i tempi: stai per cinque anni con la donna dello spettacolo più sfigata della storia della televisione e le sorridi ogni sera rincasando; poi quella finalmente fa una cosa per cui la conosceranno in tutte le carceri d'Italia e la lasci.

corvagliaMi pare che non ci siamo proprio. Dice che è geloso, Iacchetti: ma geloso di che? Del fotografo? Degli operatori? Degli addetti all'illuminazione? Del condannato all'ergastolo per decapitazione che la bramerà tutte le notti con gli occhi cerchiati di rosso? Come fai a essere geloso di una che per cinque anni è stata insieme a te, se ti chiami Iacchetti? (e se assomigli a Iacchetti) Una così, la fedeltà ce l'ha nelle vene; le scorre come l'acqua lungo i marciapiedi durante il temporale, la fedeltà. Perché l'hai fatto, Enzino? Uno ti guardava e pensava che la vita era bella; pensava che la speranza c'era per tutti e financo l'Italia potesse assurgere a certi dettami di democrazia universale: uno guardava te, sottobraccio con la bella Maddalena, e si diceva che sì, dopotutto, una speranza non la si nega a nessuno.

E invece l'hai mollata: l'hai mollata TU! E per un calendario? Le riviste di gossip dicono che vi sentite ancora tramite sms: anche questa, io mica la capisco. Incontratevi! Anche solo per un caffè: vuoi mettere? E' pur sempre la Corvaglia, oh, una ve-li-na. E pure un bel partito, se è vero quello che dicono su Max e quanto paghi le modelle che accettano di posare desnude per quell'inserto patinato. Io dico che ci dovrebbe ripensare, oppure farla finita con un colpo di teatro sensazionale: che so, un'intervista di spalle da Costanzo (la voce camuffata), oppure un litigio generazionale che ci sopravviverà tutti, corvaglia1una cosa in pubblica piazza con straccio di vesti e lancio di oggetti (e magari lei che dice cose tipo: «Ah sì? E allora mi devi dare UN MILIONE di euro, altrimenti il nostro video hard finisce su YouTube»). Non lo so: così mi pare che si gettino al vento cinque anni di vip-esistenza. Nemmeno una biografia scandalo, niente. Non lo capisco Iacchetti.

venerdì, 24 novembre 2006

I pesi e le misure
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


griffinSentite, io questi Griffin non so neanche cosa siano. Però mi parlano di un cartone animato veramente ma veramente divertente. Mi dicono pure che ai Simpsons gli fanno più di un giro intorno: il problema è che io, in vita mia, avrò visto tre-puntate-tre dei Simpsons e, in generale, ho l'impressione che questi cartoni animati facciano ridere a comando; facciano ridere perché devono far ridere, perché è molto di moda che facciano ridere. Ma, ad ogni modo, non è questo: quello che veramente mi fa ridere è che tra tutte le merdate che Mediaset manda in onda (ho visto una puntata di "C'è posta per te" qualche sabato fa, mentre ero a cena in un ristorante, che meritava l'immediato intervento delle forze armate in studio: due ragazzi malati di una certa tetraplegia o qualcosa di simile resi felici da Nek che aveva un album da promuovere. Una delle cose peggiori e di maggiore cattivo gusto che io abbia mai vista. Vi prego di credermi se vi dico che non sono più riuscito a mandare giù un boccone), tra tutti i vergognosi prodotti nazional-popolari addormenta-menti (a proposito di "Altrove" il programma di Costanzo: quando dicevo che si trattava di nient'altro che un Reality Show, e anche della peggior specie, non mi era ancora capitato di incappare nella puntata del venerdì, quando tutti i galeotti, insieme alle guardie, si radunano ben pettinati IN STUDIO insieme a Maurizione che ne fa di cotte ma soprattutto di crude: li fa cantare, li fa piangere mostrando foto delle figliolette e dei genitori, li rende esattamente quello che un carcerato non dovrebbe mai essere, vale a dire un fenomeno da baraccone: ma bene); insomma con tutte queste meravigliose cose di una pericolosità sociale devastante, con tutto ciò, ecco, mi ha fatto tristemente ridere la decisione dell'Agicom di multare - appunto - Italia1 e Rete4 per (tra le altre cose) l'eccessiva volgarità dei Griffin: "Espressioni volgari e turpiloquio", si legge nella motivazione che evidentemente non riguarda gli esseri umani (non è forse "volgare" l'immagine di uno dei Secchioni del noto programma che simula, dietro suggerimenti di Enrico Papi, dieci posizioni del kamasutra insieme alla sua Pupa, con tanto di primi piani anatomici? Il che è fantastico da vedere, soprattutto se la Pupa è quella spaventevole gnocca senza testa (stavolta davvero) che sappiamo; ma quando vado a leggere di una multa di 650mila euro per un cartone animato farcito di "espressioni volgari e turpiloquio", rido). E per la depilazione in diretta di Tiziano Ferro cosa dovremmo aspettarci?

p.s. dalle 19.30 di stasera, Splinder non sarà raggiungibile fino all'indomani per un'importante (e si spera definitiva) transumanza tecnica. Come sempre, se non ci dovessimo MAI PIU' rivedere, sappiate che è stato bello.

venerdì, 10 novembre 2006

Gnocche sì, ma con la testa
Categoria:televisione, scritto da andy capp


annozeroSarà pure una gnocca con la testa, ma io Rula Jebreal proprio non la sopporto. Scusate lo sfogo, avrei dovuto occuparmi di tutt'altro in questo post, ma ho fatto l'errore di mettermi a scrivere con la televisione accesa su Anno Zero, il nuovo programma di Michele Santoro. Lo ammetto, il vecchio Micheluzzo ha perso un po' di smalto. Non tanto lui, sia chiaro, ma la trasmissione a mio avviso non è all'altezza dei vecchi programmi. Sarà perché mancano giornalisti come Riccardo Iacona (in assoluto tra i più bravi in Italia) o forse perché non c'è più il nemico Berlusconi da attaccare. Almeno questo potrebbero sostenere quelli che non l'hanno mai sopportato. Io, che invece l'ho sempre seguito, dico che il difetto è un altro.

Nella puntata di ieri si parlava di integrazione, Islam e identità. C'erano in studio la Santanché e il Ministro Ferrero oltre ad alcuni cittadini di Padova. La novità di quest'anno sono infatti le inchieste sul territorio con i protagonisti dei reportage che partecipano al dibattito in studio. Di solito viene scelto un grande tema, introdotto da un grosso fatto di cronaca. Ieri era il caso di Via Anelli a Padova. Non so se avete presente la storia del muro che divide una zona residenziale da un complesso popolare occupato da marocchini e nigeriani dediti allo spaccio. In quel comprensorio la tensione sociale è alle stelle, il degrado ha svalutato un quartiere piuttosto centrale e residenziale e la popolazione è arrivata al limite della sopportazione. Gli immigrati spacciano, si drogano, sporcano e sono arroganti. Mi chiedo: che senso ha andare da una vecchietta veneta a domandarle se vuole che le si costruisca la Moschea sotto casa? Cosa risponderebbe il gornalista se si trovasse nella condizione della signora?

Beatrice BorromeoA mio avviso Anno Zero sta sbagliando qualcosa. Che cosa si vuole dimostrare? Che gli italiani sono razzisti? Che i cattolici non amano il prossimo loro come se stessi? Eventualmente, non spetta ai giornalisti dimostrarlo. In Italia c'è un reale problema di integrazione che riguarda sia il nord, che il centro e il sud. Continuare a sposare posizioni politically correct solo perché fa molto di sinistra è un atteggiamento a mio avviso che porta a pochi risultati. E questo dovrebbero capirlo anche i politici fermi su certe posizioni o che si intestardiscono su argomenti che coinvolgono una cerchia di quindici persone. La gente, er popolo, è esasperato. In alcune aree, penso ai quartieri più disagiati delle metropoli, c'è un effettivo disagio verso gli immigrati, una sofferenza che andrebbe analizzata più a fondo e che va oltre le solite posizioni del leghista bergamasco tutto grappa e badileButtarla in caciara con il cattolico che si dice credente ma non praticante o continuare a dare spazio a personaggi del mondo musulmano (ma non è il caso di Santoro) che si presentano in studio con il velo non favorisce il dialogo, ma distorce il dibattito stesso.

Tornando ad Anno Zero, a parte i reportage che, come nel caso di ieri secondo me non hanno messo a fuoco l'obiettivo, non mi piace Rula Jebreal per un semplice motivo: non ascolta le risposte dell'intervistato. Va avanti come una macchinetta per la sua strada incalzando gli ospiti con domande fuori posto. Qualcuno dovrebbe dirle che non è mettendo a disagio le persone che si fanno grandi interviste.

E poi, e poi... Beatrice come si chiama... ma dove l'hai presa Michè? Ma davvero quella gnocca ci dovrebbe spiegare la Costituzione? Aridatece Maria Cuffaro.

mercoledì, 01 novembre 2006

Liberi in seconda serata
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


 

costanzo1Non resisto. Devo parlare di "Altrove - Liberi di sognare", la nuova trasmissione di Maurizio Costanzo in onda in seconda serata tutti i venerdì sera, per otto settimane, su Italia Uno. Non ne avrei mai trattato, giuro, ma una frase - una soltanto - di Costanzo in sede di presentazioni mi aveva colpito e, per questo, mi ero ripromesso di giudicare il prodotto in seconda sede. La frase era questa: "Altrove sarà tutto, tranne un reality show. Piuttosto un viaggio nelle carceri per conoscere, capire e mai giudicare". Il che mi era parsa una dichiarazione di guerra al sistema mediatico e televisivo da lui stesso elevato al successo (vale a dire La Più Totale Spazzatura). In sostanza la trasmissione funziona così: nella casa circondariale di Velletri sono state sistemate un numero imprecisato di telecamere (stile Grande Fratello, quindi negli angoli, sui soffitti, dietro gli specchi del bagno, accanto ai lavandini, nei corridoi, in cima alle porte) e coinvolti un numero ben preciso di carcerati (ventotto su quaranta). Costoro sono ripresi 24 ore su 24 nei loro atteggiamenti privati e intimi; vengono spiate le loro conversazioni sbocconcellate fatte di stentato italiano (quando sono italiani) e maccheronico italiano (quando sono stranieri, il più delle volte albanesi e rumeni).

Già questo basterebbe ad affermare che Maurizio Costanzo è un BUGIARDO e che "Altrove" è un vergognoso REALITY SHOW della peggiore specie: questo perché della vita carceraria, dei rapporti con il direttore, dell'interazione con le guardie, di tutto questo ben di dio svociato ai quattro venti alla vigilia della messa in onda

non
c'è
nientecostanzo

"Altrove" è un pazzesco Reality Show supercommerciale in cui nulla c'è della vita dei carcerati, i quali sono ripresi dentro celle che nella maggior parte dei casi sono migliori di casa mia: la mia curiosità sarebbe sapere se quelle stanzette così bene arredate erano così bene arredate anche PRIMA dell'avvento delle telecamere e se, per caso, le stanzette degli altri detenuti, quelli veramente ALTROVE - vale a dire quelli che non hanno accettato di prendere parte a questo secchio di vomito - sono anche quelle tanto graziose e trendy.

C'è un ufficio stampa che può rispondere a questa semplice questione?

Tutto tranne un reality mia sorella.
I carcerati parlano in primo piano, dicono parolacce e fanno scorregge (esattamente come i tariconi di nostra generazione); discutono di donne e masturbazione, fanno a gara a chi ce l'ha più lungo esattamente come faremmo noialtri durante una festa del liceo. Manca l'elemento femminile: questa è l'unica novità che prende le distanze dal prodotto Reality Show comunemente definito. Non c'è una deontologia in tutto questo: non c'è cronaca. Non c'è giornalismo: non si capiscono le dinamiche sociali del carcere, tantomeno si conoscono le persone dietro queste maledette sbarre, fatta eccezione per i loro gusti più vacui. Se non c'è approfondimento, allora è Reality Show: il fatto che manchino le nomination con eliminazione del concorrente non basta a giustificare le bugie di Baffetto. "Altrove - Liberi di sognare" è retorica vestita a festa: una bella sigla monocorde con toni tristi, dissolvenze lente ed esasperanti. Mi meraviglio (mi meraviglio davvero) che non abbiano inserito una voce narrante calda e tetra; in più ci sono i risvolti etico-sociali, a mio parere, da valutare. Cosa si aspetta un carcerato diventato FAMOSO, nel momento in cui verrà fuori dalla prigione? Verrà invitato in studio per una puntata speciale? Me lo aspetto; diventerà un tronista? Ce ne sono di carini, è plausibile: in fondo si tratterà di uomini liberi e vogliosi di godersi legittimamente la vita ritrovata. E, internamente al carcere, come verranno visti questi showman dagli altri, da quelli che non hanno accettato le luci della ribalta? Avranno delle facilitazioni sull'indulto?

Non è una critica alla trasmissione che non mi pare certamente il prodotto peggiore che si possa vedere oggi in giro; questa ècostanzo2 una critica - e forte - al messaggio che questi cortigiani della retorica e del finto perbenismo perpetrano da dietro quello schermo. Dire che "Altrove - Liberi di sognare" sarà TUTTO tranne un reality show è dire una bugia: e io le bugie non le tollero, quando le vieni a dire nel salotto di casa mia.

E' troppo facile cambiare canale.

mercoledì, 11 ottobre 2006

Le Iene fanno cagare
Categoria:televisione, scritto da stefano havana


Le Iene fanno cagare. Imitazione finto-ripulita di Striscia la Notizia: una specie di Lucignolo di bella vita, demagoga e populista. Le interviste doppie ragazze bene dei Parioli/ragazza madre delle Favelas brasiliane, e cose così, sono carne da democratica fusione nell'azoto. Quest'ultima trovata, anche, fa cagare: il test anti-droga fatto ai parlamentari. Sono contrario: un'operazione deontologicamente abominevole in cui la violazione o meno del diritto di privacy è solo l'ultimo dei problemi. Un test, quello condotto, che non dimostra niente e comunque che non dimostra niente che mi interessi: ci vorrebbero forse dire che i politici "drogati" sono persone di cui non fidarsi? Ci vorrebbero dire che il Mondo è un luogo malvagio? Vogliono raccontarci che la nostra adolescenza è finita e dovremmo darci da fare per mettere la testa finalmente a posto? I politici "beccati" dovrebbero forse dimettersi? Ma dovrebbero dimettersi perché pippano o perché non sanno fare il proprio lavoro? Quant'è facile sdegnarsi davanti all'immagine di un qualsiasi uomo in giacca e cravatta dedito a vizi... Quant'è facile. Dunque sono completamente favorevole alla CENSURA del servizio (ma solo per motivi editoriali: trattasi di un inutile servizio di merda) e sono completamente favorevole alla drastica revisione della Legge Fini, piuttosto.

giovedì, 07 settembre 2006

Chi non muore si rivede
Categoria:televisione, scritto da andy capp


cavallo raiUn'altra fumata nera in Rai. Quella di ieri doveva essere la giornata delle nomine e invece il Consiglio di amministrazione di viale Mazzini ha aggiornato la seduta definendola, con una nota, riunione informale. Sintomo che qualcosa proprio non va nella spartizione delle poltrone. Alcune indiscrezioni parlano della scelta di Gianni Riotta, attuale vicedirettore del Corriere della Sera, per la poltrona del Tg1, con Maurizio Braccialarghe all'ufficio Personale e Guido Paglia a capo della Sipra, la concessionaria di pubblicità della Rai.

Il cambio di direzione nel telegiornale più importante è dato per certo, ma l'attuale direttore Clemente Mimun non ha proprio intenzione di farsi da parte e in occasione del Cda ha fatto pervenire al direttore generale Claudio Cappon, al presidente Rai Claudio Petruccioli e ai singoli consiglieri, una lettera nella quale pone in evidenza i successi di ascolti ottenuti sia dal suo Tg1 sia dal suo vecchio Tg2.

I numeri ormai la fanno da padrone anche per quanto riguarda l'informazione. Poi che si parli di gelato che fa ingrassare ma a cui proprio gli italiani non riescono a rinunciare, di estate in cui fa caldo, di inverno in cui fa freddo o di rientro dalle vacanze con tante code ai caselli, poco importa. Ma al di là dei contenuti, è probabile che Mimun sia accantonato per i famosi giochi di potere. Peccato che il ragionamento sui dati d'ascolto non sia stato nemmeno preso in considerazione dai vertici Rai quando Berlusconi, dopo la famosa purga bulgara, decise di far fuori Michele Santoro e il suo Sciuscià dai palinsesti di tutte le televisioni italiane. Per fortuna l'esilio è terminato e tra poco tornerà sugli schermi la redazione che ha realizzato una delle migliori trasmissioni giornalistiche della storia della tv. Stavolta si chiamerà Annozero, partirà il 14 di settembre. E questa è la lettera scritta da Santoro per presentare il suo nuovo programma.

"Care amiche e cari amici con questa mia lettera voglio raccontarvi un po' di cose sul nuovo programma e chiedervi di ripristinare il nostro contatto. Sapete bene quanto ci interessi la vostra opinione e quanta attenzione dedichiamo alle vostre domande. Dopo quattro anni di assenza dal video, dal 14 settembre comincia il nostro Annozero. Titolo indovinato visto l'utilizzo che ne stanno facendo libri e giornali. Sono accadute tante cose: il totem che occupava il centro della scena di Sciuscià è stato frantumato. Intorno alle schegge rimaste, tra le quali solo un cubo sembra ancora in grado miracolosamente di restituire immagini intere o non deformate, ogni giovedì si riunirà una comunità che non ha ancora rinunciato a porsi domande e a cercare risposte. Lo studio è uno spazio a mezza strada tra una grotta e un garage e conserva alcuni segni di culture primitive. Sono la dimostrazione che l'uomo ha sempre provato a placare le proprie paure rappresentando la realtà e cercando di comprenderla. Ciò che forse oggi stiamo perdendo è la capacità di sentirci felicemente diversi dai modelli che la televisione ci propone come uno specchio che orienta il nostro senso estetico e i nostri comportamenti. L'individuo è costretto a trovare nelle sue immediate vicinanze gli ingredienti per modellare la sua identità e diffida della politica e dei grandi progetti di cambiamento che gli appaiono in contrasto con i suoi interessi immediati.

Le rovine dalle quali siamo oggi circondati non sono quelle materiali degli edifici bombardati che facevano da sfondo al celebre film di Rossellini. Sono rovine televisive, pezzi d'immagine che non rinviano a niente altro che a se stesse. Annozero risponderà alle immagini con le immagini assumendo, anche con una certa autoironia, le forme di un rito il cui punto di partenza saranno una serie di istantanee inedite del Paese, cose che tutti sappiamo ma che preferiamo non vedere e delle quali preferiamo non parlare. Annozero sarà anche un rapido viaggio in Italia per verificare lo stato delle cose dopo lo scontro sociale e politico più duro che si sia verificato dalla liberazione ad oggi. Lo Zero non esprime una valutazione negativa ma richiama l'idea di un nuovo inizio irto di difficoltà e di inquietudini. Da qui l'idea di sviluppare un dialogo e un confronto tra me e i giovani, come se fosse un'intervista collettiva sul futuro, ma anche una verifica sulla opportunità di continuare a credere nella necessità di un punto di vista per interpretare il mondo, nella responsabilità, per uno che fa il mio mestiere, di fornire una chiave di lettura della realtà, nella ricerca continua di strade alternative a quelle normalmente praticate. Comunque la pensiate, bentrovati"

Così invece sul suo sito Sandro Ruotolo, una delle colonne del programma, commenta il ritorno in tv:

"Dopo anni in cui in televisione si è parlato sulla realtà, proveremo a riportare in televisione la realtà. Con le nostre telecamere in giro per l'Italia a fotografare il paese di oggi di cui si sono perse le tracce nel piccolo schermo. (...) Ho letto ieri l'Unità e sono rimasto colpito da un titolo: 'Santoro-Floris, il duello dell'Auditel'. Davvero? Penso invece che saranno due programmi, così diversi, che non saranno in competizione tra loro. La tv di Floris è un pò come la tv di Vespa dove passa e si siede la politica. Uno rassicura il centrodestra, l'altro il centrosinistra. La verità è che con il nostro ritorno in video, nella Rai riemerge un pezzo di linguaggio che era stato censurato. E, speriamo che in tempi brevi, il rientro riguardi anche giornalisti e autori cacciati dalla tv dell'era berlusconiana".

A Michele Santoro e alla sua nuova redazione (ma anche alla vecchia), un buon lavoro e un bentornati grande così. Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario (G.O.).

giovedì, 31 agosto 2006

Quello che ci vorrebbe
Categoria:televisione, narrativa, scritto da stefano havana


Tom_and_Jerry_Karateguard- Senti, te la sei scopata almeno?
(getta via la sigaretta con una schicchera esperta)
- Fiuuuu. Avresti dovuto vedere che femmina... Ero certo di distruggerla, invece mi ha distrutto lei...
- Non hai più il pelo di una volta, Tom.
(si liscia un baffo pensoso)
- Ti voglio dire una cosa, Gerry: mi ha legato al letto...
- ...
- ... Le ho miagolato le cose più sconce. Diceva che le piaceva così e a me andava bene. Nessun problema, dico io, se di mezzo c'è la micia. O no?
- Hai voglia...
- ...
(evitano di guardarsi per un momento. C'è qualcosa nell'aria)
- E con quella storia, invece? Che pensi di fare?
- Guarda... Ho sentito l'avvocato. Dice che mi devo rivolgere al sindacato. Che ci dobbiamo rivolgere al sindacato...
- Al sindacato?
- Sì, al sindacato. Lo so cosa stai pensando: ma è tempo di agire, Gerry. Questi vogliono la nostra pelle, non abbiamo più la libertà d'azione di una volta. Un tempo eravamo le star, ci permettevano di tutto. Adesso hai visto? Cristodiddio, i ragazzini stravedevano per noi... Ora che i bei tempi sono finiti, con tutto quel vomitevole wrestling e via dicendo, ecco che basta una cazzata per...
- E tu la chiami cazzata?
- Santoddio Gerry! Per una sigaretta? Non ti ci mettere anche tu, adesso... Ho solo fumato una sigaretta e adesso vogliono la mia testa. Neanche fossi Ghandi...
(se ne accende un'altra. La camera è in penombra. Ci sono delle veneziane e una vecchia macchina da scrivere su un tavolo logoro. Posacenere dappertutto)
- Non è che mi ci metto, Tom. Ma le sai le regole dell'autority, no? Ci hanno fatta una testa tanta e tu ti metti a fumare sul set? Davanti alle telecamere!
- Quella si è sciolta come ghiaccio, però...
(guarda l'amico in cerca della vecchia complicità. Non la trova)
- Sì, e noi perdiamo il lavoro perché tu volevi fare colpo su quella...
(torna serio)

- Non dire cazzate. Sono IO che rischio il lavoro: tu sei quello bravo e buono e reciterai questa parte per sempre...
- Tom, stronzate! (si alza dalla poltrona dove bivaccava. Rovescia una lattina di birra vuota) Lo sai benissimo che io da solo non valgo niente! Cosa pensi che mi faranno fare, DA SOLO? Pensi davvero che mi daranno lo show del sabato sera, come mi continua a dire quel frocio del mio agente? Non mi daranno un cazzo. Noi siamo una COPPIA, capisci? Dean Martin e Jerry Lewis, Totò e Peppino De Filippo, Stanlio e Olio, Walther Matthau e Jack Lemmon: lo sai come funziona lo spettacolo, no? Io sono la spalla, cazzo. La spalla da sola è come una mano che applaude se stessa: chi la sentirà? Se sei finito tu, sono finito pure io...
- ...
- Senti, se andiamo al sindacato siamo rovinati.
- Saremo rovinati comunque, amico mio... ci hanno censurata una puntata. Ti rendi conto che significa? Nessuno vorrà più trasmettere la nostra roba: ancora meno di adesso...
- No, Tom, senti. Ti ricordi cosa successe al Gatto Silvestro? Quando morse davvero Titti sul di dietro e via dicendo? Quella puttana lo denunciò e lo fermarono per non so quanto. Lui, consigliato dall'avvocato, si rivolse al sindacato...
- Lo so, lo so...
- Appunto! Ti sei fumato anche il cervello, per caso? Gliene successero di tutti i colori! La stampa si accanì in quel modo e da allora non ha mai più lavorato. Non mandano neanche più le puntate in bianco e nero, niente. Kaput, finito, bye bye. Le major non ne vogliono più sapere: un cartone animato che si rivolge al sindacato è come un politico che pretende di non fare la fila al ristorante. Non lo accettano, la gente cambia canale da quel momento: siamo già abbastanza privilegiati e secondo loro dovremmo accettare gli inconvenienti sul lavoro e basta. Questo maledetto fatto che non possiamo morire è una condanna... Non ce lo riescono a perdonare. Nessuno di loro...
- E io che dovrei fare, allora? Noi, Gerry, che dovremmo fare?
(si dimentica di fumare. La sigaretta diventa un cilindro di cenere tra le sue dita)

- Io propongo di prostituirci...
- Cosa??
- Di prostituirci. Diamoci al sociale: il mio agente mi ha già fatto delle proposte interessanti. Pubblicità anti-fumo, cose del genere. Mostriamoci pentiti e bla bla bla... Io che ti rimprovero, tu che mi prometti di non rifarlo e baggianate simili...
- Che vomito...
- Lo so, ma è l'unica via lo capisci? Un po' di pubblicità progresso gratis e l'immagine sarà ricostruita. Ci inviteranno in qualche talk-show, tu farai una di quelle scenette da fumatore pentito e schiaccerai sotto la zampa qualche mozzicone. Facciamo un paio di numeri, mi dai un paio di martellate, facciamo ridere i bambini e via: i contratti torneranno a fioccare. Vedrai, lo sai che me ne intendo di queste cose.
- ...
(alle pareti sono appese tantissime foto incorniciate. Tom & Gerry in smoking che ritirano premi dalle mani di personaggi rappresentativi, Tom & Gerry con un mazzo di microfoni sotto i baffi. Ci sono delle statuette con targhe commemorative su ogni ripiano, ma tutte sono impolveratissime e qualcuna, addirittura, è sistemata al contrario. Vicino alla porta d'ingresso c'è una grande foto di Mickey Mouse, con quella blusa rossa e i bottoncini gialli. C'è scritto: a Tom e Gerry, pionieri)
- Tom?
- Non lo capisci, Gerry?
(adesso parla a occhi chiusi. Dappertutto c'è un odore di cose perdute e altre destinate a finire male)
- Cosa?
- Ma quali contratti? Non lo capisci che la sigaretta è solo una scusa? Un capro espiatorio. Ci censurano qui, ci levano dalla programmazione là... Tutta una scusa. La verità è che non ci guarda più nessuno; non facciamo più ridere nessuno. Forse negli anni '60, adesso la tv è piena di violenza autentica; perché dovrebbero guardare la nostra posticcia?
- Sei troppo...
tomgerry2- Non facciamo che darcele di santa ragione da cinquant'anni, Gerry. Tu hai rimediato un'ernia del disco e io una denuncia per guida in stato di ebrezza dopo quella festa dai Rabbit. Chi eravamo prima del grande boom? Tu facevi la controfigura in un circo, io ho vinto un concorso per ex tossicodipendenti da reintegrare. Rendiamoci conto di chi eravamo, ringraziamo il cielo per quello che abbiamo avuto e smettiamola di fare i finti tonti. Non c'è più spazio per noi...
- Il mio agente dice...
- Non me ne frega un cazzo di quello che dice il tuo agente, Gerry! Quello è un frocio con un'ossessione per i soldi e gli anelli kitch. Guardati intorno, stanno cadendo tutti: Titti, dopo la causa vinta con Silvestro è fallita del tutto e adesso tiene quella stupida rubrica di cucina in televisione. L'hai visto Bugs Bunny com'è finito?
- Con tutta la coca che si tirava non c'è mica da stupirsi...
- Va bene, ma io non mi voglio piegare! Quelli di